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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Ponte sullo Stretto, agli esperti (Calzona) non piace perchè&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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Il progetto del Ponte sullo Stretto, di cui si parla come se l&#8217;opera fosse pronta per essere realizzata, è rimasto ancora alla fase preliminare. In attesa che vengano  approntati il progetto definitivo e quello esecutivo, ancora di là da venire, vogliamo ricordare le critiche e le perplessità espresse da tecnici di chiara fama. Iniziamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TH1jbL3hHdI/AAAAAAAAARE/DCfMEbuq1KM/perch%C3%A8_no2.jpg" alt="" width="252" height="171" /></p>
<p>Il progetto del Ponte sullo Stretto, di cui si parla come se l&#8217;opera fosse pronta per essere realizzata, è <strong>rimasto ancora alla fase preliminare</strong>. In attesa che vengano  approntati il progetto definitivo e quello esecutivo, ancora di là da venire, vogliamo ricordare le critiche e le perplessità espresse da tecnici di chiara fama. Iniziamo con il professor <strong>Remo Calzona.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ing. Calzona</strong> è uno strutturista <span id="more-14570"></span>molto affermato. Non a caso L&#8217;Anas, nel 1986, e il governo, nel 2002, gli affidarono la <strong>presidenza del comitato tecnico-scientifico per la verifica della fattibilità del Ponte sullo Stretto</strong>.  Calzona è stato, quindi, componente e relatore della commissione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul parere di fattibilità, Presidente della Commissione per il parere di fattibilità al CIPE, nonché coordinatore del Comitato Scientifico presso la società Stretto di Messina (SdM).</p>
<p>Nel suo testo “<em>La ricerca non ha fine. Il Ponte sullo stretto di Messina</em>”, Roma (Dei), 2008, emergono  <strong>critiche molto documentate</strong> al progetto del ponte, tali da mettere in serio dubbio la costruibilità dello stesso.</p>
<p>Le osservazioni di Calzona sono focalizzate innanzi tutto sulla scelta della campata unica da 3.300 m e sul sistema di cavi portanti di 5.300 m di lunghezza. Egli afferma che<strong> le tecnologie disponibili risultano inadeguate</strong> a supportare quella soluzione progettuale: essa, infatti, adotta un sistema estremamente pesante che non sarebbe in grado di rispondere adeguatamente alle sollecitazioni funzionali, ambientali e atmosferiche che caratterizzano lo Stretto.</p>
<p>I <strong>materiali da costruzione oggi disponibili</strong> sono inadeguati per un sistema strutturale (funi-torri-impalcato-pendini verticali) estremamente pesante, che finisce per dover soprattutto sorreggere se stesso (si parla di un peso complessivo di 196.800 tonnellate).</p>
<p>Soltanto quando (e se) sarà disponibile un <strong>acciaio molto più leggero e molto più resistente</strong> di quelli attualmente in commercio, un manufatto di queste  dimensioni potrà essere realizzato. Ricordiamo, tuttavia, che esperti di evoluzione tecnologica dei materiali da costruzione hanno stimato in <strong>un secolo e mezzo</strong> il tempo necessario per ottenere attrezzature rispondenti alle caratteristiche richieste dal progetto (<em>L&#8217;architetto Italiano,</em> mag/giu 2005)</p>
<p>Sulla base dello studio di Calzona, <strong> viene inoltre escluso decisamente l&#8217;utilizzo del ponte quale collegamento ferroviario</strong>. Alcuni problemi sarebbero, infatti, “insormontabili”: per esempio, le traslazioni laterali dovute all’azione<img class="alignright" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TH1NS1u-qnI/AAAAAAAAAQg/u63hvEv6_AE/tacoma.gif" alt="" width="100" height="75" /> del vento. Non dimentichiamo, tuttavia, che il traffico ferroviario viene preso in considerazione nelle basi economiche del progetto. Esso viene anzi sovrastimato e serve a &#8220;giustificare&#8221; il finanziamento a fondo perduto che le Ferrovie dello Stato erogano alla società  Stretto di Messina.</p>
<p>Anche indipendentemente dal trasporto ferroviario, le traslazioni comporterebbero un rendimento di esercizio molto basso e <strong>problemi di effettiva utilizzazione sicura</strong> del ponte da parte degli utenti.</p>
<p>Si legge nel volume: “Quanto sopra non vuol significare che non si potranno fare in futuro ponti da 3.300 m di luce, ma i <strong>livelli di rischio</strong>, le <strong>incognite di realizzabilità</strong> e i <strong>costi dell&#8217;opera</strong> raggiungono oggi limiti che suggeriscono scelte di maggiore e documentata affidabilità e di minor costo &#8230;ovvero quelle che, al giorno d&#8217;oggi, rientrano nel campo delle scelte consapevoli, affidabili e documentate”.</p>
<p>Nello studio di Calzona si fanno anche riflessioni più ampie che vanno a toccare <strong>problematiche incredibilmente sottovalutate o sottaciute negli elaborati di progetto</strong>: “Misteriosamente in questa rappresentazione [.....] <strong>sono scomparse le faglie sotto le pile&#8221;.</strong> Si è così indotti a pensare che le pile cadano in zone non interessate da faglie. &#8220;La realtà delle sezioni, fatta nell&#8217;ambito degli studi per il Progetto di Massima, contraddice questa tesi e pone una nuova argomentazione ostativa alla realizzazione del Ponte”</p>
<p>Non prendere in considerazione la reale situazione geomorfologica dell’area è particolarmente grave perchè numerosi studi sono stati effettuati anche da consulenti/esperti del Ministero delle Infrastrutture, tra cui il <strong>professor Alessandro Guerricchio</strong>. Oltre ai problemi di <strong>allontanamento delle sponde</strong>, viene preso in<br />
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.geoitalia.org/index.php?action=download&amp;upload_id=203" target="_blank"><img class="  " src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TH1Y7_-jgKI/AAAAAAAAAQw/umdWW482VvI/stratigrafia%20fondazioni%2001.jpg" alt="" width="580" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">clicca su una delle immagini per andare all&#39;articolo completo</p></div></p>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.geoitalia.org/index.php?action=download&amp;upload_id=203" target="_blank"><img class="    " src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TH1Y7wFy_2I/AAAAAAAAAQ0/8JxH0WorPKQ/stratigrafia%20fondazioni%2002.jpg" alt="" width="580" height="319" /></a><p class="wp-caption-text">clicca su una delle immagini per andare all&#39;articolo completo</p></div> considerazione lo <strong>“scivolamento” delle formazioni idrogeologiche</strong> superficiali e profonde della Costa Viola verso lo Stretto.</p>
<p>Questi aspetti saranno oggetto di un approfondimento successivo.</p>
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		<title>Rifondazione Comunista sui lavoratori ex-Cesame</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[A.M. Cancellieri]]></category>
		<category><![CDATA[cesame]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Rifondazione Comunista esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori dell&#8217;ex Cesame ancora in attesa di un posto di lavoro e per i quali il 21 Ottobre scadrà il periodo di mobilità.
Questi lavoratori sono vittime dell&#8217;irresponsabilità delle istituzioni catanesi che, dopo aver assunto l&#8217;impegno formale ad assumerli nelle partecipate di Comune e Provincia, li hanno abbandonati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rifondazione Comunista esprime tutta la sua solidarietà ai <strong>lavoratori dell&#8217;ex Cesame ancora in attesa di un posto di lavoro</strong> e per i quali il 21 Ottobre scadrà il periodo di mobilità.</p>
<p>Questi lavoratori sono vittime dell&#8217;irresponsabilità delle istituzioni catanesi che, dopo aver assunto l&#8217;impegno formale ad assumerli nelle partecipate di Comune e Provincia, li hanno abbandonati mettendo gravemente a rischio il futuro di più di ottanta famiglie catanesi .</p>
<p>Il<strong> Comune</strong> di Catania, rappresentato dall&#8217;allora sindaco Scapagnini e la <strong>Provincia Regionale</strong> di Catania, rappresentata dall&#8217; ex Presidente Raffaele Lombardo, alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali e dell&#8217;ex Prefetto Annamaria Cancellieri , il <strong>10 ottobre del 2005 </strong>sottoscrissero un <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> che al punto sette lettera a) prevedeva testualmente :&#8221; Comune e Provincia <strong>si impegnano ad assorbire presso aziende partecipate e/o controllate dalle medesime gli esuberi provenienti dalla Cesame</strong> per un numero di 103 persone &#8220;.</p>
<p>Questo impegno è rimasto solo sulla carta e <strong>non è stato sinora rispettato</strong>!</p>
<p>Chiediamo pertanto alle Istituzioni coinvolte il rispetto completo degli impegni ufficialmente assunti e denunciamo il gravissimo comportamento del <strong>Sindaco Raffaele Stancanelli</strong> che questa mattina, senza alcun rispetto per la carica che ricopre e per il diritto al lavoro, <strong>ha rifiutato l&#8217;incontro con i lavoratori che protestavano</strong> presso il palazzo del Comune .</p>
<p>Già nello scorso mese di aprile Rifondazione Comunista denunciò che, in assenza di concrete iniziative legislative, per 32 ex dipendenti Cesame nel prossimo mese di ottobre sarebbe <strong>finita la mobilità ed i lavoratori sarebbero rimasti senza sostegno al reddito.</strong></p>
<p>Anche in questa vicenda Comune e Provincia si sono dimostrati insensibili e del tutto incapaci di iniziativa.</p>
<p>Rifondazione Comunista, che fin dall&#8217;inizio della vertenza ha espresso solidarietà agli operai ex Cesame , annuncia adesso completo sostegno politico, militante e legale alle iniziative di lotta che verranno intraprese dai lavoratori .</p>
<p>Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Catania, via S. Orsola, 30</p>
<p>Pierpaolo Montalto, Segretario provinciale</p>
<p>Valerio Marletta, Consigliere provinciale</p>
<p>Marcello Failla,  responsabile politiche comunali</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dell&#8217;Utri contestato a Como</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Graviano]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mafioso&#8220;, &#8220;Via da Como&#8221;, Forza Omertà Sempre&#8221; ha gridato in modo ritmato la folla, impedendogli di parlare e costringendolo a lasciare la tenda e la piazza. Così Marcello Dell&#8217;Utri, palermitano, senatore del Pdl, cofondatore con Silvio Berlusconi di Forza Italia, condannato in appello a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Mafioso</strong>&#8220;, &#8220;Via da Como&#8221;, Forza Omertà Sempre&#8221; ha gridato in modo ritmato la folla, impedendogli di parlare e <strong>costringendolo a lasciare</strong> la tenda e la piazza. Così Marcello Dell&#8217;Utri, palermitano, senatore del Pdl, cofondatore con Silvio Berlusconi di Forza Italia, <strong>condannato in appello a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, </strong>è stato contestato<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3QPy4qWa07k?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="349" src="http://www.youtube.com/v/3QPy4qWa07k?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
nel corso della rassegna libraria di Como. Si accingeva a <span id="more-14658"></span>presentare in prima nazionale i presunti diari di Mussolini.</p>
<p>Mentre sventolavano alcune agende rosse e venivano ricordati i nomi di alcuni morti per mafia, qualcuno gli offriva la biografia di Vittorio Mangano&#8230;. senza chiedergli nulla in cambio, a differenza dei fratelli Graviano&#8230;</p>
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		<title>Anche a Catania, Provveditorato occupato</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Collegio dei docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento in difesa della scuola pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento precari]]></category>
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		<category><![CDATA[M. Gelmini]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma della scuola]]></category>
		<category><![CDATA[TAR del Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 31 agosto centinaia di lavoratori della scuola (docenti e personale ATA), di ruolo e precari, hanno manifestato presso il CSA (ex Provveditorato agli studi) in difesa della scuola pubblica statale e contro i forsennati tagli prodotti dal “riordino” della Gelmini: solo in Sicilia quest’anno ‘spariranno’ oltre 5.000 posti di lavoro.
In mattinata al termine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/tagli-scuola1.jpg"></a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/tagli-scuola2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14646" title="tagli scuola" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TGgitvEF2yI/AAAAAAAAAK8/d9ZnWDCCGyM/Gelmini%20scuola%20tagli%2020081008.gif" alt="" width="225" height="225" /></a>Il 31 agosto centinaia di <strong>lavoratori della scuola</strong> (docenti e personale ATA), di ruolo e precari, hanno manifestato presso il <strong>CSA</strong> (ex Provveditorato agli studi) in difesa della scuola pubblica statale e contro i forsennati <strong>tagli</strong> prodotti dal “riordino” della Gelmini: solo in Sicilia quest’anno ‘spariranno’ oltre 5.000 posti di lavoro.</p>
<p>In mattinata al termine di un’affollata assemblea, che ha ricostruito motivi e <span id="more-14644"></span>obiettivi della protesta, <strong>i lavoratori hanno occupato i locali del CSA</strong>. La mobilitazione è proseguita anche nel pomeriggio bloccando il normale lavoro degli uffici.</p>
<p>Un gesto molto forte, dunque,<img title="Continua..." src="http://www.argo.catania.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /> per richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo, perché <strong>la scuola pubblica è un patrimonio di tutti</strong> e un paese che non investe nell’istruzione è condannato ad un’inesorabile declino.</p>
<p>Nei prossimi giorni proseguiranno le iniziative, nella prospettiva di <strong>ostacolare l&#8217;attuazione delle riforme</strong> orchestrate dal duo Gelmini-Tremonti, fondate sull&#8217;unica necessità di <strong>ridurre</strong> indiscriminatamente <strong>le spese</strong>.</p>
<p>Per capire che lo scontro non riguarda solo la questione dei tagli agli organici, bisogna ricordare che il <strong>TAR delLazio<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/gelmini3D1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-14647" title="gelmini3D" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TH59DwT71dI/AAAAAAAAASE/rxtTfMZuEEg/gelmini-scuola-in-3d%5B1%5D.jpg" alt="" width="268" height="188" /></a></strong> ha recentemente dichiarato <strong>illeggittimi alcuni provvedimenti</strong> riguardanti le modalità di attuazione della riforma degli istituti tecnici e professionali.</p>
<p>In questo contesto aveva <strong>obbligato il MIUR</strong> a chiedere il <a href="http://www.tecnicadellascuola.it/allegati/documenti/Parere/parere_cnpi__riduzione_orario_annuale_istituti_tecnici_e_professionali__26_agosto_20101.pdf" target="_blank">parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI), </a>massimo organo collegiale consultivo del MIUR, sulla ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali.</p>
<p>Il CNPI ha giustamente notato che, la richiesta del TAR &#8221;non sembra motivata da rilievi di natura meramente procedurale e formale, quanto piuttosto dalla considerazione dell’incidenza che i decreti in esame finiscono con l’avere sulla <strong>offerta formativa</strong>.&#8221;</p>
<p>Le <strong>conclusioni del documento del CNPI</strong> sono perentorie:</p>
<p>&#8220;Il CNPI ritiene che i provvedimenti in esame siano destinati a generare <strong>confusione</strong> e <strong>disorientamento</strong> nell’intera comunità scolastica. ha bollato l&#8217;anticipo</p>
<p>Permane inoltre il rischio di una <strong>frammentazione</strong> dell’offerta formativa e di una <strong>gestione approssimativa</strong> dei percorsi di studio, a tutto danno degli alunni traditi nel loro diritto alla continuità educativa e costretti a patire la <strong>provvisorietà e la precarietà di provvedimenti</strong> che appaiono estranei alla funzione istituzionale della scuola ed alle attese della società civile e del mercato del lavoro.</p>
<p>Per tali motivi, <strong>il CNPI esprime parere contrario</strong> circa l’attuazione dei decreti in oggetto e invita l’Amministrazione a rettificare i decreti interministeriali già emanati, in assenza dell’obbligatorio parere del CNPI.&#8221;</p>
<p>Per questi e tanti altri motivi, tornando alla manifestazione catanese, appare inevitabile che la protesta debba investire anche gli ormai prossimi <strong>Collegi Docenti</strong>, che segnano l’apertura del<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/gelmini3D.jpg"></a> nuovo anno scolastico.</p>
<p>Non bisogna fra l&#8217;altro dimenticare che la recente finanziaria estiva ha <strong>bloccato gli scatti di stipendio</strong>, definiti da un contratto peraltro già scaduto, causando pesanti danni economici a tutti gli insegnanti.</p>
<p>In molte scuole catanesi verranno pertanto presentate mozioni comuni per <strong>contrastare i danni prodotti dal riordino</strong>.</p>
<p>In un documento, fatto circolare dal Coordinamento in difesa della scuola pubblica statale si invitano inoltre i Collegi Docenti a impegnarsi per ridare vigore alla <strong>gestione democratica della scuola</strong>.</p>
<p>Basterebbe, per questo, il pieno ripristino di quanto previsto dagli <strong>Organi Collegiali</strong>, in modo particolare esercitando un maggior controllo sulla nomina delle varie figure che sono chiamate a collaborate con i dirigenti scolastici.</p>
<p>Si chiede inoltre di adoperarsi perché l&#8217;uso dei <strong>fondi di istituto</strong> non sia discriminatorio e di impedire lo svolgimento di tutti quei progetti (comunitari o nazionali) che rappresentano quasi sempre veri e propri sprechi, approvando solo quelli finalizzati a dotare gli Istituti di migliori attrezzature.</p>
<p>Un&#8217;analoga mobilitazione si sta sviluppando <strong>in tutta Italia</strong>, per ribadire che il prossimo non potrà essere un anno scolastico ordinario.</p>
<p><strong>Ce n’est qu’un debut?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I cattolici, la carne e l’uomo della Provvidenza</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 05:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche un prete catanese, Salvatore Resca, viceparroco della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Catania, interviene nella polemica nata dalle prese di posizione del settimanale Famiglia Cristiana sull&#8217;operato del governo Berlusconi.
La lettera affronta una delle questioni in gioco, quella delle modalità di presenza dei cristiani in politica. Viene richiamato in particolare un passaggio della Gaudium et [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14582" title="berlusconi_paradiso" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/THrepUPOFbI/AAAAAAAAAQU/cwDBW85AHkc/berlusconi_paradiso-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" />Anche <strong>un prete catanese</strong>, Salvatore <strong>Resca</strong>, viceparroco della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Catania, interviene nella polemica nata dalle prese di posizione del settimanale <a href="http://www.famigliacristiana.it/" target="_blank">Famiglia Cristiana </a>sull&#8217;operato del governo Berlusconi.</p>
<p>La lettera affronta <span id="more-14576"></span>una delle questioni in gioco, quella delle <strong>modalità di presenza dei cristiani in politica</strong>. Viene richiamato in particolare un passaggio della <em>Gaudium et spes</em>, il documento del Concilio Vaticano II che rompeva con l&#8217;idea che tutti i cristiani dovessero riconoscersi in un unico partito politico, sedicente cristiano. Ai credenti viene ricosciuta piena libertà di scelta. Solo la profondità dell&#8217;adesione alla Parola permetterà loro di compiere scelte coerenti con il messaggio cristiano. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/Resca_FamigliaCristiana.pdf" target="blank">Leggi il testo della lettera di Resca</a></p>
<p>Questa riflessione può essere ampliata anche a partire da alcune <strong>domande poste da Gian Enrico Rusconi</strong>, in un articolo pubblicato su <a href="http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=10624924" target="_blank">La Stampa del 22 agosto</a>.</p>
<p>Rusconi si chiede se &#8220;ai cattolici, giustamente preoccupati per la politica, non viene il dubbio che occorra una diagnosi più esigente magari con un po&#8217; più di <strong>autocritica&#8221;.</strong></p>
<p>Secondo il suo punto di vista la crisi non è solo della politica ma di tutta &#8220;la <strong>societa&#8217; civile</strong> italiana che e&#8217; allo <strong>sbaraglio</strong> e in pieno <strong>disorientamento</strong>. (…) Molte patologie sociali non provengono da fuori, dalla politica, ma dal ventre della societa&#8217; civile priva di anticorpi morali.”</p>
<p>Queste patologie non sono state inventate dal <strong>berlusconismo</strong>, che piuttosto ha funzionato da potente <strong>catalizzatore</strong> e, in particolare, “ha inciso in modo irreversibile sulla mutazione della democrazia italiana, creando un ceto politico chiamato solo a sanzionare (con il voto parlamentare) le decisioni del leader senza essere coinvolto nei processi deliberativi. Un ceto politico siffatto non e&#8217; «dirigente» ma solo esecutore.”</p>
<p>Interrogandosi su quale sia oggi il rapporto tra mondo cattolico e politica, Rusconi è costretto a chiedersi: ma quale mondo cattolico?  Ci sono molti gruppi cristiani che appartengono a quella parte della società civile che reagisce e si attiva per realizzare &#8220;una democrazia decente&#8221;.  Ma c&#8217;è “l&#8217;inossidabile <strong>Cl</strong>, che ancora oggi, all&#8217;inizio del suo Meeting annuale, critica con toni perentori e con buoni argomenti la classe politica italiana come se le fosse estranea e non avesse da anni intensi legami con essa [e non fosse, ndr.] oggettivamente <strong>organica al berlusconismo</strong>.&#8221;</p>
<p>Forse che <strong>mettendosi sempre al carro del politico vincente di turno</strong>, si possono salvare i principi cristiani?</p>
<p>Si tratta di una sorta  di <strong>‘sindrome di Esaù’</strong>, solo che in questo caso non ci si accontenta di un semplice piatto di lenticchie ma di ben più sostanziosi lacerti di potere politico e quindi di vantaggi e privilegi economici di varia natura.</p>
<p>In nome della difesa di alcuni &#8220;valori cristiani&#8221; si <strong>rinuncia alla libertà profetica</strong> che dovrebbe caratterizzare la condotta di ogni cristiano.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/Rusconi_cattolici_politica_Stampa.pdf">Leggi l&#8217;articolo di Rusconi su Argo</a></p>
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		<title>Tirrenia, ogni &#8216;mpirimentu è giuvamentu (parte 3)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 04:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fallito acquisto da parte di Mediterranea Holding, la dichirazione di insolvenza e la nomina di un commissario straordinario, l&#8217;annosa questione dei debiti. Queste e le altre questioni relative alla vicenda Tirrenia non potevano non intrecciarsi con i giochi politici in corso.
Sono subito corse voci che lasciano intendere che la decisione di Fintecna sia l’ennesimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/THgaicHjT2I/AAAAAAAAAP8/l4P74HxgfMs/Lombardo-Berlusconi2.jpg" alt="" width="246" height="171" />Il fallito acquisto da parte di Mediterranea Holding, la dichirazione di insolvenza e la nomina di un commissario straordinario, l&#8217;annosa questione dei debiti. Queste e le altre questioni relative alla <strong>vicenda Tirrenia</strong> non potevano non <strong>intrecciarsi con i giochi politici</strong> in corso.</p>
<p>Sono subito corse voci che <span id="more-14560"></span>lasciano intendere che la decisione di Fintecna sia l’ennesimo <strong>calcio sui denti del Cavaliere a Lombardo</strong> a causa della dichiarata volontà del Mpa di Lombardo di non appoggiare in tutto e per tutto il Governo Berlusconi e, in particolare, &#8220;colpevole&#8221; di aver guidato il suo Mpa all&#8217; astensione alla Camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo.</p>
<p>Il governatore <strong>Lombardo</strong> ha cominciato ad eruttare fuoco e fiamme, <strong>accusando il Governo nazionale</strong> di aver compiuto un atto di ostilità vergognoso nei confronti di una Regione che non si piega e che non consente più il saccheggio e il presidente del Consiglio, in particolare, di mettere a repentaglio il posto di lavoro di migliaia di persone, con l’aggravante del sospetto di aver messo in atto un giochetto simile alla vicenda Alitalia, volto a favorire qualche amico.</p>
<p>Il <strong>Partito Democratico</strong>, sempre lineare e unitario (!) nelle sue prese di posizione, riesce – se possibile &#8211; ad aggiungere confusione nella <img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/THgkp-igUiI/AAAAAAAAAQE/setOMco6LxQ/sinistra%20al%20buio.jpeg" alt="" width="217" height="233" />testa dei suoi elettori. Antonello Cracolici, infatti, presidente del gruppo PD all’Ars, si era dichiarato favorevole all’operazione e mette il suo fallimento in correlazione con le vicende relative al Consorzio autostrade siciliane, accusando Berlusconi di voler scippare alla Sicilia anche la gestione delle autostrade proprio mentre nel resto d’Italia, specie al Nord, il governo si muove nella direzione opposta.</p>
<p>Per Francesco Sanna, senatore del PD, la crisi Tirrenia può diventare invece un’occasione per modernizzare e rendere più efficiente il sistema dei trasporti via mare attraverso il meccanismo della concorrenza, ma il deputato Pd Enrico Gasbarra denuncia invece il rischio di una situazione fotocopia della crisi Alitalia.</p>
<p>Ma è dal <strong>fronte del Pdl-lealista</strong> che arrivano le critiche più feroci</p>
<p>Giuseppe <strong>Castiglione</strong>, coordinatore regionale del Pdl, ironizza affermando che “s’inabissa prima ancora di uscire dal porto l’esperienza di Lombardo l’armatore” e ritiene che per fortuna si “è chiusa una vicenda che avrebbe potuto procurare alla Regione Siciliana un danno incalcolabile sul piano economico, d’immagine e di aspettative tradite”.</p>
<p>Salvino <strong>Caputo</strong> (Pdl), presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, che si occupa anche di partecipazioni regionali, ricorda che la Sicilia è una Regione che sta assistendo impotente alla fuga della Fiat, della Keller, dell’Italtel, per cui bisogna prendere atto che questo fallimento è il frutto della mancanza di credibilità e della politica ondivaga di Raffaele Lombardo che non rassicura gli investitori che, per investimenti e per mantenere le strutture in Sicilia, pretendono un Governo attento e responsabile.</p>
<p><strong>I sindacati</strong>, da parte loro, sono giustamente preoccupati per le incerte prospettive occupazionali, soprattutto nel caso si materializzasse la prospettiva dello “spezzatino”. Ma anche al loro interno non c’è unità di intenti.</p>
<p>La <strong>Uiltrasporti</strong> aveva proclamato uno sciopero di 48 ore (proclamato successivamente anche dall&#8217;Orsa e a cui intende aderire anche Federmar Cisal) per il 30 e 31 agosto, rischiando di bloccare fra i 15 mila e i 20 mila passeggeri delle navi Tirrenia e di andare ad uno <strong>scontro dagli esiti non prevedibili</strong>, anche perché i suoi dirigenti avevano dichiarato che non si sarebbero assoggettati ad una eventuale precettazione.</p>
<p>In un secondo momento però ha accolto l&#8217;appello del ministro Matteoli, sospendendo lo sciopero e accettando di partecipare alla <strong>convocazione di tutti i sindacati</strong>, chiesta dai segretari generali di Fit-Cisl Claudio Claudiani e Filt-Cgil Franco Nasso e <strong>fissata per il 6 settembre.</strong></p>
<p>Chi è in grado di dire come finirà questa ennesima <strong>pantomima nazionale</strong>, alzi il dito!</p>
<p>Per quanto ci riguarda, cercheremo di seguire gli sviluppi della vicenda e non escludiamo di pubblicare ulteriori puntate di questa telenovela&#8230;</p>
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		<title>Tirrenia, ogni &#8216;mpirimentu è giuvamentu (parte 2)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 03:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La seconda puntata della telenovela Tirrenia ci conduce a giustificare, con dati alla mano, i motivi per cui oggi un privato può avere ben pochi motivi per imbarcarsi nell&#8217;acquisto di questa società, nonostante il tentativo di imitare il modello Alitalia, scaricando su noi cittadini il pagamento di una montagna di debiti, nati da una gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/THbrx8amWCI/AAAAAAAAAPs/ofEkres8Cu4/100828%20money-suck-vortex-300x225.jpg" alt="" width="270" height="203" />La seconda puntata della <strong>telenovela Tirrenia</strong> ci conduce a giustificare, con dati alla mano, i motivi per cui oggi un privato può avere ben pochi motivi per imbarcarsi nell&#8217;acquisto di questa società, nonostante il tentativo di imitare il modello Alitalia, scaricando su noi cittadini il pagamento di una montagna di debiti, nati da una <strong>gestione dissennata</strong>.</p>
<p>Come dicevamo ieri, il fallimento della vendita alla Mediterranea Holding si associa<span id="more-14545"></span> ad un intervento del governo.  Viene infatti avviata la procedura per la <strong>dichiarazione di insolvenza</strong> della Tirrenia. Secondo la legge Marzano (n.166 del 5 luglio 2004) l&#8217;azienda viene data in amministrazione straordinaria, e il <strong>commissario straordinario</strong>, Giancarlo D&#8217;Andrea, è autorizzato a richiedere la dichiarazione dello stato di insolvenza da parte del tribunale fallimentare di Roma. Nel contempo con un decreto legge si stanziano risorse finanziarie urgenti per garantire la continuità operativa della compagnia di navigazione.</p>
<p>Con la dichiarazione di insolvenza, resa pubblica il 12 agosto, si ripropone il <strong>modello Alitalia.</strong> Nasce una bad company, in cui confluiscono i debiti, che ammontano a 520 milioni di euro, che saranno pagati dai contribuenti, cioè da noi. Dall&#8217;altro lato viene creata una good company, i cui spezzoni potranno essere ceduti dal commissario ad eventuali acquirenti. E gli acqirenti non dovrebbero mancare, essendo ormai la compagnia libera dai debiti. Della serie: noi paghiamo e qualcun altro ci guadagna&#8230;</p>
<p>Il fallimento dell&#8217;acquiszione da parte di Mediterranea Holding apre delle <strong>falle anche all’interno della cordata</strong>. L’amministratore delegato di Mediterranea, oltre che di Ttt Lines, Alexandros Tomasos, accusa il presidente, Salvatore Lauro del Gruppo Lauro, di comportamenti poco chiari. Nicola Coccia, già azionista di Mediterranea Holding col 3%, rende noto che sta cercando di mettere assieme un gruppo di armatori italiani come Moby, Grandi Navi Veloci, Grimaldi, Snav, per formare un’altra cordata. Vincenzo Onorato, patron di Moby Lines, si dice pronto a rilevare il pacchetto della compagnia senza la Siremar.</p>
<p>In sostanza, tutti contro tutti. Riemerge inoltre lo spettro dello ‘spezzatino’. E diventa più chiaro che uno dei problemi del complesso affare è proprio la messa in vendita della <strong>Siremar</strong>, che risulta <strong>poco appetibile</strong>.</p>
<p>Cosa ci siamo persi? si chiedono allora i <strong>siciliani, frastornati</strong> da questo bailamme di avvenimenti&#8230;</p>
<p><strong>Lombardo</strong> aveva messo in campo <strong>motivazioni alte, ma piuttosto generiche</strong>, per giustificare l’impegno della Regione in un affare tanto oneroso e rischioso: un grande rilancio turistico, la grande tradizione dei Florio, il ritorno della sede operativa a Palermo, la possibilità di commesse per la manutenzione ai Cantieri navali, la possibilità di permettere alla Sicilia di assumere un ruolo centrale nei traffici marittimi del Mediterraneo.</p>
<p>Chi si opponeva all’acquisto della Tirrenia ritiene invece che le <strong>casse regionali tireranno un grosso sospiro di sollievo</strong>. Questo carrozzone pubblico, con dipendenti che percepiscono stipendi superiori alla media e con debiti elevati, rischiava di diventare l’ennesima palla al piede per la già asfittica economia della Regione. I 2.200 dipendenti, infatti, hanno uno stipendio superiore del 24,6% a quello medio delle altre compagnie private. Quanto allo <strong>stato dell&#8217;azienda</strong>, eccolo: 500mila passeggeri persi dal 2007, flotta vetusta, sovvenzioni statali in bilico per i prossimi anni.</p>
<p>Non parliamo poi dei <strong>debiti</strong>:  646,6 milioni di euro, secondo la sentenza del Tribunale fallimentare, tralasciando i 15 milioni di euro di debito scaduti, secondo l&#8217;aggiornamento della situazione contabile al 4 agosto 2010,  altri 227 milioni di debiti verso banche a breve, e 182 milioni a medio e lungo termine. No comment.</p>
<p>La <strong>Siremar</strong>, poi, è un <strong>carrozzone nel carrozzone</strong>. Debiti per 120 milioni di euro, navi pagate a prezzo d&#8217;oro e inutilizzate &#8211; il traghetto Guizzo oggi è fermo in una banchina laterale del porto di Palermo e per tenerlo lì la Siremar paga circa 60 mila euro all&#8217;anno all&#8217;Autorità portuale -, costosi traghetti superveloci con sistemi di attracco modernissimi che sono però costretti ad utilizza il vecchio sistema di attracco ad ancora perché i porti delle isole non sono stati adeguati, premi di produzione a pioggia per tutti.</p>
<p>Ci potremmo consolare con gli <strong>incassi</strong>, ma ogni anno la società incassa dai biglietti poco più di 4 milioni di euro per portare 1,8 milioni di passeggeri da e verso le isole minori siciliane. Lo Stato, tuttavia, per garantire la continuità di queste rotte, versa 70 milioni di euro all&#8217;anno. A conti fatti ciò significa che ogni passeggero è costato alle tasche dei contribuenti 41 euro mentre la Siremar ne ha incassati appena 3.</p>
<p>Pare, d’altra parte che sia la stessa <strong>Regione</strong> a fare <strong>concorrenza alla Siremar</strong>, avendo appaltato a compagnie private (Ustica lines e Ngi) i servizi aggiuntivi, per la modica cifra di 80 milioni di euro. Così capita che in pieno inverno partano a distanza di mezz&#8217;ora traghetti Siremar e aliscafi privati per la stessa tratta verso le Eolie.</p>
<p>Quale privato può avere interesse ad entrare in questo <strong>labirinto</strong>?</p>
<p>Ma non è ancora tutto. Nella prossima puntata proveremo a vedere come la vicenda Tirrenia si intrecci con le fluttuazioni del mondo politico, a livello  nazionale e regionale.</p>
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		<title>6 giorni di mobilitazione per l&#8217;apertura dell&#8217;anno scolastico</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il “Coordinamento in Difesa della Scuola Pubblica Statale” e il “Coordinamento dei Precari della Scuola” di Catania annunciano sei giorni di mobilitazione in vista dell’apertura del nuovo anno scolastico, che quest’anno comincia nel peggiore dei modi: i tagli Gelmini-Tremonti, dichiarati illegittimi dai Tribunali Amministrativi, che prevedono solo in Sicilia  la perdita di oltre 5000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Coordinamento in Difesa della Scuola Pubblica Statale” e il “Coordinamento dei Precari della Scuola” di Catania annunciano <strong>sei giorni di mobilitazione in vista dell’apertura del nuovo anno scolastico</strong>, che quest’anno comincia nel peggiore dei modi: i tagli Gelmini-Tremonti, dichiarati illegittimi dai Tribunali Amministrativi, che prevedono solo in Sicilia  la perdita di oltre 5000 posti di lavoro (tra docenti e ATA )  provocano una drammatica emergenza sociale e impediscono il regolare funzionamento delle scuole.</p>
<p>Non è un problema che riguarda soltanto chi lavora a scuola, né i precari sempre più espropriati del diritto al lavoro: se la scuola pubblica fallisce è un dramma che <strong>l’intera società pagherà nei prossimi anni</strong>.</p>
<p>Per questo il CSA di via Coviello (ex Provveditorato agli studi) sarà in questi giorni teatro di numerose iniziative a sostegno della scuola pubblica:</p>
<ul>
<li>giovedì 26 alle 16,30 si terrà un’assemblea dei lavoratori ATA, comparto duramente colpito anche quest’anno dai tagli;</li>
<li>venerdì 27, h 10,00: conferenza stampa presso il CSA  e alle h 16,30  riunione del coordinamento difesa scuola pubblica in vista dei collegi dei docenti del primo settembre (in cui si inviteranno i colleghi a esprimere in maniera netta la volontà di non collaborare con chi applicherà questo “riordino” e il rifiuto della logica di chi ha prodotto e continuerà a produrre tagli al personale della scuola);</li>
<li>lunedì 30 alle 16,30 incontro al CSA in vista della grande giornata di mobilitazione prevista per l’indomani;</li>
<li>martedì 31,  presidio alle 9 davanti ai locali del CSA e a seguire assemblea cittadina all’interno, per ribadire con forza le richieste di  una scuola che garantisca gratuitamente il diritto allo studio e pari opportunità per tutti, una scuola pubblica qualificata per i contenuti proposti, strutture agibili e sicure (non  classi pollaio con oltre 25 alunni) e una scuola capace di accogliere i diversamente abili.COORDINAMENTO DIFESA SCUOLA PUBBLICA STATALE CT<br />
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA CT</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Tirrenia, ogni &#8216;mpirimentu è giuvamentu (parte 1)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 06:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perchè la Mediterranea Holding, società mista con capofila la Regione Sicilia, non è riuscita ad acquisire la compagnia di navigazione Tirrenia, nonostante sembrasse ormai in dirittura d&#8217;arrivo? La vicenda intricata, a tratti misteriosa, costituisce uno dei pochi avvenimenti stimolanti di questa insulsa e balorda estate politica, angariata dall&#8217;interminabile guerra per bande all&#8217;interno dell&#8217;ex maggioranza berlusconiana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/THaFLfXDs5I/AAAAAAAAAPk/kDO2AUCxbnk/tirrenia-300x237.jpg" alt="" width="293" height="228" />Perchè la <strong>Mediterranea Holding</strong>, società mista con capofila la <strong>Regione Sicilia</strong>, non è riuscita ad acquisire la compagnia di navigazione <strong>Tirrenia, </strong>nonostante sembrasse ormai in dirittura d&#8217;arrivo? La vicenda intricata, a tratti misteriosa, costituisce uno dei pochi avvenimenti stimolanti di questa insulsa e balorda estate politica, angariata dall&#8217;interminabile <span id="more-14525"></span>guerra per bande all&#8217;interno dell&#8217;ex maggioranza berlusconiana, fastidiosa più di uno sciame di zanzare-tigre.</p>
<p>Per quanti si fossero persi questa marittima <strong>telenovela</strong>, proviamo a riassumerne i passaggi principali.</p>
<p><strong>1. L’antefatto</strong>. La società di navigazione Tirrenia nasce alla fine degli anni ’30 dalla progressiva fusione di diverse compagnie di navigazione, fra cui la palermitana ‘Florio’. Suo compito è il collegamento passeggeri e merci delle principali città portuali della penisola, ma non solo. Molte rotte sono sono state via via coperte anche con traghetti per consentire il trasporto di auto e camion. Nel corso degli anni ’90 sono state costituite delle società regionali, adibite soprattutto ai collegamenti con le isole minori. Per la Sicilia parliamo della Siremar</p>
<p>La storia recente della Tirrenia ha una singolare e forse unica caratteristica: <strong>negli ultimi 26 anni</strong> è stata affidata in modo continuativo alle cure (si fa per dire) dello <strong>stesso manager, tale Franco Pecorini</strong>.</p>
<p>Sotto la sua amministrazione la società è progressivamente entrata nella <strong>logica dei carrozzoni di Stato</strong>, secondo cui non è importante una corretta gestione aziendale, tanto alla fine c’è qualcuno – lo Stato, appunto, ma con i soldi dei contribuenti – che ripiana tutto, soprattutto quando si tratta di un servizio pubblico che ha una rilevanza sociale.</p>
<p>Dunque è presumibile che i guai della Tirrenia non siano cominciati ieri l’altro e che fossero conosciuti da chi di dovere. E’ da tempo infatti che, a causa della sua <strong>pesante situazione debitoria</strong>, si parla della Tirrenia come dell’Alitalia dei mari.</p>
<p>La questione, come in altre occasioni, è venuta a galla solo quando l’<strong>Unione Europea ha obbligato l’Italia</strong> a farla finita con la mangiatoia bassa delle sovvenzioni statali e ha costretto l’Italia ad avviare la procedura della <strong>privatizzazione</strong> che dovrebbe concludersi entro il prossimo 30 settembre, pena pesanti sanzioni per il nostro paese.</p>
<p>Già lo scorso anno, ad esempio, erano state <strong>scorporate</strong>, e cedute a costo zero alle rispettive Regioni, <strong>le società regionali</strong> (Caremar, Toremar, Saremar), per alleggerire la casa madre e facilitare il processo di privatizzazione.</p>
<p>L’unica Regione che aveva rifiutato questa offerta, in questo caso si trattava appunto della <strong>Siremar</strong>, era stata quella siciliana, il cui assessore al ramo Giovambattista Bufardeci riteneva poco chiaro il livello dei debiti ed era preoccupato dal fatto che i contributi statali venivano ridotti.</p>
<p><strong>2. La ‘Mediterranea Holding’</strong>. All’inizio dell’anno, il colpo di scena. Quando la finanziaria statale Fintecna, che controlla al 100% il gruppo di navigazione, mette in vendita assieme la Tirrenia e la Siremar &#8211; 3 mila dipendenti e 44 navi &#8211; fra gli altri pretendenti, scende in campo (ormai è diventata una moda dilagante) una società, appositamente costituita, di cui la Regione Sicilia detiene il pacchetto di maggioranza relativa: la “Mediterranea Holding”, una cordata composta da Regione Sicilia (37%), Ttt Lines (30,5%), gruppo Lauro (18,5%), Isolemar (8%), Nicola Coccia (3%) e le famiglie Busi-Ferruzzi (3%), proprietaria della Sibeg srl, imbottigliatore della Coca-Cola per la Sicilia.</p>
<p>L’offerta del gruppo è stata inizialmente di 10 milioni, successivamente saliti a 25 milioni. Alla cifra, evidentemente simbolica, va però sommata la decisione di <strong>farsi carico di tutti i debiti diretti</strong> che ammontano, secondo quanto indicato dalla Corte dei Conti al 2009, a 554 milioni, considerando i 657 milioni di debiti complessivi della società, in prevalenza verso il sistema bancario, e i crediti per 103 milioni.</p>
<p>Naturalmente però, e questa è la questione decisiva per l’impegno dei privati, nel piano di rientro sono compresi i <strong>contributi statali</strong>, nella misura di 72,6 milioni l’anno (per 8 anni) a Tirrenia, e di 55,7 milioni l’anno (per 12 anni) a Siremar.</p>
<p>Progressivamente tutte le altre offerte, per motivi vari, vengono escluse o si autoescludono, per cui, alla fine dello scorso luglio, sembrava fatta: <strong>Lombardo</strong> poteva affermare che la Sicilia “si era fatta la barca” e l’ineffabile ministro delle Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, poteva annunciare che il contratto sarebbe stato firmato il 4 agosto.</p>
<p>L’offerta della Mediterranea era corredata da un completo <strong>piano industriale</strong> per la gestione a regime delle linee attualmente esercitate e per uno sviluppo dei collegamenti sia nazionali, sia internazionali; l’unico, trascurabile, dettaglio &#8211; come denunciato, ad esempio, dal segretario generale della Uiltrasporti Giuseppe Caronia – riguardava le <strong>garanzie bancarie</strong> per la copertura della gran mole dei debiti, su cui niente era trapelato.</p>
<p>Sembrava essere stata superata anche l’obiezione della Ue che, giustamente, aveva l’impressione che si stesse andando verso una <strong>finta privatizzazione</strong>, dato che l’acquirente era una società che ha quale azionista di riferimento un’amministrazione pubblica. Lombardo aveva assicurato che la Regione siciliana intendeva ridimensionare nel tempo la propria partecipazione lasciando spazio a privati, anche stranieri, e con interessi nel Mediterraneo.</p>
<p>D’altra parte si profilava il rischio che, una volta fallita la trattativa, alla scadenza delle convenzioni statali, sarebbe stato di fatto impossibile mantenere il servizio pubblico, con la conseguenza di mettere a gara le singole rotte: si sarebbe cioè realizzata il <strong>famigerato “spezzatino”</strong> del Gruppo Tirrenia.</p>
<p><strong>3. Il nuovo colpo di scena</strong>. Proprio nel giorno della stipula del contratto, il 4 di agosto, salta tutto in aria. La Fintecna comunica &#8220;che, non essendo intervenuta la sottoscrizione del contratto da parte di Mediterranea Holding, convocata all&#8217;uopo in data odierna, viene conseguentemente dichiarata la <strong>chiusura senza esito</strong> della procedura di dismissione”.</p>
<p><strong>Cosa era successo?</strong></p>
<p>Mediterranea Holding avrebbe acquistato solo se il <strong>sistema bancario</strong> avesse accettato il subentro. In caso contrario, non se ne sarebbe fatto nulla. Il contratto presentato da Fintecna invece riformulava la clausola e impegnava comunque Mediterranea all&#8217; acquisto, anche in caso di no delle banche.</p>
<p>Secondo Mediterranea il documento era stato sottoposto alla sua attenzione solo alle 14 del giorno precedente, per cui era stato chiesto uno slittamento per <strong>raggiungere un accordo con le banche</strong> creditrici di Tirrenia.</p>
<p>Fintecna, in altri termini, avrebbe preteso l’impegno, da parte di Mediterranea, a <strong>farsi carico</strong> di perdite per un ammontare non noto e, addirittura, l’impegno a stipulare la compravendita azionaria prima della definizione degli accordi con le banche creditrici.</p>
<p>L&#8217; accordo è quindi naufragato, anche se <strong>Mediterranea</strong>, dopo aver consultato tutti i soci e contattato le banche più esposte, aveva dichiarato per iscritto di <strong>essere pronta</strong>, nonostante tutto, a firmare il contratto consegnando anche la prevista fideiussione.</p>
<p>Un risoluto intervento governativo apre, a questo punto, nuovi interrogativi. Aspetti politici, economici, gestionali si intrecciano in modo non proprio limpido. Cercheremo di  capirci qualcosa nella <strong>prossima puntata</strong>, come in ogni telenovela che si rispetti&#8230;</p>
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		<title>Concorso presidi, una questione di civiltà giuridica</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 05:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 14 e 15 Ottobre prossimi dovrebbero essere rifatte le prove scritte del concorso a preside bandito nel 2004 e annullato  da due decisioni definitive del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia del 25 maggio 2009, confermate da numerosi successivi interventi dello stesso CGA.
La prospettiva di rifare ex novo il concorso, offrendo a tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/diritto.jpg"><img class="size-full wp-image-14511 alignright" title="diritto" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/diritto.jpg" alt="" width="219" height="170" /></a>Il 14 e 15 Ottobre prossimi dovrebbero essere rifatte le <strong>prove scritte del concorso a preside</strong> bandito nel 2004 e annullato  da due decisioni definitive del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia del 25 maggio 2009, confermate da numerosi successivi interventi dello stesso CGA.</p>
<p>La prospettiva di rifare ex novo <span id="more-14476"></span>il concorso, <strong>offrendo a tutti i concorrenti le stesse possibilità</strong>, appare la più logica e la più corretta. Lo chiede soprattutto il Comitato dei Ricorrenti, ribadendolo con una <a href="http://www.facebook.com/topic.php?uid=261530835942&amp;topic=13829" target="_blank">lettera aperta pubblicata su Facebook</a> il 12 agosto e ricostruendo, sempre su Facebook, <a href="http://www.facebook.com/topic.php?uid=21839547737&amp;topic=16211" target="_blank">le tappe della vicenda</a>.</p>
<p>Ma questa soluzione non piace a molti. In particolare all&#8217;Amministrazione e ai 426 presidi che sono stati nominati perchè riconosciuti vincitori e occupano già da tre anni il ruolo di dirigenti. A fine luglio 2010 è stata avanzata una proposta <strong><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0037770" target="_blank">(pdl 3286) detta Siragusa</a></strong>, dal nome della prima firmataria, deputata del PD. Si tratta di una <strong>proposta bipartisan</strong>, essendo gli altri firmatari appartenenti a partiti di entrambi gli schieramenti</p>
<p>Essa prevede che il concorso venga rinnovato con <strong>modalità diverse per le diverse tipologie</strong> di concorrenti:</p>
<ol>
<li>I vincitori del concorso precedente sosterrebbero una prova scritta sull&#8217;esperienza maturata in questi tre anni di servizio;</li>
<li>Gli idonei sosterrebbero una prova scritta su una materia trattata nel corso già frequentato;</li>
<li>I ricorrenti vedrebbero i loro compiti ricorretti da una nuova commissione e, in caso di superamento, sosterrebbero la prova orale.</li>
</ol>
<p>I dirigenti scolastici già vincitori quindi verrebbero confermati in servizio e gli idonei in graduatoria.<br />
Gli altri concorrenti, qualora dovessero superare le prove previste nella proposta di legge, sarebbero inseriti in una graduatoria valida per due anni.</p>
<p>Questa proposta è diventata un nuovo oggetto di contesa.</p>
<p>L&#8217;associazione sindacale dei dirigenti scolastici <strong>(Dirpresidi) ha esultato</strong>. <a href="http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=10354&amp;sid=1fb3bd74fcf2edc64a9c6d706ace6857" target="_blank">Salvatore Indelicato, della Dirpresidi Sicilia ha ringraziato le forze politiche</a> per questo intervento legislativo, che a suo parere, non può considerarsi una “sanatoria”, ma un <strong>atto “riparatorio</strong>, a favore della scuola siciliana tutta, penalizzata da una sentenza abnorme del CGA, che altrimenti avrebbe rischiato di mettere in ginocchio il sistema scolastico siciliano”. Per lui, quindi, i presidi già nominati sono i legittimi vincitori del concorso (“e scusate se è poco&#8230;”, afferma). <a href="http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=22742" target="_blank">Lo ribadisce Francesco Nuzzaci della Dirpresidi di Lecce</a>.</p>
<p><a href="http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=22295" target="_blank">Perchè nessuno ferma il Lodo Siragusa? si  chiedono invece <strong>i &#8220;ricorrenti&#8221;</strong></a>, vale a dire coloro che, come si esprime Valeria Mendola nella lettera su Facebook, sono stati “<strong>illegittimamente esclusi</strong> e non bocciati” al concorso. Mentre, infatti, Siragusa tende a differenziare le prove, individuando tre categorie di concorrenti, essi chiedono che siano riconosciute &#8220;<strong>pari opportunità a uguali concorrenti</strong>&#8221;</p>
<p>Se il lodo passasse sarebbero ricorretti solo i loro elaborati. Nessuno potrebbe invece rivedere quelli dei “vincitori”, che tali rimarrebbero anche in presenza di eventuali errori o inadeguatezza dei contenuti. Soprattutto <strong>non sarebbe possibile</strong>, sulla base di questa proposta, <strong>assicurare l&#8217;anonimato</strong>. In modo particolare risulterebbero esposti proprio coloro che hanno denunciato l&#8217;illegittimità della procedura concorsuale, e che potrebbero essere “puniti” perchè invisi alla Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Non a caso il <strong>CGA con ordinanze 27 aprile 2010</strong> nn. 399 e 400, ha annullato i provvedimenti emessi in sede di sospensiva dal TAR di Palermo e ha affermato la <strong>necessità di rifare le prove scritte</strong> per tutti candidati che le avessero completate nel gennaio del 2006, non giudicando possibile procedere alla ricorrezione degli elaborati. Il lodo Siragusa, se approvato, rischierebbe addirittura un giudizio di <strong>incostituzionalità</strong>.</p>
<p>Anche il <a href="http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=10356&amp;sid=87e4d397f3c030bc98322e03bb6f989a" target="_blank">comitato Liberi Docenti della Sicilia esprime parere negativo sul Lodo Siragusa</a> che trasforma un concorso pubblico in una sorta di concorso interno che esclude gli altri cittadini.</p>
<p>Molto contraddittoria appare <strong>la posizione presa dai sindacati, CGIL compresa</strong>. Su richiesta dei docenti ricorrenti, è venuto a Catania anche il segretario nazionale della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc-CGIL), Mimmo Pantaleo, il cui intervento è stato sintetizzato su Aetnanet dal direttore, Pasquale Almirante, con la frase “<a href="http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-22478.html" target="_blank">Non porto il mio sindacato verso una guerra che sappiamo tutti già persa</a>.” Il Lodo Siragusa è quindi visto dal sindacato come l&#8217;unica soluzione possibile.</p>
<p>Sempre più soli i partecipanti esclusi dal concorso, hanno espresso la loro delusione nei confronti della CGIL, a cui alcuni di loro sono o sono stati iscritti, con una <a href="http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=22189" target="_blank"><strong>lettera aperta</strong> fimata da Loredana Smario e da altri 49</a>, pubblicata anch&#8217;essa su Aetnanet. Tra i firmatari anche alcuni colleghi, non direttamente interessati al comcorso, sdegnati per l&#8217;appoggio offerto dal sindacato alla proposta Siragusa.</p>
<p>Alcuni ricorrenti, infine, hanno individuato<a href="http://orizzontedocenti.wordpress.com/2010/07/27/pantaleo-flc-a-catania-con-docenti-esclusi-concorso-ds-“non-porto-il-mio-sindacato-verso-una-guerra-che-sappiamo-tutti-gia-persa-”/" target="_blank"> degli emendamenti da inserire nel disegno di legge</a>. Il sindacato si è detto disponibile a farli sostenere dai gruppi parlamentari ad esso più vicini.</p>
<p>Gli <strong>emendamenti individuati</strong> prevedono</p>
<ul>
<li>la frequenza di corsi di formazione e di un periodo di tirocinio per tutti coloro che hanno completato e consegnato gli elaborati scritti del precedente concorso;</li>
<li>l&#8217;inserimento in una graduatoria finale in cui il punteggio è determinato dai titoli posseduti e dal voto delle prove conclusive del corso;</li>
<li>la validità della graduatoria fino ad esaurimento.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/ConcorsoPresidi_Siragusa_lodo_emendamenti1.pdf">Leggi il testo completo degli emendamenti proposti</a></p>
<p>Cosa avverrà nel prossimo futuro?<br />
<a href="http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=22655" target="_blank">Pasquale Almirante esprime il suo scetticismo</a> su una veloce approvazione del lodo Siragusa, a causa dei tempi troppo stretti. C&#8217;è infatti <strong>poco più di un mese</strong> tra l&#8217;inizio dei lavori parlamentari a settembre e la data dei nuovi scritti (14 e 15 ottobre). Non esclude, inoltre, che ci possano essere altri ricorsi e impugnazioni.</p>
<p>Comunque vada a finire, la questione lascerà residui amari. Più tempo passa più i presidi in servizio rafforzano la loro posizione. La loro decadenza che, a rigor di logica, ci saremmo tutti aspettati dal momento in cui il concorso è stato invalidato, comporterebbe oggi problemi di varia natura. I più gravi, dal punto di vista dell&#8217;amministrazione scolastica, potrebbero essere proprio quelli relativi ai <strong>risarcimenti</strong>, anche se vengono sottolineati soprattutto quelli più “nobili”, relativi alla “continuità della direzione didattica e disciplinare degli istituti scolastici.” (S. Indelicato, ibidem)</p>
<p>Ci si potrebbe chiedere come mai, dopo la prima sentenza di invalidità, si sia continuato ad aspettare. Addirittura <strong>a settembre 2009 altri 26 presidi</strong> sono stati nominati sulla base dalle graduatorie degli idonei, sebbene il concorso fosse già invalidato.</p>
<p>Gli <strong>errori</strong>, quindi, non sono stati solo quelli iniziali, legati alla formazione e al funzionamento delle commissioni. Tutti i successivi interventi sono stati improntati a pressapochismo e ad una certa arroganza. Sempre che non si voglia ipotizzare la volontà di difendere, a tutti costi, interessi particolari di amici o parenti.</p>
<p>Il problema fondamentale che si pone adesso è quello del <strong>rispetto della legalità</strong>. C&#8217;è una sentenza che va rispettata.  Continuare a parlare di vincitori, di idonei, di bocciati, significa riconoscere il concorso come valido e la sentenza che lo ha annullato come non valida.</p>
<p>Una soluzione di compromesso o una legge apposita sono comunque strumenti per evadere dall&#8217;applicazione del verdetto. La battaglia che i ricorrenti hanno iniziato per difendere il loro legittimo interesse si è trasformata, forse loro malgrado, in una battaglia di idee e di principi. Ci hanno speso il loro tempo e i loro soldi. Ci auguriamo che non demordano perchè ormai è in ballo una <strong>questione di civiltà</strong>, che riguarda tutti.</p>
<p>Leggi su Argo gli articoli correlati <a href="http://www.argo.catania.it/2009/11/06/concorso-truccato-preside-occupato/" target="_blank">Concorso truccato, preside occupato</a>,   <a href="http://www.argo.catania.it/2009/11/16/concorso-a-preside-tutto-da-rifare/" target="_blank">Concorso a preside: tutto da rifare</a>?,   <a href="http://www.argo.catania.it/2010/01/12/concorso-presidi-un-passo-avanti-per-la-legalita/" target="_blank">Concorso presidi, un passo avanti per la legalità</a>,  <a href="http://www.argo.catania.it/2010/08/05/concorso-presidi-una-storia-infinita/" target="_blank"> Concorso presidi, una storia infinita?</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/ConcorsoPresidi_Siragusa_Lodo.pdf">Leggi in pdf il testo del pdl 3286 (Lodo Siragusa)</a></p>
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