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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; CittàInsieme</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>A Palazzolo e a Catania ricordando Fava</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 12:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 5 gennaio a Palazzolo e a Catania. Non senza l&#8217;immancabile appuntamento sotto la lapide, davanti al Teatro Stabile, nel luogo in cui avvenne l&#8217;agguato. Anche quest&#8217;anno per ricordare Pippo Fava ovvero per parlare di informazione, di giornalismo, quello vero, quello per il quale in Sicilia si può morire.
Dibattiti, spettacoli teatrali, laboratori. I primi organizzati dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/100106-Fava-lapide.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9637" title="100106 Fava lapide" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/100106-Fava-lapide.jpg" alt="100106 Fava lapide" width="298" height="223" /></a>Il <strong>5 gennaio</strong> a <strong>Palazzolo</strong> e a <strong>Catania</strong>. Non senza l&#8217;immancabile appuntamento sotto <strong>la lapide</strong>, davanti al Teatro Stabile, nel luogo in cui avvenne l&#8217;agguato. Anche quest&#8217;anno per ricordare <strong>Pippo Fava</strong> ovvero per parlare di informazione, di giornalismo, quello vero, quello per il quale in Sicilia si può morire.</p>
<p>Dibattiti, spettacoli teatrali, laboratori. I primi organizzati dai giovani del <strong>&#8220;Coordinamento Fava&#8221; </strong>nella città natale del giornalista-scrittore ucciso dalla mafia, Palazzolo Acreide. <span id="more-9623"></span>Un incontro, al centro Zo di Catania, promosso dalla <strong>Fondazione Fava </strong>dal titolo <strong>&#8220;Come raccontare la mafia, senza chiedere permesso&#8221; </strong>con la consegna del premio Giuseppe Fava a <strong>Sigfrido Ranucci</strong> di <strong>Report</strong> che ha firmato l&#8217;inchiesta &#8220;I Vicerè&#8221; su Catania. Presenti e intervistati, oltre allo stesso Ranucci, il magistrato <strong>Armando Spataro</strong>, procuratore aggiunto a Milano, esperto in terrorismo, <strong>Giulio Cavalli </strong>esponente del teatro d&#8217;inchiesta o della verità che ha ricevuto il premio giovani e il figlio di Giuseppe Fava, <strong>Claudio</strong>. Si parla di memoria, di parole non dette, di fatti nascosti. <strong>Tutti condannano il silenzio</strong>.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/100106-Fava_01.JPG"><img class="size-medium wp-image-9644 alignright" title="100106 Fava_01" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/100106-Fava_01-300x167.jpg" alt="100106 Fava_01" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Comincia Giulio Cavalli con un suo bel testo su Fava, poetico e forte. Poi Armando Spataro denuncia il segreto di stato, le schedature e la stampa asservita, pericoli per la democrazia. Guai a tacere i fatti, avverte Claudio Fava che mette in guardia dalle trappole dell&#8217;autocensura. Di <strong>informazione manipolata</strong> parla anche Ranucci citando ad esempio la guerra raccontata con immagini false ad uso e consumo di un occidente che manipola le informazioni, costruendo eventi sulle bugie e sulle omissioni. Di <strong>Catania</strong> Ranucci parla come di <strong>una grande opera incompiuta</strong>, una realtà dalle grandi potenzialità inespresse.</p>
<p>Un terzo appuntamento, a <strong>Cittainsieme</strong>, reca il titolo <strong>&#8221; Ricordiamo Pippo Fava lavorando&#8221;</strong> e a promuoverlo è l&#8217;associazione <strong>&#8221; Lavori in corso&#8221;</strong>. E&#8217; un incontro operativo, l&#8217;ennesimo delle tante piccole testate, giornali di quartiere, di informazione universitaria e settimanali gratuiti spontaneamente nati a Catania. Da tempo, giovani e meno, si riuniscono all&#8217;ombra del campanile della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, sotto lo sguardo attento di un giornalista bravo come <strong>Riccardo Orioles</strong>. Per lui ricordare Fava è fare un giornale.</p>
<p>E adesso è il momento delle comunicazioni, quelle di un quotidiano on line, in Pdf, che uscirà il 21 marzo. &#8221;La gente &#8211; dice Orioles &#8211; non vuole la carta stampata perchè costa troppo ma vuole qualcosa che somigli alla carta stampata&#8221;. &#8221;Avete presente &#8220;u cuntu&#8221;? &#8211; spiega meglio &#8211; Sarà così il <strong>quotidiano on line nazionale</strong>, che uscirà il <strong>21 marzo</strong>, per 5 giorni la settimana, con una <strong>direzione a staffetta</strong> tra le testate. E a settembre ci sarà anche un <strong>quotidiano locale, catanese, on line</strong> e forse anche cartaceo (basta trovare due pagine di pubblicità)&#8221;. Un progetto audace. Un sogno? Una chimera? Forse,  e forse sarebbe piaciuto  anche a Giuseppe Fava.</p>
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		<title>Un astrofisico al Comune di Catania</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 02:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/070516112749-black-hole.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8956" title="070516112749 black-hole" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/070516112749-black-hole-300x202.jpg" alt="070516112749 black-hole" width="300" height="202" /></a>Ha tutte le caratteristiche di un &#8220;<strong><em>buco nero</em></strong>&#8220;:  divora tutto ciò che entra nel suo raggio di azione e nulla ne riemerge. Attorno al &#8220;buco nero&#8221;  c&#8217;è una sfera buia definita &#8220;<strong><em>orizzonte degli event</em></strong>i&#8221;, perchè  niente di quanto avviene al suo interno può venirne fuori. Anche la luce vi resta intrappolata, e quindi non è possibile illuminarlo per verificare dall&#8217;esterno cosa  avviene al suo interno o cosa vi è avvenuto. Ma  gli effetti della sua presenza si fanno sentire anche a distanze grandissime.</p>
<p>Stiamo parlando ovviamente  del <strong>bilancio del Comune di Catania</strong> , su cui</p>
<p><span id="more-8947"></span> <strong>Cittàinsieme</strong> ha promosso ancora un dibattito il 14 dicembre. Sono intervenuti <span style="line-height: 115%; font-size: 10pt;">l&#8217;assessore al Bilancio, dr </span><span style="line-height: 115%; font-size: 10pt;">G. Riva</span><span style="line-height: 115%; font-size: 10pt;">, e  Saro D&#8217;Agata, consigliere comunale del PD</span>.</p>
<p>E  vi sono ancora altre analogie: nei pressi del buco nero anche il tempo viene distorto, ed infatti un bilancio <strong><em>preventivo</em></strong> annuale, che dovrebbe essere presentato al principio dell&#8217;anno o, meglio ancora, prima che l&#8217;anno inizi, compare solo dopo la fine dell&#8217;anno, o dopo molti anni, o non compare affatto.</p>
<p>In effetti dal  &#8220;buco nero&#8221; qualcosa sfugge, proprio dal margine dell&#8217;orizzonte degli eventi, per effetto delle immense forze che ruotano attorno al buco, emerge un intensissimo raggio di energia mortale, che si propaga a grandissime distanze e trasforma e devasta ciò che incontra.</p>
<p>Un astrofisico forse potrebbe avere gli strumenti per valutare e farci conoscere le dimensioni del buco nero, perchè vi è da considerare un&#8217;ultima interessante caratteristica di questi fenomeni: quelli piccoli  spesso &#8220;evaporano&#8221;, quelli di grandi dimensioni invece restano per sempre, continuando a divorare sempre nuova materia.</p>
<p>Anche  se è un problema non semplice, un astrofisico può stimare la massa di un buco nero,  ed essa è abbastanza stabile. Compito ben più difficile sembra quello di <strong>valutare la dimensione del buco di bilancio</strong> perchè le cifre variano, e non di poco, anche nell&#8217;arco di una settimana. Ad esempio, come ha evidenziato il consigliere D&#8217;Agata  i debiti fuori bilancio, oggi valutati 35 milioni di euro, qualche settimana fa erano 50.  Incerte anche le previsioni di incasso (ICI &#8230;). Incommensurabili  le differenze fra i tributi oggetto di accertamento e quelli riscossi. Vi è poi la materia oscura del<strong> patrimonio immobiliare</strong> del Comune di cui si è fatto l&#8217;inventario  con un anno di lavoro,  ma che non è stato ancora reso pubblico: come sono stati valutati questi beni ? Sono stati considerati anche quelli su cui pendono le procedure esecutive avviate dai creditori ? Dei 140 milioni sottratti ai FAS e destinati , oltre un anno fa, a Catania ne arrivano solo 50. Gli altri 9o sono finiti in qualche altro buco nero ? si sono persi nello spazio ?</p>
<p><em>post scriptum</em></p>
<p>Date le premesse, non abbiamo capito su quali basi l&#8217;assessore ritenga che il buco sia abbastanza piccolo da &#8220;evaporare&#8221;.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Buco-di-bilancio-091216-PL1.pdf">vai all&#8217;articolo di Pinella Leocata su La sicilia 16.12.09</a></p>
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		<title>Laurea honoris causa all&#8217;ecomostro</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 01:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di oggi, alle ore 18, nell&#8217;Aula Magna del Palazzo Centrale dell&#8217;Università si svolgerà una cerimonia dal dubbio valore culturale. Verrà conferita una laurea honoris causa in  &#8220;Governo e gestione delle Amministrazioni e Imprese&#8221; a Francesco Bellavista Caltagirone.
Sul sito dell&#8217;università (http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=articolo&#38;id=3399) vengono fornite alcune informazioni sull&#8217;ing. Caltagirone, presidente della società Acqua Marcia, attiva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Caltagirone.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7273" title="Caltagirone" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Caltagirone.jpeg" alt="Caltagirone" width="151" height="220" /></a>Nel pomeriggio di oggi, alle ore 18, nell&#8217;Aula Magna del Palazzo Centrale dell&#8217;Università si svolgerà una cerimonia dal dubbio valore culturale. Verrà conferita una <strong>laurea</strong> <em>honoris causa</em> in  &#8220;<strong>Governo e gestione delle Amministrazioni e Imprese&#8221; a Francesco Bellavista Caltagirone.</strong></p>
<p>Sul sito dell&#8217;università (<a href="http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=articolo&amp;id=3399" target="_blank">http://www.agendabda.unict.it/open_page.php?sez=articolo&amp;id=3399</a>) vengono fornite alcune informazioni sull&#8217;ing. Caltagirone, <strong>presidente della società Acqua Marcia</strong>, attiva in diversi settori (immobiliare, portuale, turistico-alberghiero, etc.).  Peccato che in quella pagina l&#8217;anonimo estensore abbia dimenticato di citare il debito di riconoscenza che la nostra città nutre verso questo grande costruttore. Chi, se non lui, ha costuito l&#8217;<strong>ecomostro che incombe</strong> sulla strada, a due passi dalla ex piazza Alcalà, nella zona dell&#8217;ex mulino Santa Lucia?  Nell&#8217;edificarlo il noto imprenditore aveva probalimente pensato <span id="more-7248"></span>di coniugare la vocazione immobiliare, quella turistico-alberghiera e quella portuale, trattandosi della &#8230;costruzione di un grande albergo proprio di fronte al porto.  L&#8217;edificio, però, realizzato con un gusto &#8220;discutibile&#8221;, è stato <strong>sequestrato dalla magistratura</strong>, e non certo per motivi estetici&#8230;    Per ricordare i vari aspetti della questione, si può rileggere quanto abbiamo  scritto alcuni mesi fa (h<a href="http://www.argo.catania.it/2009/03/20/due-morti-e-un-sequestro/" target="_blank">ttp://www.argo.catania.it/2009/03/20/due-morti-e-un-sequestro/</a>. Oppure leggere dall&#8217;Estresso del 12 Maggio: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Creativi-ma-abusivi-_-Lespresso.pdf" target="_blank">Creativi ma abusivi</a></p>
<p>Di questa strana amnesia delle nostre autorità accademiche si sono accorti alcuni catanesi abitualmente molto <strong>vigili su storture</strong> e<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/cittàinsieme.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-7293" title="cittàinsieme" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/cittàinsieme-150x150.jpg" alt="cittàinsieme" width="150" height="150" /></a> magagne della nostra vita cittadina. Ci riferiamo a <strong>Città Insieme</strong>, che ha organizzato per oggi pomeriggio, proprio in piazza Università, in concomitanza con la &#8220;premiazione&#8221; del nostro eroe, un <strong>volantinaggio di protesta</strong> accompagnato da gesti simbolici come quello di strappare la propria laurea in fotocopia. L&#8217;associazione ha anche inviato al Rettore, nonchè al Preside e al Consiglio di facoltà di Scienze Politiche, una lettera in cui <strong>chiede di conoscere le motivazioni</strong> sulla base delle quali è stato deciso di conferire al Caltagirone questo titolo e in cui esprime <strong>sconceto e meraviglia</strong> per la  scelta, dati i precedenti di cui abbiamo detto.</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Laurea_honorem_Caltagirone.pdf" target="_blank">testo della lettera di CittàInsieme</a></p>
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		<title>&#8216;Porta a porta&#8217; a Catania?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 02:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scena non sarebbe nemmeno nuova: un compiacente Bruno Vespa che, in una puntata speciale a reti unificate del suo insostituibile talk show,  ospita il nostro Presidente del Consiglio (Dio l&#8217;abbia in gloria) che consegna in diretta (ormai ci ha preso gusto) i primi sacchetti colorati per la raccolta differenziata a domicilio promossa dal Comune di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6775" title="differenza" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/differenza-300x294.jpg" alt="differenza" width="192" height="188" />La scena non sarebbe nemmeno nuova: un compiacente <strong>Bruno Vespa</strong> che, in una puntata speciale a reti unificate del suo insostituibile talk show,  ospita il nostro <strong>Presidente del Consiglio</strong> (Dio l&#8217;abbia in gloria) che <strong>consegna in diretta</strong> (ormai ci ha preso gusto) <strong>i primi sacchetti </strong>colorati per la raccolta differenziata a domicilio promossa dal Comune di Catania e dall&#8217;ATO CT4.</p>
<p>Riuscirà il (bis)unto dal Signore, ormai convinto di poter fare miracoli, a far avverare questo sogno, il cui avvio adesso è annunciato per il prossimo 19 ottobre?</p>
<p><strong>Stancanelli</strong>, infatti, stava rischiando di andare a finire piuttosto su<span id="more-6768"></span><strong> &#8216;Chi l&#8217;ha visto?&#8217;</strong>, l&#8217;altrettanto popolare trasmissione che si occupa di persone scomparse, anche se in questo caso, non tanto di persone si tratta quanto di un <strong>progetto</strong>, <strong>denominato</strong> appunto <strong>&#8216;Porta a porta&#8217;</strong>, già da mesi strombazzato, lanciato con una roboante quanto costosa e inutile campagna pubblicitaria all&#8217;inizio dell&#8217;estate, più volte annunciato come pronto a partire dal mese di settembre.</p>
<p>Il mese di <strong>Settembre</strong> è già passato, accompagnato da un inquietante silenzio, che adesso finalmente è stato rotto dal <strong>nuovo annuncio</strong>: &#8221;Il servizio sperimentale avrà la durata di un anno, in un &#8220;rettangolo&#8221; della città tra la circonvallazione a monte e quella a mare, delimitato dalla via Caronda e dal viale Veneto, attualmente tale zona è coperta dagli operatori comunali. Il territorio è stato suddiviso in tre zone: &#8220;Zona A (arancio), &#8220;Zona B (blu) e Zona C (rosa). Le tre aree sono delimitate a nord dal viale Vittorio Veneto e a sud dalla via Caronda, ad ovest da viale Odorico da Pordenone e ad est dal viale XX Settembre e corso Italia. Nelle vie ricadenti all’interno di questo vasto perimetro si effettuerà la raccolta differenziata porta a porta&#8221;. La Ditta incaricata del servizio sta già distribuendo nei condomini 30 sacchetti di colore azzurro per famiglia, dove gli utenti potranno conferire alluminio, carta e plastica.</p>
<p>Il <strong>9 giugno era</strong> stato realizzato il progetto di educazione ambientale <strong>&#8216;Ecologando&#8217;</strong> rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie, nel presentare il quale l&#8217;ineffabile Stancanelli aveva dichiarato di pensare &#8220;alla raccolta differenziata che partirà fra qualche settimana, per un anno, in un’ ampia zona centrale della città, e il cui contratto sarà siglato il prossimo <strong>11 giugno</strong>&#8220;.</p>
<p>Nel frattempo era stata avviata (si spera) la raccolta differenziata della sola carta negli uffici comunali e quella estiva per la raccolta di carta, plastica e vetro nei diciassette ecopunti dislocati lungo il viale Kennedy.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-6785" title="cassonetti differenziata" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/cassonetti-differenziata.jpg" alt="cassonetti differenziata" width="127" height="95" />A onor del vero sono stati anche completate diverse<strong> isole ecologiche</strong> (molto isole e poco ecologiche) interrate in alcune piazze e slarghi della città, ma il loro pietoso stato di esercizio  sotto gli occhi di tutti. L&#8217;autodisciplina e il tradizionale senso del decoro dei catanesi, in questo caso, fanno la differenza.</p>
<p>Ma è anche vero, come hanno scritto <strong>i giovani di CittàInsieme</strong> lo scorso 22 giugno, che poco o nulla  è stato messo in atto per &#8220;fare in modo che i destinatari della sperimentazione si creino un&#8217;opinione e comprendano da soli&#8221;. E questo nodo della scarsa sensibilizzazione preventiva dell&#8217;utenza interessata sta già venendo al pettine. Un articolo de La Sicilia dell&#8217;11 ottobre segnala infatti che &#8221;la stessa ditta ha fatto presente all’ATO CT4 la resistenza e la diffidenza da parte dei cittadini, che il più delle volte si rifiutano di prendere in consegna i sacchetti porta rifiuti, mentre qualcuno addirittura non ha aperto la porta agli operatori addetti alla distribuzione&#8221; (pag. 37).</p>
<p>La <strong>campagna pubblicitaria</strong> sugli autobus e con i manifesti giganti sta rivelando quindi tutta la sua <strong>inutilità</strong> sia perchè fatta in tempi troppo lontani dall&#8217;effettivi inizio del servizio, sia perché il target si  è rivelato troppo generico.</p>
<p>Sarebbe stato più utile operare tempestivamente e in modo più mirato con<strong> una capillare campagna di volantinaggio porta-a-porta </strong>e stand informativi nelle zone interessate.</p>
<p>Ma, evidentemente, la tentazione di fare <strong>pubblicità-spettacolo</strong>, come insegna il Capo, è più forte delle esigenze di efficacia.</p>
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		<title>Gian Carlo Caselli, una guerra vinta ed una perduta</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 03:24:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gian Carlo Caselli]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;era una folla da stadio nell&#8217;aula magna &#8220;Santo Mazzarino&#8221; del monastero dei Benedettini di Catania, ma un tifo da stadio sì. Entusiasmo, calore e riconoscenza per il lavoro svolto nelle trincee della lotta alla mafia sono stati tributati a Gian Carlo Caselli che, il 24 settembre,  ha presentato il suo libro &#8220;Le due guerre&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/Caselli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6702" title="Caselli" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/Caselli-211x300.jpg" alt="Caselli" width="211" height="300" /></a>Non c&#8217;era una folla da stadio nell&#8217;aula magna &#8220;Santo Mazzarino&#8221; del monastero dei Benedettini di Catania, ma un tifo da stadio sì. Entusiasmo, calore e riconoscenza per il lavoro svolto nelle trincee della lotta alla mafia sono stati tributati a <strong>Gian Carlo Caselli</strong> che, il 24 settembre,  ha presentato il suo libro <strong>&#8220;Le due guerre&#8221;</strong>, scritto a quattro mani con il figlio giornalista.</p>
<p>Le due guerre sono, la prima contro il <strong>terrorismo</strong>. Vinta. E la seconda contro la <strong>mafia</strong>. Ancora in corso&#8230;se non, almeno per il momento, persa.</p>
<p>Al magistrato ha dato il benvenuto  <strong>Grazia Giurato di Cittainsieme</strong>, associazione che ha voluto l&#8217;incontro.</p>
<p>Della difficoltà di una vita blindata ha poi parlato <strong>la giornalista Pinella Leocata</strong> che ha ricordato i sette anni palermitani di Caselli, la sua vita, da solo, in un grande edificio vuoto, con i sacchi di sabbia e i presìdi militari, che non riuscivano però a scoraggiare i  boss dal progettare attentati.  La giornalista ha messo in luce le differenze tra terroristi e mafiosi. I primi<span id="more-6695"></span> isolati dalla società  che li viveva come altro da sè, i secondi spesso assorbiti con il meccanismo dell&#8217;identificazione per i troppi interessi diffusi.</p>
<p>Critico l&#8217;intervento di <strong>Salvatore Aleo, ordinario di Diritto penale</strong> all&#8217;Università di Catania, che ha definito il libro di Caselli &#8220;sobrio&#8221;, &#8220;carico di valori e di sentimenti, pieno di dettagli di grande tenerezza per tutti&#8221;, tanto sobrio -secondo Aleo-  da trascurare il rapporto perverso tra mafia e professioni, &#8220;il ruolo degli avvocati, degli ingegneri, dei medici, dei magistrati, dei poliziotti&#8221;.</p>
<p>Una critica che Caselli ha rigettato, pagine del libro alla mano, prima di salutare anzitempo l&#8217;uditorio e correre in aeroporto. Lì ha preso un aereo per dare l&#8217;estremo saluto ad un suo fraterno amico, <strong>Maurizio Laudi</strong>, altro giudice antiterrorismo, morto improvvisamente d&#8217;infarto il 24 settembre.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><span style="line-height: normal;"><br />
</span></span></div>
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		<title>Il Waterfront del commercio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 05:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Del Piano regolatore di Catania da tempo non se ne sa più nulla. In Città, però, assistiamo a una miriade di “piccoli” interventi, che producono  nuove costruzioni e modificano, di fatto, il territorio. Senza un’idea, un disegno complessivo, Catania “cresce”.
Ma tutto ciò, evidentemente, non è sufficiente a soddisfare la fame speculativa e, infatti, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-5446" title="lungomare" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare.jpeg" alt="lungomare" width="150" height="112" /></a>Del <strong>Piano regolatore di Catania</strong> da tempo non se ne sa più nulla. In Città, però, assistiamo a una <strong>miriade di “piccoli” interventi</strong>, che producono  nuove costruzioni e <strong>modificano, di fatto, il territorio</strong>. Senza un’idea, un disegno complessivo, Catania “cresce”.<br />
Ma tutto ciò, evidentemente, non è sufficiente a soddisfare la <strong>fame speculativa</strong> e, infatti, si preparano, senza tanti clamori,  interventi ben più significativi.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5448" title="lungomare2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare2.jpeg" alt="lungomare2" width="87" height="130" /></a>Ecco quanto denuncia <strong>CittàInsieme</strong> con un <a href="http://www.cittainsieme.it/" target="_blank">comunicato del 14 luglio 2009.</a><br />
“Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo. Chi l’avrebbe mai detto che sotto un tale fluido ed innocuo appellativo si nascondesse l’<strong>ennesimo grande sacco di Catania</strong>?  Agli inizi degli anni 2000 l’allora sindaco <strong>Scapagnini</strong> parlava di <strong>“waterfront”</strong> per indicare di voler consegnare ai cittadini catanesi, ed ai pedoni in particolare,  la <strong>fruibilità della costa</strong> del lungomare di Catania spostando <span id="more-5439"></span>la viabilità veicolare a monte. Si parlava ….. appunto. Adesso ci troviamo a leggere <strong>un’inchiesta a firma di Antonio Condorelli</strong> e <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare_condorelli_qds2.pdf">pubblicata l&#8217;8 luglio sul giornale</a> “Quotidiano di Sicilia”  in cui si denuncia che sotto il sopracitato appellativo <strong>si nascondono « 400 mila metri quadri di sbancamento</strong> a 10 metri sul livello del mare, 56 mila metri quadri di <strong>centro commerciale</strong> e 48 mila mq di <strong>parcheggi a pagamento</strong> spalmati tra una strada che doveva essere una via di fuga antisismica e un pezzo di costa lungo 1200 metri, <strong>in concessione per 38 anni ad un gruppo imprenditoriale</strong>». Su “La Sicilia” dell’11 luglio vi è <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare_licandro.pdf">un comunicato stampa di</a> <strong>Orazio Licandro</strong> (componente segreteria nazionale del PDCI) che denuncia con molta determinazione tale scempio annunciando una conferenza stampa in cui porterà a <strong>conoscenza di “documenti” in suo possesso</strong>.<br />
Il progetto, a quanto pare, è già in <strong>avanzato stato di esecuzione</strong>: è stato nominato il R.U.P, vi sono già le <strong>imprese aggiudicatrici</strong> (tra queste – si legge sempre nell’articolo – Vittorio Casale, immobiliarista di fiducia di Giovanni Consorte, e persino Luigi Rendo).<br />
E noi <strong>cittadini</strong> che ruolo abbiamo avuto in tutto questo? <strong>Chi ci ha informati?</strong> Chi ha<strong> chiesto il nostro parere?</strong> In quale luogo pubblico si è discusso di questo progetto? Il Consiglio Comunale, quale massimo organo rappresentativo dei cittadini catanesi, perché <strong>non è mai stato convocato per discuterne</strong>?<br />
Siamo trattati, noi catanesi, come delle comparse e ci sentiamo come stranieri a casa nostra. Pretendiamo delle risposte esaustive ed immediate da parte del Sindaco di Catania e dell’Assessore all’Urbanistica. Pretendiamo che il nostro <strong>bellissimo lungomare</strong> non si riempia di cemento ma che possa essere, invece, sempre più, <strong>meta di passeggiate tra  viali alberati, giardini, bambinopoli.</strong><br />
Contro l’ennesimo scempio della città vogliamo quindi lanciare un appello:<br />
1)	<strong>Ai “media” locali e nazionali</strong>, affinché si facciano carico di questa vicenda per non farla cadere nell’oblio;<br />
2)	<strong>Ai cittadini ed alle associazioni</strong> di Catania, perché si uniscano al nostro grido di indignazione.<br />
3)	<strong>Ai Consiglieri Comunali</strong> di Catania, affinché si adoperino per conoscere tutti gli aspetti del progetto ed aprire un dibattito pubblico nella città.<br />
CittàInsieme da parte sua non resterà a guardare. Se il silenzio tipico delle istituzioni di questa città continuerà ad incombere anche su questa vicenda, scenderà in piazza e vi rimarrà ad oltranza. E coinvolgerà tutti quei cittadini e quelle libere associazioni che hanno <strong>davvero a cuore il bene di questa città</strong>”.</p>
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		<title>Al mare o a votare?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 23:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
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		<category><![CDATA[sistema elettorale]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 15 giugno Città Insieme ha offerto alla cittadinanza un’occasione di dibattito e di riflessione sul referendum del prossimo 20 e 21 giugno.
In un salone meno affollato del solito si è svolto un pacato confronto. Ha sostenuto le ragioni del sì Giuseppe Greco (segretario regionale di Cittadinanzaattiva Sicilia), mentre Orazio Licandro (in quanto rappresentante del Comitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 15 giugno Città Insieme ha offerto alla cittadinanza un’<strong>occasione di dibattito e di riflessione</strong> sul referendum del prossimo 20 e 21 giugno.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/altanreferendum_240.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5131" title="altanreferendum_240" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/altanreferendum_240.jpg" alt="altanreferendum_240" width="240" height="235" /></a></p>
<p>In un salone meno affollato del solito si è svolto un pacato confronto. Ha sostenuto <strong>le ragioni del sì</strong> Giuseppe Greco (segretario regionale di Cittadinanzaattiva Sicilia), mentre Orazio Licandro (in quanto rappresentante del Comitato Promotore contro il Referendum elettorale) motivava <strong>quelle del no</strong>. Non il no &#8211; com’egli stesso ha spiegato &#8211; al quesito referendario, ma un no al referendum stesso: <strong>una proposta</strong>, cioè,<strong> di astensione</strong>, in modo che la mancanza del quorum necessario lo faccia decadere.</p>
<p>E’ apparsa subito<span id="more-5112"></span> <strong>la puntualità e la precisione delle ragioni del no</strong> rispetto alla <strong>genericità delle motivazioni a sostegno del sì</strong>. L’esigenza di dare una scossa alla vita politica, di dare voce ad una <strong>maggiore volontà di partecipazione</strong>, di spingere verso una <strong>semplificazione della vita politica</strong> sono tutti elementi largamente condivisi. Resta da capire, tuttavia, <strong>come questo referendum potrebbe costituire una risposta</strong> a queste aspettative. La relazione di Licandro e alcuni interventi del pubblico hanno permesso di focalizzare alcune problematiche.</p>
<p>Il passaggio dal sistema proporzionale a quello <strong>maggioritario</strong> non ha fino ad ora facilitato l’auspicata semplificazione della vita politica e <strong>non ha fatto scomparire i piccoli partiti</strong>. Non si capisce d’altra parte in che modo un risultato positivo di questa consultazione dovrebbe garantire una maggiore partecipazione alla vita politica: <strong>non vengono reintrodotte le preferenze</strong> e si assicurerebbe un <strong>ingiustificato premio</strong> ad un partito che non gode di un consenso così diffuso da aver ottenuto una maggioranza reale. Non si capisce soprattutto perché non sia stata <strong>proposta piuttosto l’abrogazione totale del cosiddetto Porcellum,</strong> giudicato da tutti una pessima legge elettorale.</p>
<p>Entrare nel <strong>dettaglio</strong> di singoli articoli di una legge, con i suoi <strong>tecnicismi</strong>, non dovrebbe essere compito di una consultazione popolare ad ampio raggio come il referendum abrogativo. Nello spirito dei padri costituenti questa consultazione è stata pensata come uno strumento attraverso cui la maggioranza del popolo italiano potesse esprimere un <strong>orientamento generale su problematiche di natura culturale ed etica,</strong> su grandi questioni generali. Ne sono stati esempio i grandi referendum del passato <strong>(divorzio, aborto, nucleare)</strong>, tutti <strong>temi di largo respiro</strong>, coinvolgenti e lineari, su cui ciascuno ha potuto esprimersi in modo chiaro e semplice permettendo alla classe politica di legiferare entrando nel merito dei dettagli tecnici.</p>
<p><strong>Città Insieme</strong> propone ancora alla città delle importanti <strong>occasioni di confronto</strong> e di discussione, ruolo che ci auguriamo continui sempre a svolgere.</p>
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		<title>Antimafia, per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 07:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Per chi non vuol perdere il vizio della memoria&#8221;, ammonisce il volantino. E infatti&#8230; suoni, immagini, parole, tutte per ricordare Falcone, Borsellino e le altre, tante, troppe vittime della mafia. Il 23 maggio, i giovani di Cittainsieme, quelli della parrocchia Santi Pietro e Paolo, Libera e Addiopizzo hanno messo in scena uno spettacolo. Il palcoscenico? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per chi non vuol perdere il vizio della memoria&#8221;, ammonisce il volantino. E infatti&#8230; <strong>suoni, immagini, parole,</strong> tutte per ricordare <strong>Falcone, Borsellino</strong> e le altre, tante, troppe <strong>vittime della mafia</strong>. Il 23 maggio, i giovani di <strong>Cittainsieme</strong>, quelli della parrocchia <strong>Santi Pietro e Paolo</strong>, <strong>Libera</strong> e <strong>Addiopizzo</strong> hanno messo in scena uno spettacolo. Il palcoscenico? Proprio la scalinata del &#8220;palazzaccio&#8221; di Catania, luogo in cui si amministra la giustizia del distretto.</p>
<p>Filmati, testi, canzoni, da Povera patria di Battiato a La libertà di Gaber, da Pensa a L&#8217;Italia, a I cento passi dei  Modena City Rambles, a La storia siamo noi.  Tutto per ripercorrere la storia dell&#8217;<strong>antimafia</strong>, prima, con e dopo Falcone e Borsellino. I ragazzi della <strong>scuola media Cavour</strong> hanno contribuito con un balletto; le associazioni, Addiopizzo, <strong>Assae</strong>, Libera con interventi. Infine, a conclusione, i saluti di Padre Salvatore Resca. Tutto per non dimenticare.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/falcone.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-4851" title="falcone" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/falcone.gif" alt="falcone" width="580" height="480" /></a></p>
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		<title>Palazzo Bernini</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scidà]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei pressi di piazza Michelangelo, all&#8217;angolo tra via Vittorio Veneto e via Bernini, si nota un palazzo in stato di abbandono, divenuto ormai un rudere, ricettacolo di immondizia: è il cosiddetto Palazzo Bernini.  Nel corso dell&#8217;assemblea cittadina organizzata da CittàInsieme lo scorso Lunedì, sono emersi alcuni dati significativi intorno a questo edificio, che è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei pressi di piazza Michelangelo, all&#8217;angolo tra via Vittorio Veneto e via Bernini, si nota un <strong>palazzo in stato di abbandono</strong>, divenuto ormai un rudere, ricettacolo di immondizia: è il cosiddetto <strong>Palazzo Bernini</strong>.  Nel corso dell&#8217;assemblea cittadina organizzata da CittàInsieme lo scorso Lunedì, sono emersi alcuni dati significativi<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/vendesi.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1991" title="vendesi" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/vendesi.jpeg" alt="vendesi" width="124" height="83" /></a> intorno a questo edificio, che è di proprietà comunale e  sulla cui <strong>annunciata vendita</strong> da parte del Comune  si era espresso, nei giorni precedenti l&#8217;ex presidente del Tribunale Minorile, Giambattista Scidà.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, infatti, aveva mandato al Sindaco e al Consiglio Comunale una lettera, <span id="more-1978"></span>pubblicata anche dal quotidiano La Sicilia, in cui chiedeva &#8221; di accertare quando ne avvenne l’acquisto, e a qual prezzo e per quali bisogni e in quale altro modo questi ultimi furono soddisfatti, se esso non venne utilizzato, e a chi debba essere attribuita la responsabilità dell’abbandono, e se – mentre dello stabile non si faceva alcun conto – altri ne furono assunti in locazione, per scopi che il suo uso avrebbe permesso di raggiungere&#8221;.  <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/scida_bernini2.pdf">(Leggi il testo integrale)</a></p>
<p>La domanda non è certo ingenua, anzi è stata posta in modo da costringere il Comune a <strong>rendere conto alla cittadinanza dell&#8217;uso non corretto del denaro pubblico</strong> che  è stato fatto, non tanto con l&#8217;acquisto, quanto con  il successivo abbandono di questo stabile.</p>
<p>Secondo quanto ha affermato il consigliere Rosario D&#8217;Agata, rispondendo ad una esplicita domanda sul caso, il palazzo fu acquistato dal Comune nel &#8216;99, nel periodo conclusivo della Giunta Bianco, con un mutuo che non è stato ancora finito di pagare. Doveva essere immediatamente ristrutturato e <strong>vi si dovevano allocare gli uffici tecnici del Comune e l&#8217;ufficio urbanistica.</strong> Durante la sindacatura di Scapagnini, non solo non si è spesa una lira per ristrutturarlo, per cui oggi si trova in stato di abbandono, ma si è fatta una cosa molto più grave. Sono stati <strong>presi in affitto degli immobili da noti imprenditori catanesi</strong>, per sistemare gli uffici che avrebbero dovuto essere collocati in via Bernini. Uno degli immobili presi in affitto, destinato all&#8217;ufficio di urbanistica, è in via Biondi ed è di proprietà di Virlinzi. Per l&#8217;ufficio Lavori Pubblici è stato preso in affitto un altro immobile da un altro imprenditore (Toscano), alla Plaja, vicino al Faro. Per poter utilizzare questo edificio si è addirittura fatto un cambiamento di destinazione d&#8217;uso.</p>
<p><strong>La collettività sta, quindi, pagando un mutuo per un edificio mai utilizzato e due affitti a dei privati</strong>, invece di utilizzare immobili di proprietà comunale. E ci stiamo limitando a parlare del caso Bernini!  Sarebbe interessante conoscere l&#8217;ammontare del costo che la comunità cittadina ha sostenuto e continua a sostenere per pagare questi affitti&#8230;.</p>
<p>Sarebbe, inoltre, interessante verificare se i proprietari degli immobili presi in affitto siano sempre gli stessi e se il prezzo pattuito sia corretto.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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