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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Lombardo</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Al teatrino Bellini va in scena ‘Il ballo senza maschera’</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 03:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non più tardi dello scorso mese di luglio parlavamo di commedia dell’assurdo a proposito dei fatti del teatro Massimo Bellini, ma di fronte a quanto sta accadendo in questi giorni lo stesso Pirandello probabilmente avrebbe cambiato genere e si sarebbe messo a scrivere sceneggiature per cinepanettoni. Fellini, girando ‘Prova d’orchestra’, c’era andato più vicino, ma nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8629" class="wp-caption alignleft" style="width: 108px"><img class="size-full wp-image-8629" title="fiumefreddo3" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/fiumefreddo3.jpg" alt="A. Fiumefreddo" width="98" height="133" /><p class="wp-caption-text">A. Fiumefreddo</p></div>
<p>Non più tardi dello scorso mese di luglio <a href="http://www.argo.catania.it/2009/07/10/massmo-bellini-il-teatro-nel-teatro/" target="_blank">parlavamo di commedia dell’assurdo</a> a proposito dei fatti del teatro Massimo Bellini, ma di fronte a quanto sta accadendo in questi giorni lo stesso <strong>Pirandello</strong> probabilmente avrebbe cambiato genere e si sarebbe messo a scrivere sceneggiature per cinepanettoni. <strong>Fellini</strong>, girando ‘Prova d’orchestra’, c’era andato più vicino, ma nel nostro caso veramente la realtà supera la fantasia. Riassumiamo brevemente le puntate precedenti:</p>
<p>-      Il sovrintendente <strong>A. Fiumefreddo</strong>,<span id="more-8616"></span> in quota MPA nonché avvocato di Lombardo, si mette subito in mostra per <strong>l’estemporaneità</strong> della sua gestione, non si sa quanto pertinente con le finalità istituzionali dell’ente: memorabile l’esibizione collettiva, in piazza Palestro, degli allievi di diverse scuole di<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/fiumefreddo11.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8630" title="fiumefreddo1" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/fiumefreddo11.jpg" alt="fiumefreddo1" width="130" height="87" /></a> ballo cittadine con indosso magliette con slogan antimafia. In effetti, dopo questa dimostrazione di forza, i mafiosi locali sono andati in massa a chiudersi nei conventi dell’isola a fare penitenza.</p>
<p>-      La sua nomina scatena <strong>l’ostilità del sindaco Stancanelli</strong>, presidente del Consiglio di amministrazione, portando per la prima volta allo scoperto una versione locale di parenti-serpenti all’interno della maggioranza di centrodestra, che poi sarebbe andata in scena, nella versione integrale, al teatrino di Sala d&#8217;Ercole.</p>
<p>-      Questo scontro fra gentiluomini sfocia, l’estate scorsa, nelle dimissioni di Fiumefreddo, repentinamente accettate dal <strong>Consiglio di amministrazione</strong>; questa premurosa attenzione colpisce la delicata sensibilità del sovrintendente che, pudicamente, le ritira.</p>
<p>-      La paralisi gestionale che ne deriva, l’eccesso di personalismo del sovrintendente e alcune sue decisioni che sembrano configurare un comportamento antisindacale, fanno scendere sul piede di guerra anche <strong>le organizzazioni che rappresentano i lavoratori dell’ente</strong>.</p>
<p>-      Alcuni membri del Cda cominciano a denunciare problemi di <strong>bilancio e di debiti</strong>, le cui cifre tuttavia non vengono chiaramente rese pubbliche.</p>
<p>-      Dopo l’estate le organizzazioni sindacali iniziano uno <strong>sciopero ad oltranza</strong> che culmina in un clamoroso concerto di protesta contro la gestione Fiumefreddo.</p>
<p>-      Finalmente <strong>Stancanelli, con l’appoggio della Giunta comunale, chiede le dimissioni di Fiumefreddo</strong> e invoca l’intervento della Regione.</p>
<p>-      Intanto <strong>si era dimesso l&#8217;intero Consiglio</strong> di amministrazione del teatro.</p>
<p>-      La <strong>replica</strong> <strong>di Fiumefreddo</strong> segue di poche ore il comunicato della Giunta e accusa Stancanelli di pensare solo alla propria personale posizione e di aizzare strumentalmente i sindacati.</p>
<p>-      Segue un documento della <strong>Giunta comunale</strong> di solidarietà a Stancanelli che denuncia &#8220;l’aggressione tipica di chi, non avendo argomenti convicenti per giustificare il proprio fallimento, cerca di scaricare su altri le proprie palesi deficienze gestionali che hanno portato alla paralisi del TMB compromettendo anche l’immagine della città di Catania&#8221; e &#8220;una gestione ormai ispirata solo da un deleterio risentimento che, di fatto, si frappone alla nuova rotta che questa Amministrazione Comunale ha imboccato per risalire la china causata dalla mancanza di regole che i cittadini giustamente attendono vengano urgentemente ripristinate”, come se a provocare questo disatro siano stati i marziani.</p>
<p>-      La Regione, cioè <strong>Lombardo</strong> e Leanza, pilatescamente nomina un <strong>commissario straordinario</strong>, nella persona dell’ex prefetto A.M. Cancellieri, senza tuttavia disporre il licenziamento del correligionario Fiumefreddo.</p>
<p>-      Forte di questa <strong>non-decisione</strong>, l’avvocato, a sua volta, rifiuta di dimettersi, affermando che deve essere l&#8217;amico Lombardo a farlo, ma sapendo che difficilmente lo farà. Le <strong>parole</strong> usate in questo caso riechieggiano quelle del maestro Brunetta: &#8220;La violenza con cui i rappresentanti della casta politico-sindacale chiedono le mie dimissioni è proporzionata al bisogno che hanno di mantenere i loro <strong>privilegi</strong> a spese dei cittadini. Difendono <strong>interessi</strong> che nessuno prima mai aveva osato mettere in discussione. Poiché ho sempre agito nell’interesse del Teatro. [...] Alla Regione, e segnatamente <strong>al mio amico Presidente della Regione</strong>, spetta la scelta: mi si consenta di portare a compimento l’opera di pulizia e di apertura del Teatro a tutti o mi si rimuova d’autorità. In quest’ultimo caso sarà chiaro a tutti che non si vuole il cambiamento e l’avrà vinta la solita cricca di <strong>fannulloni impenitenti</strong> che considera le Istituzioni come fosse casa propria.&#8221;</p>
<p>-      Nel frattempo preme la scadenza del <strong>6 dicembre</strong>, data in cui dovrebbe essere registrato il <strong>concerto</strong> che la RAI dovrebbe trasmettere a Natale e per cui Stancanelli ha firmato all’insaputa, pare, dello stesso sovrintendente un contratto che rischia di non poter essere onorato.</p>
<p>Non sappiamo ancora come andrà a finire questa grandiosa riscoperta della <strong>commedia dell’arte</strong>, l’unica cosa che appare chiara è che si tratta dell’ennesimo frutto velenoso della perversa e sistematica <strong>occupazione</strong>, da parte di questa sedicente classe politica, di tutti gli spazi possibili e immaginabili (Ato, Amt, …), ma è anche lo specchio dell&#8217;<strong>irreversibile fallimento</strong> di una classe dirigente che, nella sua maggioranza somiglia sempre più a un insieme di branchi di lupi che si sbranano a vicenda e, nella sua minoranza, ad una mandria di pecore che aspetta solo di capire <img class="alignleft size-full wp-image-8635" title="teatro massimo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/teatro-massimo1.jpg" alt="teatro massimo" width="111" height="83" />da quale di quei branchi si deve, a sua volta, fare sbranare.</p>
<p>Intanto Catania annega in un mare di debiti e il teatro Massimo in uno di ridicolaggine: e<strong> i catanesi stanno a guardare</strong>!</p>
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		<title>Nuovi o lavati con&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 22:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi si insediano nelle Aziende sanitarie della Sicilia  i nuovi direttori generali. Per il Governo regionale le nuove nomine sono frutto di una scelta rigorosa di competenza e rinnovamento; per chi non ha condiviso o concordato, come Cuffaro e il Pdl di Firrarello e Castiglione (vedi ad esempio le reazioni, apparse su Repubblica e Siciliainformazioni, all&#8217;indomani delle nomine: Nessun_litigio; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-6040" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/01/nuovi-o-lavati-con/sanita/"></a><img class="alignleft size-full wp-image-6067" title="sanita-2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/sanita-2.jpg" alt="sanita-2" width="142" height="117" />Oggi si insediano nelle Aziende sanitarie della Sicilia  i <strong>nuovi direttori generali</strong>. Per il Governo regionale le nuove nomine sono frutto di una <strong>scelta rigorosa</strong> di competenza e rinnovamento; per chi non ha condiviso o concordato, come Cuffaro e il Pdl di Firrarello e Castiglione (vedi ad esempio le reazioni, apparse su Repubblica e Siciliainformazioni, all&#8217;indomani delle nomine: <a rel="attachment wp-att-6009" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/01/nuovi-o-lavati-con/repubblica/">Nessun_litigio</a>; <a rel="attachment wp-att-6010" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/01/nuovi-o-lavati-con/repubblica2/">Becera_lottizzazione</a>; <a rel="attachment wp-att-6012" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/01/nuovi-o-lavati-con/la_partita/">La_partita</a>), si tratta di una <strong>lottizzazione</strong> che di nuovo non ha niente.</p>
<p>Attraverso i tanti articoli che commentano queste nomine è facile risalire<span id="more-6008"></span> infatti a quali <strong>padrinaggi politici</strong> risalgono le singole nomine e molti osservatori non hanno potuto fare a meno di notare che, in questo quadro, <strong>Lombardo si è ritagliato la fetta di torta più grossa</strong>, avendo piazzato persone di sua fiducia in almeno quattro delle nuove ASP e mettendo sotto il suo controllo quasi per intero la sanità catanese (il nuovo Direttore generale dell&#8217;Azienda etnea è addirittura un dirigente politico del MPA di Biancavilla).</p>
<p>All&#8217;interno della stessa maggioranza appare del tutto evidente la <strong>pesante penalizzazione subita dall&#8217;ala firrarelliana-castiglionese del Pdl</strong> che naturalmente sta lanciando in questi giorni <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/28/sottogoverno-di-aziende-ospedali-trecento-in-corsa.html" target="_blank"><strong>una pesante controffensiva</strong></a>, arrivando addirittura a chiedere le dimissioni dello stesso Russo, accusandolo di aver vanificato la riforma da lui stesso tanto caldeggiata.</p>
<p>Si contestano in particolare le diverse <strong>incompatibilità</strong> di alcuni dei nuovi nominati: sempre il nuovo Direttore dell&#8217;ASP catanese, ad esempio, fino a pochi giorni prima della nomina era dipendente, anche se in aspettativa,  della stessa ASL, essendo primario di anestesia all&#8217;ospedale di Biancavilla; in fretta e furia è stato trasferito per mobilità all&#8217;Ausl di Enna, dove peraltro era Direttore sanitario.</p>
<p>E&#8217; sempre il nuovo che avanza! Ma non è che su questo versante, considerato che la sanità è un <strong>affare da otto miliardi e mezzo l&#8217;anno</strong>, ci si potesse aspettare nulla di diverso, con buona pace dell&#8217;assessore Russo che continua a sostenere che &#8220;questa riforma punta a valorizzare il criterio del merito professionale e non quello dell&#8217;appartenenza&#8221; e per questo chiede programmazione e risultati, mentre promette controlli e sanzioni. A nessuno può sfuggire che, finché i dirigenti saranno nominati con questi criteri, non si sentiranno mai del tutto autonomi e liberi nel momento in cui dovranno prendere decisioni importanti.</p>
<p>Rassegnati su questo, vorremmo tuttavia avanzare altre osservazioni. Si parla tanto infatti di <strong>manager</strong> e di <strong>aziendalizzazione</strong>  ma non sempre si ha consapevole chiarezza della <strong>estrema complessità di un&#8217;azienda sanitaria</strong>, soprattutto quella di ambito territoriale. Il ruolo del manager comporta infatti non solo la definizione degli obiettivi di un&#8217;azienda e il coordinamento delle risorse disponibili, quelle umane in primo luogo, ma anche e soprattutto l&#8217;assunzione di decisioni di pianificazione, organizzazione, guida, gestione e controllo per garantire l&#8217;ottenimento di risultati in linea con gli scopi aziendali. E&#8217; legittimo allora porre la questione, al di là delle persone, di <strong>quali competenze</strong> e di <strong>quali esperienze</strong> debba essere dotato chi è chiamato a svolgere tale ruolo?</p>
<p>Un articolo di Siciliainformazioni (<a rel="attachment wp-att-6011" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/01/nuovi-o-lavati-con/biografie/">Biografie</a>) riporta infine i <strong>curricula </strong>dei nuovi direttori. A leggerli si nota che la maggior parte sono stati fino a ieri direttori sanitari o amministrativi di quei direttori generali che l&#8217;Assessore Russo non ha voluto, in blocco, confermare. E allora ci si chiede: perché confermare ad incarico ancora più prestigioso chi ha condiviso scelte della <strong>vecchia gestione</strong> dalla quale ci si vuole differenziare?</p>
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		<title>Nè Cuffaro nè Lombardo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 04:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[In Italia gli inceneritori sono 52 e trattano quattro milioni di tonnellate di rifiuti. Secondo il piano di Cuffaro del 2002,  in Sicilia ne sono stati previsti quattro (Bellolampo, Augusta, Campofranco e Paternò), capaci di trattare complessivamente all’incirca 2 milioni di tonnellate, quasi la metà dei rifiuti inceneriti in tutta la penisola.  Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia gli inceneritori sono 52 e trattano quattro milioni di tonnellate di rifiuti. Secondo il <strong>piano di Cuffaro del 2002</strong>,  in Sicilia ne sono stati previsti <strong>quattro</strong> (Bellolampo, Augusta, Campofranco e Paternò), capaci di trattare<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inceneritori4.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-5537" title="inceneritori4" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inceneritori4.jpeg" alt="inceneritori4" width="140" height="140" /></a> complessivamente all’incirca <strong>2 milioni di tonnellate</strong>, quasi la <strong>metà dei rifiuti inceneriti in tutta la penisola</strong>.  Si tratta, infatti, di impianti di dimensioni molto grandi, tra i più grandi d’Europa.<br />
Persino i quattro inceneritori della Campania, Acerra compresa, sono pensati per poter smaltire quantità minori (1 milione e 200 mila tonnellate).</p>
<p>Perché queste <strong>dimensioni e questa capacità così ampie</strong>? E’ una risposta ad esigenze<span id="more-5536"></span> del territorio?<br />
Sembra proprio di no. <strong>La stima della quantità di rifiuti</strong> da incenerire  in <strong>Sicilia</strong> (al netto dalla raccolta differenziata) è di <strong>soli 600 milioni</strong> di tonnellate.<br />
Cosa accadrà, dunque, se questi inceneritori saranno costruiti?<br />
Le società che se ne aggiudicheranno la gestione avranno l’interesse di <strong>farli lavorare al massimo</strong> per ricavarne il massimo <strong>profitto</strong>. Il bisogno di avere grandi quantità di rifiuti da incenerire avrà come <strong>conseguenze</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>ostacolare,</strong> piuttosto che incoraggiare, <strong>la crescita della raccolta differenziata</strong>, in modo da avere più materiale da incenerire,</li>
<li>tendere a bruciare anche <strong>sostanze che non andrebbero bruciate</strong> perché la loro combustione genera gas dannosi</li>
<li>importare rifiuti da altre regioni <strong>trasformando la Sicilia nella pattumiera d’Italia</strong> (e perché non d’Europa?)</li>
</ol>
<p>E’ evidente che questa realtà è in netto contrasto con gli interessi dei cittadini, cioè con il nostro benessere.<br />
<strong>A noi,</strong> infatti, <strong>conviene</strong>:</p>
<ul>
<li> <strong>il rispetto dell’ambiente</strong>, perché un ambiente sano ci fa stare bene ed evita la diffusione di malattie come il cancro, le leucemie, le sindromi autoimmuni etc (e vedremo quali siano le conseguenze dannose della combustione&#8230;.)</li>
</ul>
<ul>
<li>la crescita della raccolta differenziata, che è legata al <strong>riciclo</strong> e al <strong>riuso</strong>, con conseguenze anch’esse “virtuose” (es, il riciclo della carta permette di abbattere meno alberi etc)</li>
</ul>
<p>Ma Cuffaro non è più governatore della Sicilia e <strong>Lombardo afferma di voler cambiare musica</strong>.<br />
La sua proposta, a quanto risulta, prevede “<strong>impianti di dimensioni sensibilmente più piccole</strong>”(Ignazio Panzica), meno costosi, <strong>più numerosi</strong> (6/7) e soprattutto di <strong>ultima generazione</strong> dal punto di vista tecnologico.<br />
Il motivo addotto è quello di non voler smentire la sua <strong>adesione alla ricerca di energia pulita</strong> (manifestata in occasione della <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/rifkin_lombardo.pdf">lectio magistralis di Rifkin a Palermo</a>) e di perseguire il conseguimento degli <strong>obiettivi dell’Unione Europea</strong> (compresa la crescita della raccolta differenziata).</p>
<p>Tutto bene dunque? Non proprio.<br />
Intanto <strong>le motivazioni potrebbero essere meno nobili.</strong><br />
Con il piano Cuffaro alle ditte vincitrici della gara era stata data una “concessione” che comportava la “<strong>cessione irrevocabile di titolarità e proprietà di: progetti, terreni, autorizzazioni, titoli di finanziamento pubblico</strong>” (Ignazio Panzica), con l’effetto di  “<strong>spogliare la Regione di ogni prerogativa</strong>, sia di programmazione del settore rifiuti che di loro legittimo controllo diretto.”<br />
Questa espropriazione non poteva essere supinamente accettata da Lombardo, perché <strong>limita il suo potere</strong>, indipendentemente dal fatto che egli voglia davvero perseguire il vantaggio e la salute dei siciliani o soltanto <strong>pretendere il controllo politico ed economico dell’affare inceneritori</strong>.<br />
Lombardo, quindi, ha tutto l’interesse di <strong>mandare a monte il piano Cuffaro</strong> (tanto più nel momento in cui i suoi rapporti l’ex governatore e con l’Udc sono pessimi) e di prendere saldamente in mano le redini della situazione.<br />
Ma a noi cittadini più che le motivazioni interessano le conseguenze.<br />
<strong>Avere inceneritori più piccoli e più numerosi è davvero un vantaggio?</strong><br />
Lombardo, nelle sue dichiarazioni, ha messo in evidenza il fatto che inceneritori più piccoli sarebbero <strong>meno costosi</strong> e potrebbero essere costruiti più rapidamente. E questo è vero. Egli teme, tra l’altro, se non rispetta alcune scadenze, di perdere buona parte dei finanziamenti.</p>
<p>Ma la domanda di base resta. <strong>Abbiamo davvero bisogno di tutti questi inceneritori?</strong><br />
La cosiddetta <strong>emergenza rifiuti</strong> non rischia di essere un <strong>pretesto</strong>? Se tutti la temiamo,  per scongiurarla non baderemo al fatto che <strong>si utilizzino soldi pubblici solo per fare affari privati</strong>&#8230;</p>
<p>L’esperienza insegna che, <strong>se si fa seriamente la raccolta differenziata</strong>, separando l’umido (es prodotti biodegradabili come gli avanzi da cucina), la carta e il cartone, la plastica, i rifiuti speciali etc, <strong>non resta quasi nulla da buttare (e quindi da bruciare)</strong>. Chiunque abbi fatto la prova può confermarlo.<br />
Se la raccolta differenziata sarà incentivata e si diffonderà, <strong>il bisogno di incenerire i rifiuti si ridurrà</strong> a tal punto che non solo i megainceneritori alla Cuffaro, ma anche i 6/7 piccoli impianti ipotizzati da Lombardo risulteranno <strong>sovradimensionati o soprannumerari</strong>, comunque non necessari.</p>
<p>E, viceversa, se questi impianti saranno costruiti, <strong>la crescita della raccolta differenziata subirà uno stop.</strong><br />
Cosa vogliamo davvero?<strong> Se desideriamo un territorio più salubre</strong>, se vogliamo realizzare gli obiettivi dell’Unione Europea, se vogliamo <strong>combattere gli sprechi di denaro pubblico</strong> (accaparrato da pochi), dobbiamo <strong>dire di no agli inceneritori. </strong></p>
<p><strong>A noi siciliani non convengono.</strong></p>
<p>Sull&#8217;argomento leggi<a href="http://www.argo.catania.it/2009/07/05/affari-sospetti/" target="_blank"> il post Affari sospetti</a> del 5 Luglio</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inceneritori_panzica.pdf">articolo di Ignazio Panzica</a> su SiciliaInformazioni</p>
<p>il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/ruta_rifiuti_affare1.pdf">già citato articolo di Carlo Ruta  (Rifiuti in Sicilia. Le prospettive di un affare da cinque miliardi di euro)</a></p>
<p><strong></p>
<p></strong></p>
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		<title>Tutti gli uomini dei presidenti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 03:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da: Corriere.it, 8/05/09 I giornalisti assunti con contratto di redattori capo nel 2004 per chiamata diretta
Nomine all&#8217;ufficio stampa regionale  indagati Cuffaro, Lombardo e 20 addetti
Abuso d&#8217;ufficio: la procura di Palermo indaga l&#8217;ex governatore siciliano, il suo successore e venti giornalisti PALERMO &#8211; Ventiquattro persone, tra le quali l&#8217;ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro (Udc), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/stampa.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-4568" title="stampa" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/stampa.jpeg" alt="stampa" width="124" height="120" /></a></strong>Tratto da<strong>:</strong><strong> Corriere.it</strong>, 8/05/09 <em>I giornalisti assunti con contratto di redattori capo nel 2004 per chiamata diretta</em></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Nomine all&#8217;ufficio stampa regionale  indagati Cuffaro, Lombardo e 20 addetti</strong></h3>
<p>Abuso d&#8217;ufficio: la procura di Palermo indaga l&#8217;ex governatore siciliano, il suo successore e venti giornalisti <span id="more-4566"></span>PALERMO &#8211; Ventiquattro persone, tra le quali l&#8217;ex presidente della Regione Salvatore <strong>Cuffaro</strong> (Udc), il suo successore, Raffaele<strong> Lombardo</strong> (Mpa) e <strong>venti giornalisti dell&#8217;ufficio stampa della presidenza </strong>assunti con contratto di redattori capo nel 2004 per chiamata diretta, sono stati <strong>iscritti nel registro degli indagati</strong> dalla Procura di Palermo. Sono accusati di concorso in abuso d&#8217;ufficio: finora solo quattro giornalisti sono stati raggiunti da avvisi di garanzia e sentiti, nei giorni scorsi, dal pubblico ministero titolare dell&#8217;inchiesta, Ennio Petrigni, che ha chiesto dei chiarimenti sulle loro modalità di assunzione. ATTI DALLA CORTE DEI CONTI &#8211; L&#8217;indagine era stata aperta a seguito della trasmissione degli atti da parte della Procura della<strong> Corte dei Conti</strong>, che aveva chiesto il <strong>risarcimento</strong> del danno erariale, per complessivi <strong>quattro milioni di euro</strong>, a Cuffaro, Lombardo e all&#8217;ex capo dell&#8217;ufficio legislativo e legale, Franco Castaldi. L&#8217;iscrizione nel registro degli indagati della Procura presso il Tribunale dei due uomini politici e dell&#8217;ex alto dirigente regionale era stata automatica conseguenza della trasmissione degli atti da parte della magistratura contabile.</p>
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		<title>La sanità malata</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 04:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte sono le dichiarazioni di buoni principi contenuti nella legge di riordino del Sistema Sanitario Regionale in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.  Altrettanti sono i dubbi circa la capacità effettiva che possano essere tradotte in buona gestione.
Abbiamo prova di quanto siano consistenti gli interessi attorno al sistema sanitario quando qualche denuncia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3252" href="http://www.argo.catania.it/2009/04/06/la-sanita-malata/russo_lombardo_n3/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3252" title="russo_lombardo_n3" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/russo_lombardo_n3-150x150.jpg" alt="russo_lombardo_n3" width="150" height="150" /></a>Molte sono le dichiarazioni di buoni principi contenuti nella <strong>legge di riordino del Sistema Sanitario Regionale</strong> in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.  Altrettanti sono i dubbi circa la capacità effettiva che possano essere tradotte in buona gestione.</p>
<p>Abbiamo prova di quanto siano consistenti <strong>gli interessi attorno al sistema sanitario</strong> quando qualche denuncia o inchiesta svela intrecci illeciti. E non sono passate inosservate le dichiarazioni<span id="more-3238"></span> quotidiane apparse sui quotidiani regionali che facevano presagire una crisi del governo regionale ad opera di esponenti della stessa maggioranza.</p>
<p>Analizzando il un <strong><a href="http://www.regione.sicilia.it/sanita/default.asp?pg=513" target="_blank">documento</a> di sintesi che è presente sul sito della Regione</strong>, si rilevano alcuni cambiamenti, che andranno in vigore a partire dal 1 settembre, come ad esempio la <strong>riduzione del numero delle aziende sanitarie e ospedaliere (da 29 a 17),</strong> che comporterà la conseguente riduzione del numero dei direttori generali, ma un <strong>considerevole aumento dei dirigenti intermedi</strong>: dall&#8217;aggregazione delle Aziende ospedaliere soppresse, come quelle di Caltagirone o Enna,  con uno o più presidi ospedalieri minori nasceranno, infatti, i <strong>nuovi 20 distretti ospedalieri</strong> che saranno affidati ognuno a un coordinatore amministrativo e a un coordinatore sanitario. A questi si debbono ancora aggiungere i <strong>distretti sanitari, in numero ancora da definire</strong>, che saranno anch&#8217;essi diretti da coordinatori amministrativi e sanitari.</p>
<p> Tutto questo, però, inciderà poco e niente sulla qualità dell’assistenza, se non si realizzeranno tutti gli altri imperativi annunciati nella legge di riordino:</p>
<ul>
<li>nuovi strumenti e procedure di programmazione, organizzazione e ordinamento del servizio sanitario regionale, di erogazione delle prestazioni, dei criteri di finanziamento, delle disposizioni patrimoniali, della parità di accesso tra soggetti pubblici e privati accreditati;</li>
<li>programmazione delle attività da svolgere tenendo presenti i vincoli di bilancio;</li>
<li>maggiore potere di controllo dell’assessore regionale;</li>
<li>valutazione dei direttori generali affidata a un soggetto esterno;</li>
<li>divieto di appalto di servizi e di consulenze esterne per l’espletamento di funzioni il cui esercizio rientra tra le competenze degli uffici o unità operative delle aziende sanitarie.</li>
</ul>
<p>Attendiamo di poter disporre del testo della legge per verificare se e quanto questi imperativi presentino modalità diverse da quelle già in atto: già <strong>nel 1992 alcuni di questi principi furono enunciati con analoga enfasi</strong>, <strong>ribaditi 14 anni addietro attraverso la legge sulla aziendalizzazione</strong>, ma – salvo rare eccezioni – <strong>non si sono concretizzati in buona gestione</strong>.</p>
<p>In questi 14 anni di gestione aziendale <strong>poco o nulla</strong>, infatti, si è realizzato a proposito di una <strong>offerta più razionale sul territorio</strong>: grandi ospedali concentrati sullo steso territorio con duplicazione di stessi servizi, piccoli presidi ospedalieri con personale insufficiente e un’offerta di servizi poco qualificata, sopravvivenza di realtà inutili solo per mantenere inalterata la funzione primariale o per garantire la sede lavorativa (magari vicino casa), <strong>scarsa trasparenza</strong> (e a volte libero arbitrio) nell’attribuzione di incarichi dirigenziali e di consulenza, rigidità nell’offerta di servizi legata alla incapacità di riconvertire (o trasferire) personale e prestazioni per riuscire a offrire risposte ad altri bisogni che oggi vengono<strong> soddisfatti soprattutto ricorrendo al privato a pagamento</strong> (risonanza magnetica, Tac, riabilitazione fisiatrica, ecc.).</p>
<p>Anche di recente <strong>le scelte che sono state fatte per il piano di rientro economico</strong> hanno fatto trasparire la poca razionalità e capacità gestionale. Ogni buon padre di famiglia sa che se in un mese guadagna il 10% in meno rispetto al mese precedente non pensa di ridurre in maniera rigida tutte le spese del 10%: alcune saranno ridotte o eliminate del tutto (cena al ristorante e altro di voluttuario), altre rimarranno inalterate (latte per i bambini e quant’altro di necessario). Il mondo della sanità invece <strong>non è stato capace di scegliere</strong>, imporre una direzione, salvaguardare i più deboli, per cui, nell’autunno dello scorso anno, gli utenti si sono sentiti rispondere che non potevano più essere erogati presidi indispensabili per i portatori di handicap perché vi era il “piano di rientro”: tutte le spese ridotte del 10% rispetto all’anno precedente. Altro esempio è la <strong>gestione del patrimonio immobiliare</strong>: edifici storici adibiti da sempre a funzioni sanitarie sono stati “venduti” a privati (per ragioni di bilancio), ma vengono ancora utilizzati (come inquilini) e per questo utilizzo vengono pagati non indifferenti canoni di locazione.</p>
<p>Ecco <strong>alcuni quesiti</strong>, la cui risposta sarà cercata nella nuova legge di riordino, ma soprattutto nella concreta gestione del sistema sanitario:<br />
· La politica saprà abbandonare i<strong> criteri di spartizione e di gestione clientelare</strong> del sistema sanitario?<br />
· La “radicale innovazione organizzativa” sarà in grado di approntare una <strong>offerta più razionale dei servizi</strong> sul territorio?<br />
· Le disposizioni patrimoniali sapranno tradursi in <strong>buona gestione del patrimonio immobiliare</strong> residuo?<br />
· L’<strong>accreditamento del privato</strong> (sproporzionato nella nostra regione rispetto al resto d’Italia) sarà rivisto alla luce della effettiva <strong>qualità dell’offerta</strong>?<br />
· Il <strong>Piano sanitario regionale</strong> sarà finalmente approvato, dopo l’ultimo scaduto 7 anni addietro?<br />
· Il <strong>controllo regionale</strong> saprà rilevare la effettiva capacità di <strong>risposta ai bisogni di salute</strong> senza lasciarsi incantare dalle dichiarazioni di obiettivi raggiunti?</p>
<p>Vogliamo concludere questa prima lettura della presentazione della legge di riordino evidenziando una <strong>nota positiva</strong> che chiude l’articolo citato: “<strong>Sarà garantita l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini che si trovino sul territorio regionale senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione</strong> senza che ciò implichi alcun tipo di segnalazione all’autorità. La legge prevede anche che le aziende devono conseguire risparmio energetico mediante l’<strong>utilizzazione di fonti rinnovabili</strong>”.</p>
<p>Speriamo bene!!!</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo in archivio: <a href="http://www.argo.catania.it/2009/04/05/la-sanita-malata">la-sanita-malata</a><form method="post" action=""><input type="hidden" name="ip" value="38.107.191.90" /><p>Your email:<br /><input type="text" name="email" value="Enter email address..." size="20" onfocus="if (this.value == 'Enter email address...') {this.value = '';}" onblur="if (this.value == '') {this.value = 'Enter email address...';}" /></p><p><input type="submit" name="subscribe" value="Subscribe" />&nbsp;<input type="submit" name="unsubscribe" value="Unsubscribe" /></p></form>

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		<title>Bugie a microonde</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 04:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante le proteste dei cittadini, degli amministratori e &#8211; di recente &#8211; del Presidente della Regione Lombardo, il piano di trasformazione dell&#8217;impianto di Niscemi sembra non subire rallentamenti. Il Presidente della Regione (vedi no-alle-mega-parabole) ha rivendicato la titolarità dei siciliani a decidere sul mega impianto e ha chiesto a Berlusconi un intervento ufficiale presso l&#8217;amministrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2755" href="http://www.argo.catania.it/2009/03/29/bugie-a-microonde/niscemi-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-2755" title="niscemi" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/niscemi.jpg" alt="niscemi" width="104" height="104" /></a>Nonostante le <strong>proteste</strong> dei cittadini, degli amministratori e &#8211; di recente &#8211; del Presidente della Regione Lombardo, il piano di trasformazione dell&#8217;<strong>impianto di Niscemi</strong> sembra non subire rallentamenti. <a rel="attachment wp-att-846" href="http://www.argo.catania.it/2009/01/06/ricordando-fava/redazione-argo7/"><img class="size-full wp-image-846 alignright" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a><span id="more-2754"></span>Il <strong>Presidente della Regione</strong> (vedi <a rel="attachment wp-att-2756" href="http://www.argo.catania.it/2009/03/29/bugie-a-microonde/no-alle-mega-parabole/">no-alle-mega-parabole</a>) ha rivendicato la titolarità dei siciliani a decidere sul mega impianto e ha chiesto a Berlusconi un intervento ufficiale presso l&#8217;amministrazione Usa per lamentare la <strong>mancanza di informazioni</strong> sui rischi che corrono i cittadini e per dire no all&#8217;installazione. Nella lettera, inviata anche ai ministri della Difesa, degli Esteri e dell&#8217;Interno, Lombardo osserva che l&#8217;area scelta è «già ad <strong>alto rischio ambientale</strong> e oggetto di uno studio epidemiologico dell&#8217;organizzazione mondiale della sanità. Oltre ad essere di interesse comunitario».</p>
<p>Il <strong>Ministro della Difesa</strong>, Ignazio La Russa, invece, rispondendo a 7 interrogazioni parlamentari, &#8220;giura sul suo onore che il terminal terrestre del sistema satellitare MUOS, in costruzione a Niscemi, non è pericoloso per l&#8217;uomo e per l&#8217;ambiente&#8221; (vedi: <a rel="attachment wp-att-2757" href="http://www.argo.catania.it/2009/03/29/bugie-a-microonde/le-grandi-bugie/">le-grandi-bugie</a>). Nello stesso articolo Antonio Mazzeo ripercorre i passaggi che portarono alla scelta di Niscemi (già stazione di telecomunicazioni dal 1991), espone i motivi (risultanze di uno studio sull&#8217;impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne del MOUS (Mobile User Objective System) per i quali si scartò l&#8217;ipotesi di installare la stazione MOUS a Sigonella, precisa che i lavori sono avviati dal maggio 2008 e denuncia i forti limiti che incontra <strong>l&#8217;attività di monitoraggio dell&#8217;ARPA</strong> a seguito del diniego opposto dalle autorità militari e dal responsabile tecnico, a fornire le minime informazioni relative agli impianti trasmittenti già operanti dichiarando di &#8220;non essere in loro possesso e comunque secretate dall&#8217;attività militare.</p>
<p>Un altro articolo di Antonio Mazzeo (vedi: <a rel="attachment wp-att-2758" href="http://www.argo.catania.it/2009/03/29/bugie-a-microonde/guerra_a_microonde/">guerra_a_microonde</a>) ripercorre le <strong>omissioni e</strong> <strong>i silenzi</strong>, da gennaio 2007,  degli amministratori regionali e nazionali, di <strong>entrambi gli schieramenti</strong>, e avanza il sospetto che i diabolici fenomeni di <strong>autocombustione di elettrodomestici</strong> e impianti elettrici, di smagnetizzazione di bussole, ecc.. verificatisi nella piccola <strong>frazione di Canneto di Caronia</strong>, nella costa tirrenica della provincia di Messina, sono state determinate da esercitazioni militari a suon di microonde: &#8220;Un <strong>rapporto top secret</strong> redatto tre anni più tardi dal gruppo di studio interistituzionale creato dalla presidenza del Consiglio, ha avanzato l&#8217;ipotesi che all&#8217;origine degli &#8220;incidenti&#8221; ci sarebbero stati &#8220;test militari segreti o esperimenti alieni&#8221;. Intervistato dal settimanale L&#8217;Espresso (26 ottobre 2007), il coordinatore del gruppo Francesco Mantegna Venerando ha fatto riferimento ad &#8220;una origine artificiale dei fenomeni&#8221;, come &#8220;emissioni elettromagnetiche impulsive&#8221;, capaci di generare &#8220;una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte&#8221;. Si sarebbe trattato cioè di &#8220;fasci di microonde a ultra high frequency compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz, applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo quelle finalizzate a recenti sistemi d&#8217;arma a energia elettromagnetica&#8221;. Nuove e terrificanti tecnologie militari a servizio dei signori delle guerre stellari, dunque. Proprio come il MUOS che si vorrebbe installare a Niscemi&#8221;</p>
<p><strong>Altri articoli nel nostro archivio</strong>: <a rel="attachment wp-att-2761" href="http://www.argo.catania.it/2009/03/29/bugie-a-microonde/sigonella-spaziale/">sigonella-spaziale</a>; <a href="http://www.argo.catania.it/2009/03/03/niscemi-tremila-in-piazza-contro-il-muos/">niscemi-tremila-in-piazza-contro-il-muos</a>; <a href="http://www.argo.catania.it/2009/01/28/sigonella-il-grande-fratello/">sigonella-il-grande-fratello</a>; <a href="http://www.argo.catania.it/2009/01/25/veleni-e-collisioni-nella-nuova-sigonella">veleni-e-collisioni-nella-nuova-sigonella</a>; <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/sicilia-e-africa.pdf">sicilia-e-africa</a></p>
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		<title>&#8216;MPAri, ti sevvi &#8216;n consulenti?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 04:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serfisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da La Repubblica, 03/03/2009, Emanuele Lauria: Le consulenze d&#8217;oro di Lombardo Una montagna di documenti: 15 mila fotocopie di delibere, curriculum, piante organiche. Con un blitz di due giorni, effettuato alla fine della scorsa settimana nel centro direzionale di via Nuovaluce, gli agenti della Guardia di finanza hanno acquisito tutti gli atti relativi agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da <a href="http://palermo.repubblica.it/dettaglio/le-consulenze-doro-di-lombardo-spesi-due-milioni-alla-vigilia-del-voto/1598429" target="_blank">La Repubblica, 03/03/2009, Emanuele Lauria: Le consulenze d&#8217;oro di Lombardo</a> <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/lombardo.jpeg"><img class="size-full wp-image-2170 alignleft" title="lombardo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/lombardo.jpeg" alt="lombardo" width="102" height="153" /></a>Una montagna di documenti: 15 mila fotocopie di delibere, curriculum, piante organiche. Con un blitz di due giorni, effettuato alla fine della scorsa settimana nel centro direzionale di via Nuovaluce, gli agenti della Guardia di finanza hanno acquisito tutti gli atti relativi agli incarichi assegnati dall´ex presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, oggi governatore della Sicilia. C´è un´inchiesta giudiziaria sulla raffica di nomine di dirigenti a contratto, di consulenti, di collaboratori, disposte da Lombardo <span id="more-2152"></span>nel periodo in cui ha guidato l´ente etneo, dal giugno del 2003 sino a febbraio del 2008. Le indagini, affidate al pm Alessandra Chiavegatti, sono coordinate dal procuratore capo Vincenzo D´Agata.  Si tratta, per il momento, dell´apertura di un fascicolo di «atti relativi» e non è stato emesso alcun avviso di garanzia. Ma i magistrati vogliono vederci chiaro su presunte irregolarità nell´affidamento degli incarichi da parte di Lombardo. Hanno deciso di verificare se i membri dello staff o gli esperti prescelti avessero i titoli richiesti e se la loro assunzione fosse motivata da esigenze d´organico. L´attività istruttoria, dicono in Procura a Catania, prende le mosse da una denuncia ma sarebbe da collegare, vista anche la coincidenza temporale, con la pubblicazione sul sito web <em>Il dito.it d</em>i un lungo e dettagliato elenco di provvedimenti firmati da Lombardo. Una lista di 220 atti con cui l´ex presidente della Provincia ha nominato o confermato nell´incarico la sua &#8220;corte&#8221;. La spesa? Oltre 4 milioni di euro. Gran parte di essa si è concentrata negli ultimi due mesi prima delle dimissioni di Lombardo, formalizzate l´otto febbraio 2008. Prima della campagna elettorale per le regionali che ha visto il leader dell´Mpa trionfare il 14 aprile. Ottantadue gli incarichi attribuiti in quel periodo, per un totale di due milioni 269 mila euro. Giornalisti, avvocati dell´ufficio legale, membri della segreteria tecnica, dirigenti fedelissimi come Carmelo Marcello Messina, Massimo Scatà (oggi nell´ufficio di gabinetto dell´assessore regionale al Territorio Giuseppe Sorbello) o Aurelio Bruno, tutti beneficiari per il 2008 di contratti da 100 mila euro l´anno. Fra le nomine firmate l´8 febbraio, poco prima dell´addio di Lombardo alla Provincia, quella dell&#8217;ex procuratore generale di Catania Giacomo Scalzo (già candidato sindaco di Caltagirone) designato alla guida di &#8220;Servizi idrici etnei&#8221; e quella di Filippo Sciuto, ex candidato sindaco di Pedara, entrato nel cda del teatro stabile di Catania.  Ma ci sono molti volti noti del mondo lombardiano, nell´elenco al vaglio dei magistrati: dalla storica segretaria Maria Bonanno all´allora capo di gabinetto Maria Arena. Dall´ideologo dell´Mpa, Elio Rossitto, che prima di litigare con Lombardo ha avuto il 31 dicembre del 2007 l´ultimo contratto da esperto da 22 mila euro annui, all&#8217;ex assessore comunale del Mpa Melita Schillaci, indicata presidente del consorzio universitario calatino all&#8217;interno del pacchetto di nomine varato al fotofinish, l´8 febbraio. Nella lista una sfilza di consulenze (ben 39) per il progetto di formazione nel settore turistico Ori Etna Tour e alcuni incarichi curiosi: allo studio Crastolla, ad esempio il 29 dicembre 2006 furono assegnati 36 mila euro per l´assistenza tecnico-legale al programma di cooperazione Bulgaria-Romania, studio finalizzato alla promozione delle imprese catanesi in quel territorio. Mentre il signor Elio Aloi è stato messo sotto contratto «per l´attività di controllo in occasione di manifestazioni o eventi al centro fieristico Le ciminiere». Nomine e conferme, ancora nomine. Alcune a titolo gratuito, altre a spese di altri enti. Una pratica con cui Lombardo ha alimentato il suo bacino di consensi. Sulla cui legittimità indaga adesso la Procura (03 marzo 2009)</p>
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		<title>La resa dei Conti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 05:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da: Repubblica, Palermo, 27/01/09, Ufficio stampa della Regione: spreco da 4 milioni di euro. I magistrati chiedono i danni a Cuffaro e Lombardo di  Emanuele Lauria
Un danno erariale da quattro milioni di euro. È la cifra indicata dalla Corte dei conti per le «assunzioni ingiustificate e il mantenimento in servizio sine titulo» di venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/cuffaro.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1266" title="cuffaro" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/cuffaro.jpeg" alt="cuffaro" width="95" height="120" /></a>Tratto da: </strong>Repubblica, Palermo, 27/01/09, <em>Ufficio stampa della Regione: spreco da 4 milioni di euro</em>. I magistrati chiedono i danni a Cuffaro e Lombardo di  Emanuele Lauria</p>
<p>Un <strong>danno erariale da quattro milioni di euro</strong>. È la cifra indicata dalla Corte dei conti per le «assunzioni ingiustificate e il mantenimento in servizio sine titulo» di <strong>venti giornalisti dell&#8217; ufficio stampa</strong>. La magistratura contabile, alla fine di un´indagine durata più di un anno, ha inviato tre inviti a dedurre, atti che equivalgono agli avvisi di garanzia della giustizia ordinaria. I provvedimenti, firmati dal sostituto procuratore generale Gianluca Albo, sono stati recapitati all´ex governatore Salvatore Cuffaro, che decretò le assunzioni, all´attuale presidente della Regione Raffaele Lombardo, che ha mantenuto in servizio i giornalisti, e a Francesco Castaldi, il capo dell´ufficio legislativo e legale che ha fornito di recente un parere che ha costituito il fondamento giuridico del comportamento dell&#8217; ultimo inquilino di Palazzo d´Orleans.</p>
<p><span id="more-1265"></span> Arriva il conto agli amministratori per la <strong>struttura d´informazione monstre</strong> messa su negli anni del governo Cuffaro: ventitré giornalisti, reclutati senza concorso con la qualifica di redattore capo (stipendio 3.800 euro al mese). Più delle altre regioni italiane che peraltro, secondo una ricognizione fatta dalla Corte dei conti, hanno tutte insieme un numero di redattori capo inferiore a quelli di stanza a Palazzo d´Orleans. Le assunzioni finite nel mirino della Corte sono 20, ovvero quelle fatte a partire dal febbraio del 2004. Fu in quella data, infatti, che venne applicata per la prima volta la legge 2 del 2002, ovvero la prima Finanziaria del governo Cuffaro in cui è contenuto un richiamo esplicito a una normativa nazionale (la legge 150 del 2000) che prevede che «le amministrazioni pubbliche individuano, nell´ambito delle proprie dotazioni organiche, il personale da adibire all´attività di informazione».</p>
<p>In alternativa, la legge statale prevede sì il ricorso a esterni, ma solo nella qualità di esperti da reclutare rigorosamente con contratti a termine. Per i magistrati contabili i <strong>rapporti di lavoro</strong> stipulati dal governo Cuffaro sarebbero<strong> illegittimi</strong> perché non è stata fatta alcuna valutazione preventiva sull´utilità di questo personale e non sono stati specificati durata del contratto e compensi dei giornalisti assunti. La Corte ravvisa una «non congruità» fra l´attività svolta e la retribuzione. In base al seguente ragionamento: se la qualifica di redattore capo è assegnata di regola a chi coordina un ufficio, com´è possibile che a Palazzo d´Orleans l´abbiano tutti?</p>
<p>E, in ogni caso, i rapporti di lavoro con i componenti degli uffici stampa avrebbero dovuto avere carattere fiduciario e dunque essere rinnovati prima da Cuffaro nel 2006 (in occasione della sua rielezione) e poi da Lombardo (asceso alla presidenza della Regione nell´aprile del 2008). Cosa che non è accaduta. Lo staff dei comunicatori di Palazzo d´Orleans fino al 2004 era composto da quattro giornalisti professionisti. Le maglie si allargarono, quell´anno, con una leggina varata dall´Ars che ha consentito anche l´assunzione di pubblicisti e ha portato il numero dei componenti dell´ufficio stampa da quattro a otto.</p>
<p>Successivamente, nel 2006, l´organico fu portato a 24. Proprio alla vigilia delle elezioni regionali avvenne la grande infornata: dopo Piero Nicastro, Santina Scolaro (ex portavoce del presidente Cuffaro) e Piero Messina (che aveva lavorato al gruppo Udc all´Ars), il 28 marzo 2006 entrarono in servizio 15 giornalisti. Nella lista quasi tutti i portavoce degli assessori regionali in uscita: Giulio Ambrosetti, Laura Compagnino, Fabio De Pasquale, Maria Pia Ferlazzo, Enzo Fricano, Fabio Geraci, Stanislao Lauricina, Luisa Micciché, Wlady Pantaleone, Stefania Sgarlata, Manlio Viola.</p>
<p>Ma in quell´occasione vennero assunti in pianta stabile anche altri giornalisti vicini a esponenti politici del centrodestra: Vito Orlando, portavoce dell´allora presidente dell´Ars Guido Lo Porto, Ludovico Licciardello, addetto stampa dell´ex vicepresidente Salvo Fleres. E ancora: Luigi Sarullo, figlio di Aldo Sarullo (consulente dell´attuale presidente del Senato Renato Schifani) e Ivana Di Nuovo, figlia dell´ex responsabile dell´ufficio stampa dell´Udc. Nella legislatura successiva, nell´ottobre del 2007, entrarono infine Guido Monastra, subito nominato coordinatore dell´ufficio stampa, e Francesco Inguanti, un consulente di Cuffaro che aveva preso solo da qualche mese la tessera di pubblicista. Cuffaro, Lombardo e Castaldi hanno adesso 45 giorni di tempo per depositare le proprie deduzioni. Poi spetterà al procuratore a decidere sulla loro citazione in giudizio.</p>
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		<title>Regali di Natale 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 04:30:59 +0000</pubDate>
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Nuove nomine, proroghe, riconferme di vecchi incarichi,  collaborazioni e consulenze, mandati esterni. Nel bel mezzo delle vacanze di fine anno 2007, Raffaele Lombardo, appena prima di rassegnare le dimissioni da Presidente della Provincia regionale di Catania, si travestì da Babbo Natale per consegnare agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 5.65pt;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,Arial;"><strong>Tratto da:</strong> Il dito, 17/12/2008, Red Pill, </span><span style="font-size: 12pt; color: #000000;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><a href="http://www.ildito.it/articolo.asp?id_articolo=2324" target="_blank">L&#8217;affollata corte di Don Raffaele</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 5.65pt;"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-642" title="03" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/03-272x300.jpg" alt="" width="272" height="300" /></a><span style="font-size: 12pt; color: #000000;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;Times New Roman&quot;; color: #000000;">Nuove nomine, proroghe, riconferme di vecchi incarichi,  collaborazioni e consulenze, mandati esterni. Nel bel mezzo delle vacanze di fine anno 2007, Raffaele Lombardo, appena prima di rassegnare le dimissioni da Presidente della Provincia regionale di Catania, si travestì da Babbo Natale per consegnare agli amici una slitta di regali su misura&#8230;Leggi l&#8217;articolo in archivio: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/dito_081217_affollata.pdf">dito_081217_affollata</a></span></span></span></p>
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