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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Attività produttive</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Assalto al ponte (che non c&#8217;è)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 04:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Non è ancora nato, ma è già lotta fra gli &#8220;eredi&#8221;. Stiamo parlando del Ponte sullo Stretto che stimola gli appetiti più vari, nonostante del progetto esecutivo non ci sia neanche l&#8217;ombra.
Innanzitutto, come dice Antonio Mazzeo, quelli di chi è interessato &#8220;a sventrare colline e riempire cave e discariche con milioni di metri cubi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mojoimage.com/"><img class="alignleft size-medium wp-image-13806" title="uniponte" src="http://www.mojoimage.com/free-image-hosting-05/8434argo100722-f-ponte.jpg" alt="" /></a> Non è ancora nato, ma è già <strong>lotta fra gli &#8220;eredi&#8221;.</strong> Stiamo parlando del <strong>Ponte sullo</strong> <strong>Stretto</strong> che stimola gli appetiti più vari, nonostante del progetto esecutivo non ci sia neanche l&#8217;ombra.</p>
<p>Innanzitutto, come dice <strong>Antonio Mazzeo</strong>, quelli di chi è interessato &#8220;a sventrare colline e riempire cave e discariche con milioni di metri cubi d’inerti&#8221;, ma anche di chi vuol dare <strong>un &#8216;contributo scientifico&#8217;</strong>, come le <strong>Università della Sicilia e della Calabria</strong>.</p>
<p>Se nel passato, l&#8217;Università non ha prodotto nessuno studio utile<span id="more-13770"></span> a chiarire la fattibilità del progetto (tuttora in &#8216;alto mare&#8217;, tanto per non smentirsi) e non è mai intervenuta sui costi economici e ambientali dell&#8217;opera, oggi sgomita per <strong>accaparrarsi qualche briciola delle risorse pubbliche</strong> impegnate per l&#8217;avvio dei lavori.</p>
<p>Conseguentemente, gli <strong>Atenei di Enna, Palermo, Reggio Calabria e Catania</strong>, con un <strong>comunicato congiunto</strong>, hanno preannunciato che «si mobiliteranno insieme per contribuire ad affrontare la grande sfida che vede protagonisti, non solo ingegneri e architetti, ma studiosi di molteplici ambiti».</p>
<p>Si parla, perciò, di <strong>accordi</strong> (già siglati o in procinto di essere sottoscritti) tra il <strong>Consorzio delle Università siciliane</strong> ed <strong>Eurolink </strong>(l’associazione d’imprese general contractor per la progettazione e l’esecuzione dei lavori) per lo svolgimento di test sui provini di cemento armato e per la realizzazione di <strong>due grandi laboratori scientific</strong>i, situati a Messina e a Reggio.</p>
<p>Il <strong>primo</strong>, di Scienza e tecnologia dei nuovi materiali, da affidare a un consorzio delle tre Università siciliane con la “Sapienza” di Roma e il <strong>secondo</strong>, di Aerodinamica e Aeroelasticità, destinato a un consorzio delle tre Università calabresi con il Politecnico di Milano.</p>
<p>Certo, è curioso che si cominci a parlare di laboratori di ricerca scientifica su aspetti determinanti della struttura che si vuole costruire, quando si continua a sbandierare ai quattro venti che il relativo <strong>progetto </strong>è <strong>già pronto</strong> e i lavori preliminari sono dati addirittura per iniziati!</p>
<p>A conferma di un rapporto che tende a divenire sempre più organico, è di qualche giorno fa la notizia della firma di un <strong>contratto di </strong></p>
<p><strong>locazione </strong>di un intero edificio del polo scientifico universitario “Papardo” di Messina per ospitare l’head office, ovvero la sede delle direzioni generali della Stretto di Messina Spa, del general contractor e delle società impegnate nel monitoraggio ambientale e nel “project management” del Ponte (Fenice Spa e Parsons Transportation Group).</p>
<p>Apparentemente, sembrerebbe un&#8217;operazione &#8220;normale&#8221;. In effetti, nella suddetta struttura è presente <strong>l&#8217;Incubatore d’Imprese”</strong> finanziato e realizzato con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse». Questa locazione è, perciò,  in palese contraddizione con le motivazioni, e i finanziamenti che avevano, a suo tempo, promosso la realizzazione della struttura.</p>
<p>Infatti, come afferma il <strong>prof. Guido Signorino</strong>, ordinario di Economia applicata: &#8220;L’insediamento del Centro direzionale di Eurolink nel non ancora ultimato “Incubatore d’Imprese” è <strong>una ipotesi</strong> a mio avviso <strong>bizzarra</strong> e non percorribile».</p>
<p>&#8220;Tale struttura, prosegue Signorino, è dedicata alla <strong>nascita di imprese “nuove</strong>”, frutto di “spin off” da ricerca. L’incubatore dovrebbe garantire, in particolare ai giovani, l’offerta di spazi adeguati a costi contenuti e servizi di supporto, di assistenza consulenziale e di reperimento di finanza dedicata ed agevolata. Nel caso dell’incubatore di Messina, esso nasce anche con lo scopo specifico di promuovere e sostenere la nascita di <strong>imprese ad opera dei laureati dell’Università</strong>».</p>
<p>Stando così le cose, è del tutto evidente che il consorzio Eurolink non presenta alcuna caratteristica idonea a consentirgli di diventare l’ospite-beneficiario della struttura.</p>
<p>D&#8217;altra parte, se il ministro Gelmini, costantemente imbeccata da Tremonti, continua a tagliare fondi alle Università, queste ultime, da qualche parte, dovranno pur trovare i <strong>soldini </strong>almeno per sopravvivere.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di A. Mazzeo sul suo blog <a title="Le Università in corsa per il grande banchetto del Ponte" href="http://stostretto-antoniomazzeo.blogspot.com/" target="_blank">stostretto.it</a></p>
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		<title>Acqua pubblica senza se e senza s.p.a.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 04:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Si è esaurito l&#8217;interesse dei catanesi per la difesa dell&#8217;acqua pubblica? E&#8217; apparsa poco invitante la possibilità di dialogare con l&#8217;assessore Antonio Chiusolo per capire quale esperienza concreta stia facendo il comune di Aprilia?
Fatto sta che, complici il periodo estivo e le alte temperatura dello scorso sabato mattina, l&#8217;iniziativa organizzata dal Forum dell&#8217;acqua presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://img843.imageshack.us/img843/7775/p1040188relatorir.jpg"><img class="alignleft" src="http://img843.imageshack.us/img843/7775/p1040188relatorir.jpg" alt="guarda l'immagine ingrandita" width="259" height="194" /></a> Si è esaurito l&#8217;<strong>interesse dei catanesi per la difesa dell&#8217;acqua pubblica</strong>? E&#8217; apparsa poco invitante la possibilità di dialogare con l&#8217;assessore <strong>Antonio Chiusolo</strong> per capire quale esperienza concreta stia facendo il comune di <strong>Aprilia</strong>?</p>
<p>Fatto sta che, complici il periodo estivo e le alte temperatura dello scorso sabato mattina, l&#8217;iniziativa organizzata dal <strong>Forum dell&#8217;acqua</strong> presso la fondazione Fava ha avuto poco successo di pubblico. Ha richiamato piuttosto<span id="more-13811"></span> un paio di <strong>emittenti locali</strong> che, dopo una rapida e generica intervista a Chiusolo, assessore al Bilancio del comune di Aprilia, hanno abbandonato la sala semideserta.</p>
<p>Eppure la possibilità di dialogare con questo amministratore è stata interessante, soprattutto perchè non di ipotesi o progetti si è parlato, ma di una <strong>esperienza concreta ancora in corso</strong>.</p>
<p>Ad Aprilia e negli altri comuni della provincia, la <strong>privatizzazione è diventata realtà nel 2004</strong>, quando l&#8217;ATO 4 &#8211; Latina, fra le prime in Italia, ha avviato la gestione del Servizio Idrico Integrato affidando la gestione dell&#8217;acqua ad <strong>Acqualatina SpA</strong>, una società mista a prevalente capitale pubblico, con un partner privato che è la multinazionale francese Veolia.</p>
<p>Sei anni sono bastati per verificare che la delibera regionale che stabiliva i servizi da erogare, gli investimenti da compiere etc, veniva del tutto disattesa mentre i <strong>costi per gli utenti si triplicavano</strong>. L&#8217;aumento del costo del servizio ha avuto come conseguenze un&#8217;<strong>evasione</strong> molto elevata e un <strong>malcontento diffuso</strong> sfociato in manifestazioni di protesta agguerrite e partecipate.</p>
<p>La spinta dal basso, abbastanza forte da generare il blocco della statale 148, non riusciva però a determinare un cambiamento di rotta sulla gestione dell&#8217;acqua, perchè mancava nell&#8217;amministrazione comunale la <strong>volontà politica di riappropriarsene</strong>, anche perchè amministratori comunali e provinciali da una parte, presidente e consiglio di amministrazione della società dall&#8217;altro, erano tutti legati da vincoli politici e di partito.</p>
<p>Le cosa sono cambiate nel giugno del 2009, quando la <strong>vecchia giunta è stata “sfiduciata”</strong> e le elezioni sono state vinte da alcune liste civiche, organizzate attorno a tre parole d&#8217;ordine:<br />
NO alla privatizzazione dei tributi<br />
NO all&#8217;Acqua Latina<br />
NO al turbo-gas</p>
<p>Dopo un anno la prima battaglia è appena arrivata a conclusione. L&#8217;<strong>Aser, società mista a cui era stato affidato il servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali</strong>, è stata sciolta dal tribunale che ha nominato 3 commissari liquidatori.</p>
<p>La prima a tornare pubblica non è stata quindi l&#8217;acqua, ma la riscossione dei tributi. Si tratta comunque di una bella vittoria che riflette la stessa logica della ripubblicazione dell&#8217;acqua: alcuni <strong>servizi essenziali non sono privatizzabili</strong> se non a costo di trasformarli in occasioni di lucro e di profitto privato.</p>
<p>Il primo effetto delle esternalizzazioni dei servizi è un aumento dei costi per gli utenti. Nel caso dell&#8217;Aser è scoppiato un vero e proprio <strong>scandalo</strong>. Alla società infatti era stato concesso un <strong>aggio del 30% </strong>non sul riscosso, ma addirittura sull&#8217;accertato, sempre superiore alle cifre realmente riscosse, mentre le tasse pagate non venivano nemmeno versate al comune, che perdeva così milioni di euro.</p>
<p>La battaglia legale del Comune per <strong>riappropriarsi della gestione dell&#8217;acqua </strong>è ancora in corso. Cominciata come denuncia privata di alcuni cittadini, è stata fatta propria dall&#8217;amministrazione comunale. Si prevedono ulteriori passaggi, ricorsi e opposizioni varie fino ad arrivare al Consiglio di Stato che ha già riconosciuto al Comune la <strong>libertà di uscire dall&#8217;ATO</strong>.</p>
<p>Ma l&#8217;azione dell&#8217;amministrazione di Aprilia, riguardo al problema dell&#8217;acqua, non si limita alla battaglia legale. Vengono gradualmente <strong>preparate le condizioni di un ritorno alla gestione pubblica</strong> in modo da non perdere, anzi da acquistare, efficienza. Ad esempio, devono essere individuati i <strong>servizi da ripristinare</strong>, anche reintroducendo figure ormai assenti come il fontaniere. Devono essere <strong>predisposti gli investimenti</strong> da fare per rinnovare la rete e per raggiungere nuove utenze. E così via dicendo.</p>
<p>E&#8217; cominciato anche il <strong>controllo</strong> della gestione tutt&#8217;ora vigente da parte di Acqualatina. Non solo nel senso che ci si è rifiutati di approvare i <strong>bilanci della società, non ritenuti credibili,</strong> ma anche nel senso che si è voluto vedere chiaro sull&#8217;entità di alcune somme pretese. La società Acqualatina ad esempio fornisce acqua al Comune per i suoi servizi, per le scuole, per i parchi, e ha sempre preteso di essere pagata sulla base di quantità stimate. La <strong>verifica della lettura dei contatori</strong> ha permesso di dimezzare le somme da pagare. Si conferma così come quello del controllo sia la chiave fondamentale di qualunque servizio affidato ad esterni.</p>
<p><strong>Controllo</strong> è la parola chiave non solo nel rapporto tra amministratori e gestori, ma anche nel rapporto tra cittadini e amministratori. I <strong>cittadini,</strong> che sono gli elettori, non devono smettere di <strong>sollecitare i propri rappresentanti,</strong> anche se questi a volte rallentano nell&#8217;attuazione dei programmi.</p>
<p>Ad Aprilia oggi c&#8217;è impazienza nei confronti dell&#8217;amministrazione che procede in modo molto, forse troppo, graduale. Gli amministratori si giustificano dichiarando che la <strong>prudenza</strong> è necessaria per evitare i danni e i costi dovuti ad azioni legali e a contenziosi, che ricadrebbero poi sui cittadini stessi.</p>
<p>Rimane valido il principio che non si deve mai smettere di controllare e sollecitare. E&#8217; un diritto al quale, <strong>a Catania</strong>, abbiamo rinunciato, dal momento in cui il dominio del clientelismo ha trasformato il <strong>diritto in favore</strong>.</p>
<p>Sull&#8217;acqua a Catania c&#8217;è stata una certa <strong>mobilitazione per la raccolta delle firme</strong> necessarie per la richiesta di referendum. Adesso è un momento di stanca. Forse ancora il problema non è esploso perchè manca attualmente l&#8217;esperienza della privatizzazione con i suoi effetti nefasti, innanzi tutto la crescita esponenziale delle bollette.</p>
<p>L&#8217;esperienza degli altri comuni dovrebbe insegnarci a capire quali sono i <strong>passi da compiere</strong>. Dall&#8217;inserimento nello statuto del principio dell&#8217;acqua come bene comune senza rilevanza economica al controllo sull&#8217;effettiva decadenza degli ATO, dal superamento delle divisioni<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> interne al movimento di partecipazione popolare all&#8217;attivazione di efficaci sistemi di controllo dal basso. Ma per tutto questo c&#8217;è una pregiudiziale necessaria, uscire dalla rassegnazione e dalla passività, altrimenti la partita è perduta ancora prima di cominciare.<br />
<a href="http://img830.imageshack.us/img830/871/p1040186sala1440.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" title="clicca sull'immagine per ingrandire l'immagine" src="http://img830.imageshack.us/img830/871/p1040186sala1440.jpg" alt="" width="424" height="226" /></a></p>
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		<title>Sant&#8217;Alfio e la guerra dei distretti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 05:13:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Ed è guerra di distretti. L&#8217;ha ingaggiata Salvatore Russo, sindaco del bel paesino etneo di Sant&#8217;Alfio, che vuole che il Comune da lui governato si stacchi dal distretto turistico Taormina-Etna, del quale fino ad ora ha fatto parte, per aderire al neo distretto Mare dell&#8217;Etna. Perchè? Si chiedono  gli imprenditori della zona che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="http://img690.imageshack.us/img690/1392/100714santalfio.jpg" border="0" alt="" width="300" height="222" /> Ed è <strong>guerra di distretti</strong>. L&#8217;ha ingaggiata <strong>Salvatore Russo, sindaco </strong>del bel paesino etneo <strong>di Sant&#8217;Alfio</strong>, che vuole che il Comune da lui governato si stacchi dal <a title="Comuni del distretto Taormina-Etna" href="http://www.taorminaetna.it/pagina.asp?SessionID=804975073-B8111HS-C830TD-KJ8454LL&amp;PageKey=COMUNIDISTRETTO" target="_blank"><strong>distretto turistico Taormina-Etna</strong></a>, del quale fino ad ora ha fatto parte, per aderire al neo <strong>distretto Mare dell&#8217;Etna</strong>. Perchè? Si chiedono  gli imprenditori della zona che hanno costituito un comitato cittadino per difendere la loro appartenenza e non vogliono lasciare il vecchio distretto, nato nel lontano <strong>2005</strong>, con <span id="more-13716"></span> sessanta comuni tra le province di <strong>Messina e Catania</strong>.</p>
<p>&#8220;Da circa un decennio il territorio del paese di Sant&#8217;Alfio vanta un flusso turistico che è diventato una parte significativa dell&#8217;economia; &#8211; dicono &#8211; sono sorte <strong>strutture ricettive e di servizi, agriturismo, ristoranti, bar, case vacanza</strong>&#8230; Una parte importante di questi flussi proviene dal grande polo turistico che è l&#8217;area di Taormina col suo distretto, il Taormina-Etna appunto, che può vantare una <strong>capillare attività promozionale</strong>,  portali Internet, depliants e quant&#8217;altro possa fare da volano per il turismo e l&#8217;economia tutta della zona.&#8221;</p>
<p>Adesso il <strong>Comune di Sant&#8217;Alfio</strong>, con una <strong>delibera dell&#8217;11  giugno 2010</strong>, ha aderito al neo-distretto territoriale denominato <strong>&#8221; Il mare dell&#8217;Etna&#8221;</strong> che ruota intorno all&#8217;area dell&#8217;<strong>Acese</strong> e coinvolgerebbe <strong>22 comuni</strong>. &#8221;L&#8217;abbandono di un riferimento certo per uno incerto e non altrettanto noto e organizzato &#8211; dicono gli imprenditori che hanno dato vita al comitato &#8211; recherebbe un danno enorme all&#8217;economia di Sant&#8217;Alfio&#8221;. Una protesta che il primo cittadino del centro etneo,  non ha potuto ignorare , tanto da essere costretto a fissare per il <strong>16 luglio un pubblico dibattito</strong>. In quella sede imprenditori e cittadini di Sant&#8217;Alfio ribadiranno di certo il vecchio adagio: <strong>&#8220;Chi lascia la vecchia per la nuova&#8230;.&#8221; . </strong><a href="http://www.taorminaetna.it/pagina.asp?SessionID=804975073-B8111HS-C830TD-KJ8454LL&amp;PageKey=COMUNIDISTRETTO" target="_self">Distretto turistico Taormina-Ena: elenco di comuni che ne fanno parte</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>La &#8220;Parabola d&#8217;oro&#8221; di Vittorio De Seta</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 07:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mondo perduto, così si intitola la raccolta di cortometraggi del regista palermitano Vittorio De Seta, che contiene alcuni dei più intensi brani della storia del documentario italiano. Una ricognizione di realtà e tradizioni millenarie che ancora sopravvivevano intatte nell’Italia rurale degli anni cinquanta, prima di essere spazzate via dalla brusca accelerazione che i mezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo perduto</strong>, così si intitola la raccolta di cortometraggi del regista palermitano <strong>Vittorio De Seta</strong>, che contiene alcuni dei più intensi brani della storia del <strong>documentario italiano</strong>. Una ricognizione di realtà e tradizioni millenarie che ancora sopravvivevano intatte nell’<strong>Italia rurale degli anni cinquanta</strong>, prima di essere spazzate via dalla brusca accelerazione che i mezzi tecnologici hanno imposto alla vita<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EgXmYdi4hZg&amp;hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="344" src="http://www.youtube.com/v/EgXmYdi4hZg&amp;hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object> dell’ uomo. <strong>Lu tempu de li pisci spata (1954), Isole di fuoco (1954), Surfarara (1955), Pasqua in Sicilia (1955), Contadini del mare (1955), Parabola d’ oro (1955), Pescherecci (1958)</strong>, sono veri e propri viaggi antropologici in Sicilia, alla scoperta di un mondo che in tutto e per tutto può essere definito d’altri tempi.</p>
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		<title>Pizzo free a Catania: lista degli esercenti</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 04:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Nuova iniziativa di Addiopizzo a Catania: all&#8217;interno del loro sito hanno pubblicato un elenco di cinquanta esercenti di Catania e provincia che non pagano il pizzo e che lo dichiarano pubblicamente.  L&#8217;associazione aveva precedentemente consultato dei cittadini e raccolto oltre quattromila firme di altrettanti consumatori che si sono impegnati ad acquistare nei negozi pizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/addiopizzo.png"><img class="alignright size-medium wp-image-13299" title="addiopizzo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/addiopizzo-300x300.png" alt="" width="180" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nuova<strong> iniziativa di Addiopizzo</strong> a Catania: all&#8217;interno del loro sito hanno pubblicato un<strong> <a href="http://www.addiopizzocatania.org/public/cmsms/index.php?page=lista-pizzofree" target="_blank">elenco di cinquanta esercenti di Catania e provincia</a></strong> che <strong>non pagano il pizzo</strong> e che lo dichiarano pubblicamente.  L&#8217;associazione aveva precedentemente consultato dei cittadini e raccolto <strong>oltre quattromila firme</strong> di altrettanti <strong>consumatori </strong>che si sono<strong> impegnati ad acquistare nei negozi pizzo free.</strong> La lista è <span id="more-13298"></span>stata resa pubblica nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina 30 giugno in Prefettura a Catania. Addiopizzo, che collabora con le associazioni antiracket,  ha anche in progetto una serie di interventi nelle scuole per l&#8217;educazione alla legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per consultare la lista degli esercenti ecco <a href="http://www.addiopizzocatania.org/public/cmsms/index.php?page=lista-consumatori" target="_blank">il link al sito di Addiopizzo Catania</a></p>
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		<title>Estorsione a Catania</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 05:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La strategia della tensione oggi non paga più. Ormai l&#8217;85% del fenomeno estorsivo è cambiato. Una volta era il criminale ad avvicinarsi al commerciante, all&#8217;imprenditore per chiedere il pizzo.  Oggi è il grande gruppo imprenditoriale a cercare il contatto con il referente locale del clan malavitoso per mettersi a posto, per chiedere quali sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/addio_pizzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13144" title="addio_pizzo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/addio_pizzo-262x300.jpg" alt="" width="262" height="300" /></a>“La strategia della tensione oggi non paga più. Ormai l&#8217;85% del <strong>fenomeno estorsivo è cambiato</strong>. Una volta era il criminale ad avvicinarsi al commerciante, all&#8217;imprenditore per chiedere il pizzo.  Oggi è il grande gruppo imprenditoriale a <strong>cercare il contatto con il referente locale del clan</strong> malavitoso per mettersi a posto, per chiedere quali sono le regole.</p>
<p>Adesso l&#8217;estorsione consiste nella richiesta di <strong>posti di lavoro</strong>, nella eventuale <strong>licenza</strong> di costruzione del capannone della nuova azienda, nell&#8217;<strong>imporre i prodotti commerciali</strong>. Si è creato ormai un autentico monopolio nei mercati, difficile e sempre più complicato da debellare, anche perché bisogna entrare nella mente del criminale, <span id="more-13141"></span>bisogna intuire ed anticipare le sue mosse&#8221;. Lo ha dichiarato il sostituto procuratore Francesco Testa ad un incontro organizzato da<strong> Addiopizzo</strong>, il cui <a href="http://www.addiopizzocatania.org/public/cmsms/index.php?mact=News,cntnt01,detail,0&amp;cntnt01articleid=172&amp;cntnt01origid=15&amp;cntnt01dateformat=%25d%2F%25m%2F%25Y&amp;cntnt01lang=it_IT&amp;cntnt01returnid=60" target="_blank">resoconto si può leggere sul sito dell’associazione</a> e sul settimanale <strong>Magma</strong> (&#8220;<em>Dall&#8217;abusivo al mafioso</em>&#8221; di Maurizio Giordano del 19/6/10).</p>
<p>La situazione descritta è il frutto di un lungo lavoro di “educazione” sul territorio compiuto dalla mafia attraverso l’uso sapiente e calibrato di <strong>intimidazioni e rappresaglie</strong>. Un&#8217;azione pervasiva compiuta proprio mentre il governo rende più difficili le indagini, limitando gli strumenti utilizzati dalla magistratura per individuare chi delinque e riducendo le risorse a disposizione degli inquirenti e delle forze dell’ordine</p>
<p>Il contrasto alla presenza mafiosa è realizzato a vari livelli. Alcune esperienze sono state presentate, nel corso dell&#8217;incontro da Claudio Risicato, coordinatore delle quattro <strong>associazioni antiracket ed antiusura del Sistema Confcommercio</strong>, che ha esposto il lavoro che, lontano dai riflettori, viene svolto nelle scuole.</p>
<p>Sebbene sia ancora esiguo il numero di commercianti che hanno aderito alle associazioni antiracket, cresce la disponibilità a collaborare con le istituzioni. Risicato ha poi invitato i commercianti a diffidare di coloro che offrono denaro facile senza troppe formalità, per non trovarsi coinvolti in drammatiche situazioni di usura. E ha ricordato che coloro che sono <strong>vittime dell&#8217;usura</strong> possono usufruire di assistenza da parte delle associazioni e dei benefici previsti dalla legge 108.</p>
<p>A chiudere l’incontro sono stati i ragazzi di <strong>Addiopizzo</strong> che stanno facendo un pregevole lavoro sul territorio e che si preparano, proprio domani, 30 giugno, a presentare in Prefettura la <strong>lista dei commercianti che non pagano il pizzo</strong>. Spetterà adesso a noi consumatori decidere di sostenere queste attività e i loro coraggiosi gestori.</p>
<p>Per capire quale sia il peso economico del pagamento del pizzo, ecco alcuni dati, ripresi dall’articolo già citato di Magma. Complessivamente è di <strong>2 miliardi la somma pagata</strong> in Sicilia dagli imprenditori di tutti i settori al racket delle estorsioni: 100 Euro mensili dal venditore ambulante, 450 Euro mensili dal commerciante al dettaglio, 500 Euro mensili dal commerciante all’ingrosso, dal ristoratore e dall’albergatore, 2.500 euro mensili per i grandi lavori edilizi o infrastrutturali.</p>
<p>Sull’argomento vedi anche<a title="27 giuggno -Giochi e lotterie" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/27/giochi-lotterie-allarme.html" target="_blank"> La Repubblica- 27 giugno</a>, <a title="Dal President alla pizzeria Bellini così i picciotti riscuotevano il pizzo" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/19/dal-president-alla-pizzeria-bellini-cosi-picciotti.html" target="_blank">19 giugno 2010</a>, <a title="Il libro mastro trovato in un cassonetto pagano tutti, dal costruttore al panellaro" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/15/il-libro-mastro-trovato-in-un-cassonetto.html" target="_self">15 giugno 2010</a></p>
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		<title>Economia siciliana: buio a Mezzogiorno</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 03:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Report sullo stato dell’economia siciliana nel 2009, presentato l&#8217;8 giugno in anteprima a Ragusa dalla Banca d’Italia, ricorda le note di una marcia funebre.
Non c’è un solo indicatore che riporti un segno positivo rispetto al 2008 che già era stato disastroso: male l’industria (-25% la domanda e -20% la produzione), male il settore delle costruzioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Report</strong> sullo stato dell’economia siciliana nel 2009, presentato l&#8217;8 giugno in anteprima a Ragusa dalla <strong>Banca<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/crisi-economica1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13172" title="crisi economica" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/crisi-economica1.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a> d’Italia</strong>, ricorda le note di una marcia funebre.</p>
<p>Non c’è un solo indicatore che riporti un segno positivo rispetto al 2008 che già era stato <strong>disastroso</strong>: male l’industria (-25% la domanda e -20% la produzione), male il settore delle costruzioni, in calo <span id="more-13104"></span>più leggero il settore commerciale (con la sola eccezione della grande distribuzione).</p>
<p>Dati negativi anche per il <strong>turismo</strong>, quella che dovrebbe essere la nostra gallina dalle uova d’oro: -9,4% gli arrivi, -9,2% le presenze.</p>
<p>Su tutti questi numeri aleggia naturalmente il dramma della <strong>disoccupazione</strong>, a stento frenata con il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per il terzo anno consecutivo è in calo il tasso di occupazione, arrivato al 13,9%, ma se si aggiungono anche i disoccupati che hanno pure smesso di cercarlo il lavoro, la percentuale arriva a sfiorare il 20%.</p>
<p>Se però si restringe l’ottica alla fascia di età giovanile (15-34 anni) e a quella dei lavoratori con bassi livelli di istruzione, le cifre si dilatano ulteriormente.</p>
<p>Sintomo indiretto di questa prolungata fase di recessione, l’ulteriore <strong>rallentamento del credito</strong>, malgrado la rapida discesa dei tassi di interesse praticati dalle banche, e l’aumento dei prestiti considerati a rischio di rientro.</p>
<p>Sono in flessione, in particolare, i finanziamenti bancari alle famiglie, a testimonianza indiretta della caduta del loro <strong>potere di acquisto</strong>.</p>
<p>Si tratta naturalmente di dati che si inscrivono all&#8217;interno della <strong>grande recessione mondiale</strong> iniziata alla fine del 2007 e che solo nel corso di quest&#8217;anno sta cominciando a dare segni di inversione di tendenza. <strong>Un&#8217;economia debole come quella siciliana</strong> ne ha risentito con particolare virulenza e ne verrà fuori ancora più lentamente.</p>
<p>Le previsioni avevano identificato nel 2012 l&#8217;anno di una ripresa più consistente, ma forse non avevano tenuto conto dell&#8217;esplodere della <strong>crisi greca</strong>, che sta generando in tutti i paesi europei un&#8217;ondata di manovre di <strong>contenimento della spesa pubblica</strong>, che non potranno non avere effetti ulteriormente recessivi, che comunque ritarderanno i tempi della ripresa.</p>
<p>Come ne uscirà l&#8217;economia siciliana da questa congiuntura? Non è difficile immaginare che ne sarà ulteriormente appesantita, anche a causa del persistere di irrisolti problemi strutturali.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, si comprende sempre meno l&#8217;insistenza sul grande investimento per <strong>il ponte sullo Stretto di Messina</strong>, cui si continuano ad attribuire poteri taumaturgici.</p>
<p>Tenendo conto che anche la Calabria vive una situazione non dissimile da quella siciliana, bene che vada <strong>finirà per unire due contenitori vuoti</strong>, anche di persone, perché nel frattempo i giovani saranno stati costretti ad andare a cercare lavoro fuori dal Mezzogiorno.</p>
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		<title>I Padrini del Ponte</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 03:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Del Ponte sullo Stretto in Cosa Nostra se ne parlava già da tempo. E lì ci devono mangiare tutti […] e fino a quando le cose non verranno “messe a posto”, questo ponte non lo faranno mai. Questo glielo posso assicurare al mille per mille perché Provenzano lo ripeteva sempre: “minchia” se fanno ‘u ponte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Del Ponte sullo Stretto in<strong> Cosa Nostra</strong> se ne parlava già da tempo. E lì ci devono mangiare tutti […] e fino a quando le cose non verranno “messe a<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/ponte_cosche1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13011" title="ponte_cosche" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/ponte_cosche1-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a> posto”, questo ponte non lo faranno mai. Questo glielo posso assicurare al mille per mille perché Provenzano lo ripeteva sempre: “minchia” se fanno ‘u ponte ce ne sarà per tutti!”. Questa dichiarazione del collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi  permette ad <strong>Antonio Mazzeo</strong> , autore de “ I padrini del Ponte”, di sintetizzare il <strong>ruolo che le mafie potrebbero avere</strong> nella costruzione di questa <span id="more-12988"></span>grande opera, che nei programmi elettorali nazionali (Berlusconi) e regionali (Lombardo) ha assunto un ruolo centrale, una sorta di monumento con cui consegnarsi alla storia.</p>
<p>Nella prefazione al testo, <strong>Umberto Santino</strong> riflette su quello che potrebbe accadere, invitando il lettore  a non rimanere all&#8217;interno del vecchio clichè  per il quale l’intervento della criminalità organizzata è sostanzialmente confinato all’interno di un ruolo parassitario-predatorio. Ed è, probabilmente, questo il merito maggiore di Mazzeo (oltre alla <strong>puntuale e precisa documentazione</strong> che accompagna tutto il racconto), 	quello, cioè, di individuare l’esistenza di una mafia finanziaria che, forte di un’ <strong>enorme accumulazione illegale</strong>, è in grado di giocare un ruolo da protagonista fra i <strong>grandi gruppi imprenditoriali</strong> a livello internazionale. Una mafia, insomma, che non è solo “pizzo e subappalti”.</p>
<p>Come viene dimostrato dall’autore, grazie alla ricostruzione di un’operazione della <strong>mafia siculo-canadese</strong> pronta a investire i proventi dei traffici criminali in <strong>cooperazione con soggetti finanziari “insospettabili”</strong>, in un intreccio nel quale tra accumulazione legale e illegale, tra economia del petrolio ed economia della droga è difficile distinguere i due flussi. Così come è impressionante ritrovare, e le storie sono tutte puntigliosamente documentate,  fra i protagonisti di questo universo che gira intorno al Ponte, personaggi che, nonostante, <strong>dubbie frequentazioni e condanne</strong> continuano ad essere protagonisti nei più riservati salotti finanziari italiani. O incontrare, ancora una volta, gli adepti, con tanto di tessera, del “venerabile” Licio Gelli.</p>
<p>Non produce, infine, minore impressione leggere che “nelle intercettazioni risalta la piena consapevolezza delle <strong>regole mafiose</strong> imposte dalle organizzazioni criminali e l’<strong>adeguamento ad esse da parte delle grosse imprese”</strong>, si sta parlando dei colossi italiani del settore costruzioni.</p>
<p>In questo quadro rimane ovviamente centrale il <strong>ruolo della politica</strong>. Come in altri settori, anche in questo caso l’orientamento del governo Berlusconi è quello di <strong>limitare i controlli e concentrare i poteri decisionali</strong>.</p>
<p>Non stupisce, perciò, che i ministri delle Infrastrutture (Matteoli) e quello dell’Economia (Tremonti) abbiano nominato <strong>Commissario straordinario</strong> Pietro <strong>Ciucci</strong>. Come scrive il Corriere della Sera: “nessuno prima di lui aveva avuto nelle mani tanto potere sulla stessa opera pubblica: insieme commissario, <strong>capo della concessionaria e azionista della stessa</strong>”. Conclude Mazzeo:” in un’area del mezzogiorno dalle mai attenuate relazioni feudali, la più grande delle opere pubbliche sarà mero oggetto di contrattazione tra un signore plenipotenziario, un paio di vassalli e i manager di colossi economici dai piedi d’argilla”.</p>
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		<title>Libertà di mafia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 03:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se il Primo Ministro avesse letto, o ascoltato, la relazione al Parlamento del Ministro dell’Interno sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia) avrebbe scelto un altro momento per lanciare l’ennesimo proclama di modifica della Costituzione. Quale capoverso dell’art. 41 si vuole modificare? Il primo, che vuole l’economia privata libera? Non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/ps.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12923" title="ps" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/ps.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Se il Primo Ministro avesse letto, o ascoltato, la relazione al Parlamento del Ministro dell’Interno sull’<strong>attività svolta e</strong> sui <strong>risultati conseguiti dalla D.I.A.</strong> (Direzione Investigativa Antimafia) avrebbe scelto un altro momento per lanciare l’ennesimo proclama di <strong>modifica della Costituzione.</strong> Quale capoverso dell’art. 41 si vuole modificare? Il primo, che vuole l’economia privata <strong>libera</strong>? Non ci pare! Il secondo, che vorrebbe che l’attività privata non si svolga <strong>in contrasto con l’utilità sociale </strong>o in modo da recare danno alla sicurezza e alla dignità umana? Temiamo di sì! Ovvero il terzo, che <span id="more-12922"></span>affida alla legge <strong>i programmi e i controlli finalizzati a fini sociali</strong>? Anche per questo temiamo di sì!</p>
<p>Il nostro Primo ministro si rende conto di avere incrementato, con le sue dichiarazioni, le aspettative della mafia?  Una mafia – si legge nella relazione della DIA – con “<strong>forte pervasività territoriale</strong>, specie per quanto attiene al <strong>fenomeno estorsivo</strong> ed alle raffinate capacità di <strong>inserimento in settori produttivi innovativi</strong>, quale quello delle <strong>energie alternative</strong>… <strong>ciclo illegale del cemento</strong>… <strong>grande distribuzione </strong>commerciale” (p. 10). Quest’ultima rappresenta “non solo un importante strumento di riciclaggio e di reimpiego di denaro, ma anche un ambito all’interno del quale, per l’indotto lavorativo connesso, cosa nostra riesce ad esprimere una significativa influenza e penetrazione sociale, che consolida il potere illegale sul territorio” (p. 21). Relativamente a <strong>Catania</strong>, “il quadro che emerge… delinea una criminalità organizzata che tende a superare gli stereotipi comportamentali della vecchia mafia legata ad un controllo statico del territorio, per proiettarsi in modo crescente verso <strong>forme più snelle e reticolari di delinquenza</strong>, certamente più difficili da perseguire… Oltre la pratica delle <strong>estorsioni</strong>, lasciata come sottofondo sotterraneo, &#8230; gestione illecita di interi appalti in un’<strong>ottica imprenditoriale</strong> e  mercato degli <strong>stupefacenti</strong>… <strong>Servizi di ristoro</strong> nello stadio Massimino durante le partite… <strong>Bar e parcheggi</strong> nelle spiagge libere della Plaja… servizi di ristorazione presso i Solarium” (pag. 56).</p>
<p>Si ha la sensazione di una situazione schizofrenica: apparati dello Stato dediti alla lotta contro le mafie ed altri che sembrano ignorare certi rischi connessi ad uno <strong>smantellamento dell’attività di repressione e di controllo</strong>.</p>
<p>Leggi la <a href="http://www.interno.it/dip_ps/dia/pagine/semestrali.htm" target="_blank">relazione della DIA</a>, l’articolo di Davide Mancuso “La mafia investe sull’affare dell’usura arricchendosi e controllando le imprese” (31/05/2010) e l’articolo di Gemma Contin “La fotografia delle mafie siciliane” (10/05/2010) su <a href="http://www.piolatorre.it/asudeuropa/" target="_blank">ASud’Europa;</a></p>
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		<title>Stati Generali e legalità. E Puglisi Cosentino?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 03:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sugli Stati generali di Catania abbiamo detto molto poco. Ci siamo messi alle vedette, per capire meglio e valutare sulla base dei fatti. A proposito del tavolo  su “Sicurezza e legalità” svoltosi sabato 22 maggio, con il coordinamento dell&#8217;imprenditore Alfio Puglisi Cosentino, abbiamo però qualcosa a dire.
Ci è sembrato quanto meno originale, se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sugli <strong>Stati generali di Catania</strong> abbiamo detto molto poco. Ci siamo messi alle vedette, per capire meglio e valutare sulla base dei fatti. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/logo-stati-generali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12607" title="logo stati generali" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/logo-stati-generali.jpg" alt="logo stati generali" width="193" height="194" /></a>A proposito del <strong>tavolo  su “Sicurezza e legalità”</strong> svoltosi sabato 22 maggio, con il coordinamento dell&#8217;imprenditore Alfio Puglisi Cosentino, abbiamo però qualcosa a dire.</p>
<p>Ci è sembrato quanto meno originale, se non inopportuno, affidare il lavoro preparatorio su  una questione così delicata ad un personaggio certamente molto noto ma <strong>non proprio irreprensibile come Puglisi Cosentino</strong>, che ha un passato <span id="more-12600"></span>abbastanza turbolento, anche se ha voluto recentemente riciclarsi nelle vesti di mecenate, facendo del palazzo Valle, gioiello del barocco catanese la sede di una fondazione culturale. Cosa, per altro, apprezzabilissima.</p>
<p>Se la memoria non ci tradisce, questo personaggio è stato coinvolto in <strong>fatti quanto meno poco chiari </strong>ed è finito anche in carcere.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/alfio-puglisi-cosentino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12609" title="alfio puglisi cosentino" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/alfio-puglisi-cosentino.jpg" alt="alfio puglisi cosentino" width="113" height="169" /></a> Figlio del fondatore della Centrale del Latte di Catania e delle Fattorie Sole, da cui sarebbe nata l&#8217;azienda Gala Italia, produttrice del latte Sole, è stato arrestato nel 1994 nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulla realizzazione del<strong> Consorzio Agroalimenare</strong> a Catania.</p>
<p>Era accusato di aver fatto fare una <strong>falsa perizia</strong> ad un perito compiacente per  accrescere il valore di un terreno di sua proprietà, su cui avrebbe dovuto sorgere il Centro. “Trasformato” da area incolta in agrumeto, il terreno aveva triplicato in questo modo il proprio valore. Il Cosentino coinvolse inoltre personaggi molto noti, come Rossitto e Nicolosi, per un <strong>giro di tangenti</strong>, facendo cadere l&#8217;ombra del delitto politico sulla <strong>morte del funzionario regionale Giovanni Bonsignore</strong>, che si era opposto all&#8217;affare dei mercati agroalimentari.</p>
<p>Sebbene gli imputati siano stati <strong>assolti </strong>dalla Corte di Appello di Palermo nel gennaio del 2000, rimane il fatto che difficilmente si può sostenere che Alfio Puglisi Cosentino sia una persona sul cui rispetto della legalità nessuno possa avanzare dubbi.</p>
<p>A renderci perplessi sulla natura di certi comportamenti “imprenditoriali” contribuisce l&#8217;episodio registrato dalla cronaca proprio il giorno precedente alla realizzazione del seminario sulla legalità, e che riguarda il figlio di Alfio, Salvatore.</p>
<div id="attachment_12615" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.sicepspa.it/page.php?cPath=5_23&amp;module=Galleria&amp;dir=221" target="_blank"><img class="size-full wp-image-12615 " title="vai alla galleria foto" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/sofocle-srl_300.jpg" alt="descrizione progetto sul sito della SICEP" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Sofocle srl</p></div>
<p>Legale rappresentante della <strong>&#8220;Sofocle srl&#8221;</strong>, Salvatore Puglisi Cosentino è indagato per abuso d&#8217;ufficio in concorso con altri e per lottizzazione abusiva. L&#8217;affare in questione è questa volta la costruzione del “<strong>centro di intrattenimento</strong>” che si sta realizzando a <strong>San Gregorio</strong>, ai piedi del monte Catira. La magistratura ha messo i <strong>sigilli al cantiere</strong> e indaga su presunte irregolarità relative alla violazione di leggi urbanistiche, di corretti piani commerciali e simili.<br />
Per ironia della sorte, la notizia è apparsa sulla Sicilia del 21 maggio scorso, in un articolo a firma di Carmen Greco, nella stessa data in cui veniva annunciato lo svolgimento del seminario degli Stati Generali per il giorno successivo.</p>
<p>Dopo queste notizie niente affatto rassicuranti, ci consoliamo apprendendo che, nel corso del seminario, è stata proclamata l&#8217;intenzione di contrastare <strong>scippi e borseggi</strong>, e di  aumentare il numero dei vigili urbani, mentre Stancanelli rivendicava la lotta all&#8217;abusivismo &#8230;per le bancarelle della Pescheria&#8230;<br />
Evidentemente c&#8217;è qualcuno che pensa, o che finge di credere, che siano questi <strong>i più gravi episodi illegali</strong> che si verificano nella nostra città!</p>
<p>Leggi <em>Consorzio a delinquere</em> sul blog di Sebastiano Guslisano <a href="http://ilviziodellamemoria.splinder.com/tag/alfio+puglisi+cosentino" target="_blank">Il vizio della memoria</a>, oppure <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/Consozio_Agroalimentare_Cosentino.pdf" target="_blank">in pdf su Argo</a></p>
<p>Leggi <em>In manette Cosentino</em> sul  <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1994/gennaio/18/manette_Cosentino_co_8_940118928.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a> del 18/01/94,<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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