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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; migranti</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Morire di speranza. Giornata del Rifugiato</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità di Sant'Egidio]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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		<description><![CDATA[“Morire di Speranza”
Preghiera in memoria delle vittime dei viaggi verso l&#8217;Europa in occasione della giornata mondiale del rifugiato
In occasione della Giornata Mondiale del rifugiato 2010 Comunità di Sant&#8217;Egidio, Centro Astalli organizzano una Preghiera in memoria delle vittime dei viaggi verso l&#8217;Europa a cui partecipano comunità e associazioni di immigrati, rifugiati e organizzazioni di volontariato.
Ancora oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Morire di Speranza”</strong></p>
<p>Preghiera in memoria delle vittime dei viaggi verso l&#8217;Europa in occasione della<strong> giornata mondiale del rifugiato</strong></p>
<p>In occasione della Giornata Mondiale del rifugiato 2010 Comunità di Sant&#8217;Egidio, Centro Astalli organizzano una <strong>Preghiera in memoria delle vittime dei viaggi verso l&#8217;Europa</strong> a cui partecipano comunità e associazioni di immigrati, rifugiati e organizzazioni di volontariato.</p>
<p>Ancora oggi moltissimi uomini, donne, bambini, lasciano la propria terra nella speranza di fuggire  guerra, persecuzioni, malattie, carestie, cercando di raggiungere un luogo dove costruire il proprio futuro. Molti di questi muoiono durante il viaggio,<strong> solo una piccola parte si dirige verso l&#8217;Europa</strong>.</p>
<p>Su 1.000.000 di richieste di asilo politico nel 2009 il Sudafrica ne ha ricevute 220.000, mentre la Francia 42.000 e l&#8217;Italia solo 17.000. I morti accertati nel 2009 sono circa 15.000. Il nostro continente continua ad alzare muri per difendersi. Sono ancora tragicamente troppo pochi coloro che riescono ad arrivare alla meta. E&#8217; solo di pochi giorni fa la notizia di profughi somali morti annegati di fronte alle coste mozambicane mentre si dirigevano in Sudafrica.</p>
<p>Il netto calo delle morti davanti alle coste italiane e delle domande di asilo politico dimostra quindi come in realtà i respingimenti, anziché contrastare l&#8217;immigrazione irregolare, hanno gravemente inciso sulla fruibilità del <strong>diritto di asilo in Italia</strong> e di conseguenza in Europa e hanno <strong>modificato le rotte dei profughi</strong> verso il sud. Molte morti non vengono più neanche registrate perchè avvengono nel deserto o in aree difficili.</p>
<p>Dimenticare, rimuovere, rassegnarsi alla normalità delle tragedie dell&#8217;immigrazione vuol dire lasciare morire ancora una volta le vittime in viaggio verso l&#8217;Europa: “<strong>le vittime della speranza</strong>”</p>
<p>Comunità di Sant&#8217;Egidio, Associazione Centro Astalli</p>
<p>Preghiera i memoria delle vittime dei viaggi verso l&#8217;Europa</p>
<p>Chiesa di San Michele Arcangelo ai Minoriti,  Va Etnea – Catania</p>
<p>23 giugno 2010 – ore 19.00</p>
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		<title>Mai più clandestini, ma cittadini!</title>
		<link>http://www.argo.catania.it/2010/06/22/mai-piu-clandestini-ma-cittadini/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 21:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[pacchetto sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Fermiamo il razzismo
Dopo i terribili giorni di Rosarno, il 2010 sta dimostrando le disumane conseguenze del “pacchetto sicurezza” e della legge Bossi-Fini sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di migranti nel nostro paese.
Oggi migliaia di migranti rischiano ogni giorno di perdere il permesso di soggiorno a causa della crisi e della perdita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fermiamo il razzismo</p>
<p>Dopo i terribili giorni di Rosarno, il 2010 sta dimostrando le disumane conseguenze del “pacchetto sicurezza” e della legge Bossi-Fini sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di migranti nel nostro paese.</p>
<p>Oggi migliaia di migranti rischiano ogni giorno di perdere il permesso di soggiorno a causa della crisi e della perdita del lavoro. Per altri è impossibile essere assunti perché le questure impiegano tempi lunghissimi per rinnovare il permesso, lasciando i migranti con in mano una ricevuta che non vale niente. E’ quasi impossibil e per chi è irregolare regolarizzarsi, se non aspettando la farsa del solito decreto flussi.</p>
<p>Intanto per migliaia di migranti la sanatoria si è già trasformata in una truffa: dopo aver pagato 500 euro allo Stato (e spesso molti di più a presunti datori di lavoro) per presentare la domanda, i datori di lavoro rifiutano l’assunzione ; diverse questure stanno scartando le domande presentate da chi ha subito un’espulsione posticipando pregiudizialmente gli esami di migranti provenienti da intere aree geografiche a “rischio”, secondo i nostri solerti tutori dell’ordine.</p>
<p>Così, la sanatoria diventa una schedatura di massa.</p>
<p>A Catania alla Fiera dallo scorso gennaio, la situazione degli ambulanti, soprattutto senegalesi, è sempre più peggiorata e si sta estendendo in tutta la città anche agli altri ambulanti. I controlli si moltiplicano e nei sequestri a volte si usano metodi violenti.</p>
<p>In una città dove l’abusivismo regna sovrano, dove le cosche mafiose controllano interi territori e settori centrali dell’economia e non solo, i rappresentanti delle istituzioni hanno scelto di risolvere la vertenza degli ambulanti senegalesi per via militare. La divisione e la ontrapposizione fra occupati e precari, fra catanesi e migranti, fra regolari ed irregolari non può che rafforzare il potere di chi ci sfrutta. Perché non si persegue chi produce la merce con i marchi contraffatti? Ha pensato, qualche fautore della criminalizzazione degli irregolari, che così li si spinge verso la ricca ed indisturbata criminalità locale (che forse ha anche interesse nel business della contraffazione dei marchi e che ricicla i suoi profitti in tante attività commerciali formalmente “regolari”)?</p>
<p>Facciamo appello a vigilare ed accendere i riflettori su queste ingiustizie, visto che oramai , nell’Italia delle leggi ad personam, anziché combattere la povertà ci si riduce a far la guerra ai poveri, criminalizzando le vittime e lasciando impuniti i carnefici. Chi ci governa, mentre taglia sempre più le spese sociali, aumenta solo quelle militari e sta dilapidando ingenti risorse pubbliche per militarizzare non solo i confini, ma l’intera società (vedi i violenti sgomberi dei centri occupati Experia a Catania e Laboratorio Zeta a Palermo, luoghi aperti alla socialità ed anche all’accoglienza dei migranti).</p>
<p>Dopo le riuscite feste in piazza Carlo Alberto e le manifestazioni nei mesi scorsi per denunciare gli abusi nei confronti degli ambulanti facciamo appello alle comunità migranti ed all’associazionismo antirazzista per costruire una forte risposta all’emergenza prodotta dalla crisi economica e dalla nuove leggi razziali.</p>
<p>Per costruire una mobilitazione che abbia al centro la questione della sanatoria truffa e della regolarizzazione; per la cancellazione del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro (“contratto di soggiorno”) , per l’estensione della regolarizzazione ad altre forme di lavoro dipendente ed autonomo, per la fine dei respingimenti e la chiusura dei CIE .</p>
<p>La storia siciliana ce l’ha insegnato: emigrare non è reato !</p>
<p>Nell’ambito delle iniziative che si stanno moltiplicando per la giornata internazionale del rifugiato e delle manifestazioni contro i respingimenti nella costa adriatica ( nei porti di Venezia, Ancona, Bari, Igoumeninitsa e Patrasso), indiciamo:</p>
<p>Martedì 22 giugno dalle ore 19 c/o Gapa via Cordai 47</p>
<p>Proiezione video “Welcome indietro non si torna”</p>
<p>e “Terra mia, terra di tutti” segue assemblea</p>
<p>Stiamo organizzando “Mediterraneo Antirazzista”, primo torneo di calcio a 5, per info-iscrizioni:</p>
<p>3293679857 o c/o Arci, piazza Carlo Alberto 47</p>
<p>promotori: Rete antirazzista catanese, Arci-Melquiades , Cpo Experia, Cobas, Gapa, Pdci</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Linea 77,  A noi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 03:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[A noi]]></category>
		<category><![CDATA[Bilal]]></category>
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		<category><![CDATA[F. Gatti]]></category>
		<category><![CDATA[LInea 77]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[respingimenti]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ci chiamiamo Linea 77 come l&#8217;autobus che prendevamo per andare in saletta a provare quando nessuno di noi aveva ancora la patente. Fortunatamente, come quell&#8217;autobus, crediamo di arrivare, ci fermiamo al capolinea per qualche minuto e poi riprendiamo la corsa.&#8221; Linea 77 via chat in Rock.it
Il gruppo è torinese, ma l&#8217;argomento di uno dei brani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/linea_77.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12671" title="linea_77" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/linea_77.jpg" alt="linea_77" width="240" height="160" /></a>&#8220;Ci chiamiamo <strong>Linea 77</strong> come l&#8217;autobus che prendevamo per andare in saletta a provare quando nessuno di noi aveva ancora la patente. Fortunatamente, come quell&#8217;autobus, crediamo di arrivare, ci fermiamo al capolinea per qualche minuto e poi <strong>riprendiamo la corsa</strong>.&#8221; <em>Linea 77 via chat </em>in <a href="http://www.rockit.it/intervista/929/linea-77-telefonica" target="_blank">Rock.it</a></p>
<p>Il gruppo è torinese, ma l&#8217;argomento di uno dei brani dell&#8217;ultimo album <span id="more-12654"></span>è molto vicino a noi,  al mare, a quel mare che i <strong>migranti</strong> attraversano e in cui molti hanno perso la vita. L&#8217;album è &#8220;Dieci&#8221;, perchè celebrano i dieci anni della loro carriera musicale. Il titolo del brano è <strong>A noi</strong>.</p>
<p>Così spiegano il senso della canzone Emi e Nitto, due membri della band, &#8220;È una canzone sulla libertà di vivere anche se si rivela come un inganno a cui natura e dio sono indifferenti e forse è giusto così. Quando, <strong>abbandonata la tua terra, il mare non te ne offrirà un&#8217;altra</strong>. Il brano è liberamente ispirato a &#8220;<strong>Bilal</strong>&#8220;, cronaca/romanzo/inchiesta sul fenomeno dell&#8217;immigrazione clandestina scritto da <strong>Fabrizio Gatti</strong>.&#8221; (<a href="http://xl.repubblica.it/dettaglio/80008" target="_blank">Repubblica XL</a>)</p>
<p>Con un nome falso, un tubetto di colla per nascondere le impronte digitali, un borsone nero, un paio di vecchie ciabatte e tre scatolette di sardine, Fabrizio <strong>Gatti si è trasformato in Bilal</strong> e ha potuto così raccontare &#8220;il dramma sconvolgente di chi si mette <strong>in marcia dal Sud</strong> del mondo per conquistare una vita migliore al di là del Mediterraneo. Ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno <strong>trattamento riservato agli immigrati</strong> nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano.&#8221; (<a href="http://rcslibri.corriere.it/rizzoli/_minisiti/gatti/libro.htm" target="_blank">rcs libri</a>)</p>
<p>Questo accadeva nel 1995. Adesso con i respingimenti, abbiamo risolto il problema. <strong>Rimandiamo i migranti in Libia</strong>, a morire nel deserto o a subire trattamenti disumani in un paese che non ha accettato la convenzione di Ginevra. Così noi non vediamo quello che succede e ci sentiamo a posto&#8230; E pazienza se tra i respinti ci sono persone bisognose di protezione internazionale (nel 2008 il 75% di coloro che sono giunti in Italia via mare ha fatto <strong>richiesta di asilo</strong>, come dichiara l&#8217;Alto Commissariato ).</p>
<p>Leggi su <strong>Melting Pot</strong> <a href="http://www.meltingpot.org/articolo14492.html" target="_blank">Respingimenti in Libia &#8211; Oltre 500 e tutti illegali</a>, a cura dell’ Avv. Alessandra Ballerini</p>
<p>Il <strong>testo </strong>della canzone</p>
<p><strong>A noi</strong></p>
<p>Evviva la vita amor mio<br />
Per tutto quello che abbiamo passato<br />
Amare il canto delle nostre favole<br />
E il nostro dirci uomini.</p>
<p>A NOI<br />
Lasciate l’immaginazione<br />
A NOI<br />
l’ assedio che divora il cuore<br />
A NOI<br />
Infondo eri tu che lo volevi<br />
A NOI<br />
Sangue d’ amore e colpa<br />
A NOI, A NOI, A NOI<br />
Tutta la vita a noi</p>
<p>Sei crudele ottimismo<br />
Sei vana autocommiserazione<br />
Non serve pietà<br />
Vai a fottere</p>
<p>A NOI, A NOI, A NOI<br />
Tutta la vita a noi</p>
<p>Fu solo<br />
La luna che<br />
Ci salutò<br />
In mezzo al mare</p>
<p>A NOI<br />
Affogo il capitano e la sua nave<br />
A NOI<br />
Il ghigno dell’eternità<br />
A NOI<br />
Forse neanche dio ti ci vedeva<br />
A NOI<br />
Sangue d’amore e colpa</p>
<p>Sei crudele ottimismo<br />
Sei vana autocommiserazione<br />
Non serve pietà<br />
Vai a fottere</p>
<p>A NOI, A NOI, A NOI<br />
Tutta la vita a noi</p>
<p>Fu solo<br />
La luna che<br />
Ci salutò<br />
In mezzo al mare<br />
Baciando<br />
Le nostre lacrime<br />
Ci guardò andare al fondo</p>
<p>E quando la notte scese<br />
Soltanto la luna illuminò il cammino<br />
Battendo i nostri cuori affamati<br />
Come tasti di un pianoforte</p>
<p>Ma tutto porta a se<br />
In fondo a se il mare<br />
Che sordo ci ubriaca e non ci fa più vivere<br />
Ma tutto porta a se<br />
In fondo a se il mare<br />
Che sordo ci ubriaca e non ci fa più vivere</p>
<p>Fu solo<br />
La luna che<br />
Ci salutò<br />
In mezzo al mare<br />
Baciando<br />
Le nostre lacrime<br />
Ci guardò andare al fondo.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="457" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/httpRyyaKbo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="457" src="http://www.youtube.com/v/httpRyyaKbo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Immigrati nei campi: caporalato femminile e sfruttamento creativo</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 03:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cooperativa Aurora]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori rumeni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Cresce lo sfruttamento delle donne straniere nel lavoro agricolo. E molte volte le donne non sono solo braccianti. Fanno anche le caporali. A Pachino, a Rosolini, si mettono in movimento alle quattro del mattino e caricano le operaie, in genere rumene.
Vengono raccolti i pomodori, le zucchine. Molto spesso si lavora nei “tunnel”, piccole serre alte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/lavoratori_campo-300x200.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12731" title="lavoratori_campo -300x200" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/lavoratori_campo-300x200.jpg" alt="lavoratori_campo -300x200" width="300" height="235" /></a>Cresce lo <strong>sfruttamento delle donne straniere</strong> nel lavoro agricolo. E molte volte le donne non sono solo braccianti. Fanno anche <strong>le caporali</strong>. A Pachino, a Rosolini, si mettono in movimento alle quattro del mattino e caricano le operaie, in genere rumene.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">Vengono raccolti i pomodori, le zucchine. Molto spesso si lavora nei <strong>“tunnel”</strong>, piccole serre alte 80 cm, dove l&#8217;umidità e il calore sono insopportabili e il rischio di <span id="more-12708"></span>intossicazione da anticrittogamici altissimo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">Le ragazze più carine sono le più richieste. Di sera, nei “festini agricoli”, alcune di esse arrotondano il guadagno della giornata, 20 euro circa, con altri <strong>dieci euro per soddisfare le voglie del padrone</strong> e dei suoi amici. Lo denuncia don Beniamino Sacco del Centro di accoglienza per migranti di Vittoria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">&#8220;Le donne sono le nuove protagoniste della filiera agroindustriale siciliana, dalla raccolta al packaging rappresentano l’anello fondamentale della fascia trasformata.” (<a href="http://www.terrelibere.org/terrediconfine/4003-prestazioni-occasionali-nelle-campagne-dove-tutto-si-compra" target="_blank">Prestazioni occasionali. Nelle campagne dove tutto si compra</a> di <strong>Laura Galesi e Giovanni Tizian</strong>, su <strong>Terre Libere</strong> del 25 maggio 2010)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><strong>Rumene e rumeni </strong>crescono velocemente di numero. Le donne, oltre a lavorare nei campi, fanno le badanti. Gli uomini via via prendono <strong>il posto dei maghrebini</strong>, che perdono quote di lavoro. I rumeni hanno il vantaggio di essere lavoratori comunitari e di non avere bisogno del permesso di soggiorno. E poi costano meno. Spesso non hanno contratto di lavoro, ma con loro il rischio è minore che con gli extracomunitari.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">I più cari sono i nord africani regolari, che ricevono un salario intorno ai 40 euro. Assumerli però è meno conveniente. Al di là della retorica contro i <strong>clandestini</strong>, sono proprio questi ultimi ad essere i più convenienti sul mercato. Non hanno nessun diritto, sono i più <strong>esposti al ricatto</strong> e allo sfruttamento. Se vengono scelti dai caporali devono pagare cinque euro per l&#8217;ingaggio e tre per il trasporto. Uno sfruttamento dentro lo sfruttamento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">Non mancano le <strong>truffe creative</strong>. Come quella che denuncia Pino Cultraro della Federazione Lavoratori dell&#8217; Agroindustriale (Flai), sempre su Terrelibere.</p>
<p><span style="font-weight: normal;">I proprietari delle aziende, che fanno lavorare in nero i migranti, <strong>vendono i contributi</strong> a falsi braccianti agricoli, che potranno così avere l’indennità previdenziale. Ci guadagnano gli uni e gli altri, ma non certo il vero lavoratore, che continua ad essere senza tutele. E ad essere “venduto” da un&#8217;azienda all&#8217;altra. Un modo per evitare le denunce e rendere più difficili i <strong>controlli</strong>, che sono comunque pochissimi. Giovanni Consolino del Forum per l&#8217;immigrazione di Vittoria, ricorda che gli ultimi blitz dell&#8217;ispettorato del lavoro nelle campagne risalgono al 2007.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Eppure l&#8217;entità del <strong>lavoro nero</strong> si può dedurre se non altro dal rapporto tra i dati della produzione e quelli sull&#8217;occupazione. Nel siracusano, per esempio, la <strong>forza lavoro è scesa</strong> di tremila addetti, ma la <strong>produzione è cresciuta</strong> del 20%. Quindi&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Il sindacato cerca, con difficoltà, di coinvolgere almeno le grosse aziende nell&#8217;offerta di lavoro a tempo indeterminato.</span></p>
<p>“<span style="font-weight: normal;">A Pachino la <strong>cooperativa Aurora</strong> garantisce ai lavoratori contratti fissi. Una realtà nata da 16 piccoli produttori, ora 100, che hanno scelto di associarsi per superare le barriere del libero mercato. Ci lavorano 12 operai a tempo indeterminato e 50 stagionali. La sua è una <strong>storia al femminile</strong>, dove il lavoro delle donne ha contribuito sia alla crescita aziendale che al difficile percorso di emancipazione delle donne” (Galesi e Tizian)</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Una variante dell&#8217;articolo, a firma di Laura Galesi è stata pubblicata da <strong>Sicilia Oggi.net </strong>di Sabato 22 maggio 2010 con il titolo <em><strong>Donne che sfruttano altre donne. Dopo i campi sesso col padrone</strong>.</em></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Leggi su Argo in pdf  <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/Donne_caporali_Galesi.pdf" target="_blank">Prestazioni occasionali di Laura Galesi e Giovanni Tizian</a> da Terre Libere<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un cd per raccontare i migranti di ogni tempo</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 03:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Per ricordare da dove veniamo o,  sarebbe meglio dire, da dove siamo stati costretti a scappare, dove ci siamo rifugiati. Abbiamo abbandonato la nostra terra per cercare lavoro e fortuna, per tentare una sorte diversa. Per fuggire dalla miseria e dalla fame. Eravamo noi, allora, i migranti. Affrontavamo un lungo viaggio per andare dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/Incudine-Mario-300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12684" title="Incudine Mario 300" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/Incudine-Mario-300.jpg" alt="Incudine Mario 300" width="300" height="200" /></a>Per ricordare da dove veniamo o,  sarebbe meglio dire, da dove siamo stati costretti a scappare, dove ci siamo rifugiati. Abbiamo abbandonato la nostra terra per cercare lavoro e fortuna, per tentare una sorte diversa. Per fuggire dalla miseria e dalla fame. Eravamo noi, allora, i <strong>migranti</strong>. Affrontavamo un lungo viaggio per andare dalla <strong>Sicilia</strong> in <strong>America</strong> o anche solo in <strong>Belgio</strong>,  in <strong>Germania</strong>. Hanno raccontato questa storia, la nostra storia, l&#8217;ultimo lavoro musicale e l&#8217;ultimo<strong> tour, </strong>appena concluso,<strong> </strong>di <strong>Mario Incudine</strong> dal<span id="more-12649"></span> titolo esplicito &#8220;<strong>Anime migranti</strong>&#8220;, &#8220;colonna sonora di un progetto corale sulla <strong>fratellanza</strong>&#8220;. Modica, Leonforte, Caltanissetta, Catania,  Chiaramonte Gulfi, Palermo , Vittoria , Barcellona Pozzo di Gotto, le tappe del tour. Accanto a Incudine sono stati <strong>Alessandro Haber, Mario Venuti, Edoardo De Angelis, Nino Frassica, Salvatore Bonafede, Faisal Taher, Lello Analfino, Anita Vitale, Kaballà, i Djeli D’Afrique</strong> e il <strong>coro Hathor del primo circolo di Vittoria</strong>.</p>
<p>&#8220;La migrazione &#8211; dice Incudine- è uno specchio nel quale si riflette la Storia, una tela di occhi che si scambiano sguardi disperati da <strong>Palermo a Tunisi, da New York a Baghdad</strong>. L’unica strada percorribile per le “anime migranti” di ogni tempo è la <strong>fratellanza</strong>, tracciata da chi ci ha preceduto. Le facce dei siciliani sui bastimenti per l’America, le braccia laboriose nelle miniere del Belgio che hanno fatto più grande l’<strong>Europa</strong>, somigliano come una goccia d’acqua alle mani degli africani approdati sulle nostre coste&#8221;. «È una riflessione in musica e parole <strong>per non dimenticare </strong>da dove veniamo e per non assistere ancora una volta al silenzio della memoria – spiega Mario – la musica popolare, quella che i nostri nonni hanno portato oltreoceano e quella che ancora vive dentro i racconti di chi è rimasto da questa parte del mare è il filo conduttore di questo viaggio che parte dalla Sicilia&#8221;</p>
<p><strong>Nei siti in link anche le note biografiche di Mario Incudine</strong></p>
<p><a href="http://www.blumedia.info/index.php?sez=time_out_leggi&amp;id=1217">siciliainformazioni.com:  Anime migranti,  nuovo  progetto di Mario-Incudine</a></p>
<p><a href="http://www.blumedia.info/index.php?sez=time_out_leggi&amp;id=1217">blumedia.info: “Anime migranti” tour</a><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="457" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mn4poSDw91Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="457" src="http://www.youtube.com/v/mn4poSDw91Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Migranti, sei proposte dagli Stati generali di Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 04:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cosa è emersa subito, che il volontariato deve contare sulle sue forze e non sul contributo pubblico. Lo ha evidenziato il dibattito nato all&#8217;interno del seminario sull&#8217;assistenza agli extracomunitari e sull&#8217;attivazione di servizi a favore di immigrati, approfondimento tematico sul tema della solidarietà che si è svolto nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa degli Stati Generali della città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/DSC3868bis.gif"><img class="size-medium wp-image-11279 alignleft" title="_DSC3868bis" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/DSC3868bis-300x224.gif" alt="_DSC3868bis" width="270" height="202" /></a>Una cosa è emersa subito, che il <strong>volontariato</strong> deve contare sulle sue forze e non sul contributo pubblico. Lo ha evidenziato il dibattito nato all&#8217;interno del seminario sull&#8217;<strong>assistenza agli extracomunitari </strong>e sull&#8217;attivazione di servizi a favore di immigrati, approfondimento tematico sul tema della solidarietà che si è svolto nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa degli <strong>Stati Generali della città di Catania</strong>. Coordinatore <strong>padre Valerio Di Trapani</strong>, presidente <span id="more-11266"></span>diocesano della <strong>Caritas.</strong></p>
<p>Che ci sta a fare l&#8217;istituzione se a sbracciarsi le maniche è solo il volontariato? A pensar male si può credere che il Comune voglia intestarsi le battaglie vinte, gli sforzi esercitati, i risultati raggiunti dalle associazioni. E il tutto a costo zero.  A non voler essere prevenuti bisognerà attendere i prossimi mesi. Nonostante tutto, forse qualche piccola cosa il Comune può farla se alle promesse dell&#8217;assessore comunale alla famiglia <strong>Marco Belluardo</strong>, seguiranno fatti. Piccoli, minuscoli, quasi impercettibili fatti. Soldi ce ne sono pochissimi nella casse comunali che in passato hanno magnanimamente foraggiato sagre e feste, progetti e progettini, organizzati da tanti riconoscenti clienti. Ma stavolta l&#8217;assessore ha promesso:&#8221;D&#8217;ora in poi risponderemo ai bisogni&#8221;.</p>
<p>Eccoli i <strong>bisogni</strong>. Sono tanti, e i quattrini in cassa pochi, pochissimi in assoluto e rispetto ai primi. Li mette ben in evidenza, nella sua relazione iniziale,  <strong>Elvira Iovino</strong> del <strong>Centro Astalli</strong>. Vanno dall&#8217;accompagnamento medico sanitario agli alloggi; dai dormitori all&#8217;aiuto ai detenuti stranieri; dalla formazione professionale al recupero di immobili che servano loro da bottega.</p>
<p>Tenendo conto proprio dei bisogni, a conclusione del seminario sono venute fuori alcune <strong>proposte-richieste</strong>. Eccole elencate. <strong>Uno</strong>, la nascita della <strong>Consulta delle cittadine e cittadini stranieri </strong>e apolidi con regolamento approvato dal consiglio comunale che abbia il compito di favorire il dialogo fra portatori di diverse culture per realizzare la piena integrazione dei cittadini stranieri nell’ambito dei diritti, dell’istruzione, della salute, dell’inserimento lavorativo e dei servizi sociali. <strong>Due</strong>, la creazione di un <strong>portale plurilingue</strong> che utilizzi il sito del Comune, in cui offrire informazioni sui servizi che la città offre agli immigrati e dove, attraverso un blog, si possa interagire e creare rete tra le diverse associazioni. <strong>Tre</strong>, <strong>favorire progetti di integrazione</strong> delle persone immigrate individuando due immobili di proprietà comunale (per esempio una parte del Centro Midulla) o dei beni confiscati alla mafia che, inutilizzati, possano invece essere ristrutturati da operai e artigiani immigrati che ne faranno, con una gestione mista, uno spazio comune, un luogo in cui sviluppare attività associative, culturali, formative, sociali. <strong>Quattro</strong>, favorire e sostenere la <strong>nascita di attività economiche regolari</strong> come i micronidi, gli asili nido familiari per sostenere l’inserimento lavorativo delle donne straniere, oppure il mercato multietnico settimanale che offre spazio di integrazione e di valorizzazione delle culture diverse. <strong>Cinque</strong>, istituire l’<strong>albo dei tutori legali per minori</strong> presso il tribunale dei minori. <strong>Sei</strong>, individuare uno spazio per la realizzazione di un <strong>cimitero islamico</strong>. “Tutte le proposte -–ha commentato Padre Valerio Di Trapani, che è anche componente del comitato di presidenza degli Stati Generali- sono possibili, verificabili e senza alcun costo per il Comune. E’ solo un esempio di come gli Stati Generali possano rilanciare l’immagine di una città matura che non si presenta col piattino in mano, ma che è capace di pensare al futuro con fantasia ed efficacia. Ora spetta al Comune, che incalzeremo costantemente, valorizzare e concretizzare le indicazioni emerse”.</p>
<p>Sull&#8217;argomento vedi anche  <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/liberainformazione-100312-Proposte-per-favorire-l’assistenza-ai-cittadini-extracomunitari.pdf" target="_blank">liberainformazione 12.03.2010 &#8211; Proposte per favorire l’assistenza ai cittadini extracomunitari</a></p>
<p>Oppure vai al sito:  <a title="Comune di catania - Stati generali" href="http://www.statigeneralicatania.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=73&amp;Itemid=2" target="_blank">Comune di Catania &#8211; Stati generali</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Una battaglia di civiltà</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 02:06:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani 1° marzo 2010  in Italia, in Francia, in Europa, i migranti hanno deciso di fermarsi per un giorno. &#8220;Non lavoreremo e non consumeremo&#8221;. L&#8217;iniziativa è nata in Francia ed è stato scelto il giorno  in cui ricorre l&#8217;anniversario dell’entrata in vigore, nel 2005, del “codice per l’ingresso e il diritto di asilo”, detto codice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100301-logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10810" style="margin-left: 0px; margin-right: 12px;" title="100301 logo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100301-logo.jpg" alt="100301 logo" width="196" height="279" /></a>Domani 1° marzo 2010  in Italia, in Francia, in Europa, i migranti hanno deciso di fermarsi per un giorno. <strong>&#8220;Non lavoreremo e non consumeremo&#8221;</strong>. L&#8217;iniziativa è nata in <strong>Francia</strong> ed è stato scelto il giorno  in cui ricorre l&#8217;anniversario dell’entrata in vigore, nel 2005, del “codice per l’ingresso e il diritto di asilo”, detto codice degli stranieri.</p>
<p>Tam tam in Rete: su Facebook nato un gruppo con 11mila iscritti. <a title="L'iniziativa su facebook" href="http://www.primomarzo2010.it/" target="_blank">L&#8217;iniziativa su facebook</a>.</p>
<p><a title="Il sito dell'iniziativa (FR)" href="http://www.lajourneesansimmigres.org/fr/" target="_blank">Il sito dell&#8217;iniziativa (FR)</a>.</p>
<p><a title="Il manifesto dell'iniziativa" href="http://www.radioradicale.it/il-manifesto-dell-iniziativa-le-commissioni-di-lavoro-del-comitato-organizzatore" target="_blank">Il manifesto dell’iniziativa</a>.</p>
<p><a title="La rivolta dei neri e lo sciopero degli emigranti italiani negli USA" href="http://www.amantea.net/Portale/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1106:la-rivolta-dei-neri-e-lo-sciopero-degli-emigranti-italiani-negli-usa&amp;catid=93:societa&amp;Itemid=281" target="_blank">La rivolta dei neri e lo sciopero degli emigranti italiani negli USA </a>.</p>
<p>Appuntamenti a <strong>Catania</strong>:<span id="more-10809"></span></p>
<ul>
<li>ore 17 perfomance ed animazione in piazza Stesicoro</li>
<li>ore 18,30 presidio in via Etnea e delegazione in Prefettura</li>
<li>ore 20,30 incontro interetnico in via Capuana 14 (c/o chiesa battista) con cibi,  musica,video</li>
</ul>
<p>(per iniziativa del Coordinamento catanese per un 1° marzo migrante)</p>
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		<title>Un prete di frontiera e un&#8217;inchiesta della magistratura</title>
		<link>http://www.argo.catania.it/2010/02/19/un-prete-di-frontiera-e-uninchiesta-della-magistratura/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 02:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una chiesa così sarebbe di sicuro piaciuta a Cristo. Lui, dal tempio, cacciava i mercanti, non i migranti.
La Chiesa di Bosco Minniti, a Siracusa, è una chiesa ma anche una mensa e un dormitorio per diseredati. Al posto dell&#8217;altare una tavola  grande come l&#8217;accoglienza. Intorno un centinaio di immigrati di ogni nazionalità che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100219-solidali-colpevoli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10651" title="100219 solidali-colpevoli" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100219-solidali-colpevoli.jpg" alt="100219 solidali-colpevoli" width="299" height="231" /></a>Una <strong>chiesa</strong> così sarebbe di sicuro piaciuta a <strong>Cristo</strong>. Lui, dal tempio, cacciava i mercanti, non i <strong>migranti</strong>.</p>
<p>La Chiesa di <strong>Bosco Minniti</strong>, a <strong>Siracusa</strong>, è una chiesa ma anche una <strong>mensa</strong> e un <strong>dormitorio per diseredati</strong>. Al posto dell&#8217;altare una tavola  grande come l&#8217;accoglienza. Intorno un centinaio di immigrati di ogni nazionalità che la sera dormono per terra  con i sacchi a pelo o sulle panche accostate, l&#8217;una accanto all&#8217;altra. Alle pareti, insieme ai santi dell&#8217;Europa, le immagini dell&#8217;Africa, <span id="more-10636"></span>i simboli di diverse religioni. Lì, ultimamente, sono arrivate decine di immigrati, stavolta non dal mare, bensì in fuga da Rosarno.</p>
<p>Ora su questa <strong>parrocchia di frontiera</strong> e su <strong>padre Carlo D&#8217;Antoni </strong>si addensano i sospetti  della magistratura che ha disposto l&#8217;<strong>arresto del sacerdote </strong>con l&#8217;accusa pesante di <strong>associazione per delinquere</strong>: avrebbe fatto parte di una banda che rilasciava ai clandestini <strong>falsi attestati</strong> in base ai quali ottenere i <strong>permessi di soggiorno</strong>. L&#8217;organizzazione avrebbe avuto il proprio centro operativo proprio nella chiesa  di Bosco Minniti. Il clan, secondo l&#8217;accusa, avrebbe gestito la permanenza in Italia di <strong>cinesi</strong> e <strong>nigeriani</strong>, rilasciando, dietro lauti compensi, i documenti falsi necessari per ottenere i relativi permessi di soggiorno, tanto da diventare un punto di riferimento a livello nazionale per i <strong>clandestini</strong> provenienti da diverse parti d’Italia.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100219-extracomunitari.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10655" title="100219 extracomunitari" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100219-extracomunitari-300x224.jpg" alt="100219 extracomunitari" width="300" height="224" /></a>Cosa può essere accaduto? Che padre Carlo abbia aiutato i migranti e qualcun altro, a sua insaputa, abbia pensato di lucrarci?  Nei prossimi giorni la magistratura accerterà i fatti. E&#8217; certo -secondo quanto riferisce un operatore della chiesa di Bosco Minniti- che &#8220;padre Carlo nei giorni scorsi aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica e al Questore di Siracusa per quello che riteneva un sospetto atteggiamento ostile dell’<strong>ufficio immigrazione</strong>”.  Secondo La Repubblica “per ora  permane la certezza che padre Carlo, in passato, aveva provato in più occasioni, a denunciare alla Procura della Repubblica le condizioni disumane nelle quali centinaia di uomini e donne sono costretti a vivere. Come ogni anno, infatti, nel periodo di marzo gli immigrati si dirigono verso la Sicilia per la raccolta nei campi. Invadono le campagne di Cassibile e di Pachino”.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100219_padre_carlo_dantoni.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10657" title="100219_padre_carlo_dantoni" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100219_padre_carlo_dantoni-150x150.jpg" alt="100219_padre_carlo_dantoni" width="150" height="150" /></a>Accanto al sacerdote è sceso in campo, intanto,  un popolo,  associazioni, <strong>Agire Solidale, Amnesty International, ARCI, Associazione La Nereide, Tribunale Diritti del Malato, Centro Sociale Culturale Pio La Torre, Cittadinanzattiva, Comitato 100 donne, Emergency, Arcisolidarietà , Libera Siracusa, Arciragazzi, Jamii onlus, Stonewall GLBT, Legambiente, Rete antirazzista catanese;</strong> e ancora società civile, cittadini, fedeli, volontari, la <strong>Curia di Siracusa</strong>, testate giornalistiche, on line e non, politici, migranti. Moltissimi avvocati si sono fatti avanti per difendere padre Carlo. E sicuramente abbiamo dimenticato qualcuno. Da quando si è saputa la notizia si moltiplicano i comunicati di solidarietà, le manifestazioni, i <strong>cortei, i gruppi di preghiera </strong>e<strong> via crucis</strong>.</p>
<p>Per saperne di più ecco alcuni dei tanti siti con i quali potete collegarvi.</p>
<p><a href="http://www.giornaledisiracusa.it/cronaca/12235-linchiesta-su-padre-carlo-passa-a-napoli-stranieri-in-piazza-per-lo-sciopero-giallo-.html" target="_blank"><strong>giornale di siracusa: l&#8217; inchiesta-su-padre-carlo-passa-a-napoli-stranieri-in-piazza-per-lo-sciopero-giallo</strong></a></p>
<p><a href="http://www.giornaledisiracusa.it/cronaca/12179-la-solidarieta-a-padre-carlo-dantoni-qincredulita-ma-rispetto-per-magistraturaq.html" target="_blank"><strong>giornale di siracusa: la-solidarieta-a-padre-carlo-d&#8217;antoni</strong></a></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_09/siracusa-permessi-clandestini-arresti_3a635188-156a-11df-a154-00144f02aabe.shtml" target="_blank"><strong>Corriere della sera: siracusa-permessi-clandestini-arresti</strong></a></p>
<p><a href="http://www.terrelibere.it/terrediconfine/padre-carlo-dantoni-delitto-di-solidarieta" target="_blank"><strong>terrelibere.it: padre-carlo-d&#8217;antoni-delitto-di-solidarieta</strong></a></p>
<p><a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/80075/padre-carlo-dantoni-considerato-parroco-frontiera.htm" target="_blank"><strong>siciliainformazioni.com: padre-carlo-d&#8217;antoni-considerato-parroco-frontiera</strong></a></p>
<p><a href="http://www.ucuntu.org/In-nome-della-legge-difendi-gli.html" target="_blank"><strong>http://www.ucuntu.org</strong></a></p>
<p><a href="http://www.siracusaweb.com/forum/accade-siracusa-f20/comunita-bosco-minniti-appello-del-parroco-t3425-45.html#p50313" target="_blank"><strong>siracusaweb.com: comunita-bosco-minniti-appello-del-parroco</strong></a></p>
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		<title>Catania, provincia di Coccaglio?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 23:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ambulanti]]></category>
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		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione "White Christmas"]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di settimane addietro è circolata la notizia riguardante il Comune di Coccaglio, in provincia di Brescia, nel quale l&#8217;amministrazione targata Lega-Pdl aveva deciso di lanciare l’operazione &#8220;White Christmas&#8220;. Essa prevede un meccanismo semplice: i circa 1500 immigrati abitanti nel paese, prima delle feste, riceveranno una visita a domicilio da parte dei vigili e a chi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8677" title="natale" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/natale.jpg" alt="natale" width="150" height="113" />Un paio di settimane addietro è circolata la notizia riguardante il Comune di <strong>Coccaglio</strong>, in provincia di Brescia, nel quale l&#8217;amministrazione targata Lega-Pdl aveva deciso di lanciare <strong>l’operazione &#8220;White Christmas</strong>&#8220;. Essa prevede un meccanismo semplice: i circa 1500 immigrati abitanti nel paese, prima delle feste, riceveranno una visita a domicilio da parte dei vigili e a chi non avrà il permesso di soggiorno verrà revocata la residenza.<span id="more-8675"></span></p>
<p>Di grande spessore culturale la motivazione fornita <strong>dall’assessore leghista</strong> alla Sicurezza Claudio Abiendi, la “mente” dell’iniziativa:«per me <strong>il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità</strong>».</p>
<p>Da una comunicazione dell&#8217;<strong>Arci</strong>, diffusa ieri da <strong>Cataniapace</strong>, pare che a Catania, pur senza fare tanto clamore,  non si voglia neanche in questo campo restare indietro: vi si denunciano infatti ripetute azioni di <strong>violenta intimidazione</strong> da parte di <strong>poliziotti e militari</strong> nei confronti di <strong>ambulanti stranieri</strong> nella zona fra via Etnea e corso Sicilia: stanno provvedendo a &#8221;<strong>ripulire</strong>&#8221; le strade per permettere ai cittadini catanesi di poter fare i loro acquisti natalizi in <strong>una città &#8220;sicura&#8221;, &#8220;pulita&#8221; e in cui la &#8220;legalità&#8221; regna sovrana?</strong></p>
<p>Così scrivono gli amici dell&#8217;Arci: &#8220;Oggi pomeriggio, nella &#8220;luccicante&#8221; via Etnea, siamo stati <strong>testimoni oculari</strong> di un atto di spropositata violenza perpetrata da due poliziotti <strong>ai danni di un ambulante migrante</strong>. Non solo. Abbiamo saputo che ogni giorno in corso Sicilia e dintorni ci sono retate di polizia e di militari.<br />
Abbiamo sentito la necessità di fornire un numero di telefono a cui i migranti possono rivolgersi per denunciare la grave repressione e gli <strong>atti di discriminazione</strong> che in questi giorni stanno subendo.&#8221;<br />
Nel corso del volantinaggio ( abbiamo verificato che la situazione è peggiore di come l&#8217;avevamo immaginata: niente bancarelle, volti impauriti e tanta rabbia.  Quindi, una sorta di &#8220;white christmas&#8221; si sta verificando anche a Catania.&#8221;</p>
<p>Nello stesso pomeriggio, alcuni militanti dell&#8217;Arci (uno dei quali è stato anche identificato dalla polizia) hanno distribuito in corso Sicilia un <strong>volantino</strong>, in cui si afferma:</p>
<p>&#8220;Da qualche tempo <strong>Catania è violenta</strong>.<br />
Stavolta non parliamo della <strong>violenza ormai endemica</strong>, silente ed odiosa dell’assenza di servizi, spazi e democrazia.<br />
Parliamo della violenza <strong>arrogante e manifesta</strong> che i migranti subiscono quotidianamente ad opera delle forza pubblica.<br />
La forza pubblica che tenta di ripristinare la legalità nella <strong>città più illegale d’Italia</strong> [...]<br />
E’ grottesco che tutto ciò avvenga proprio a Catania dove mafia, clientelismo e malaffare allungano il proprio tentacolo su importanti settori della vita sociale, politica, economica ed anche religiosa.<br />
Reputiamo paradossali le confische, gli arresti, le perquisizioni perpetrate ai danni dei lavoratori ambulanti. [...]<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Arci_Natale_appello.pdf" target="_blank">Leggi il testo integrale del volantino</a></p>
<p>L&#8217;Arci invita, inoltre, tutte le realtà che in questi mesi si sono battute contro il Pacchetto Sicurezza a <strong>promuovere delle iniziative</strong> comuni.  Scrivono, infatti, &#8220;Proponiamo:</p>
<p>1) Di preparare e diffondere un documento unitario di condanna contro la discriminazione e l&#8217;intimidazione quotidiana dei/lle migranti.<br />
2) La realizzazione di un banchetto-presidio tra Corso Sicilia e Piazza Stesicoro (giovedi 10?)<br />
3) La diffusione di un Comunicato stampa<br />
4) La realizzazione di un osservatorio permanente (in loco) con relativa documentazione mediatica (foto, video, articoli)&#8221;</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Catania città aperta all&#8217;accoglienza.     Festa delle contaminazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 03:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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Piazza Carlo Alberto, a  Catania, significa Fiera, un grande mercato all’aperto, un luogo  “colorato”, che ogni giorno, puntualmente, si popola di venditori e  acquirenti.
Domenica 11 ottobre, dal pomeriggio a tarda sera, la piazza  si è colorata di persone. Diverse Associazioni catanesi  e molti gruppi  di immigrati hanno, infatti,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="590" height="478" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8n_lk0WJSZg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="590" height="478" src="http://www.youtube.com/v/8n_lk0WJSZg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Piazza Carlo Alberto</strong>, a  Catania, significa Fiera, un grande mercato all’aperto, un luogo  “colorato”, che ogni giorno, puntualmente, si popola di venditori e  acquirenti.</p>
<p>Domenica 11 ottobre, dal pomeriggio a tarda sera, la piazza  si è colorata di persone. Diverse <strong>Associazioni</strong> catanesi  e molti gruppi  di <strong>immigrati</strong> hanno, infatti,  dato vita alla seconda edizione della   “Festa di strada delle contaminazioni &#8211; Catania città aperta  all&#8217;accoglienza”.</p>
<p>Bambini (tanti) e adulti (veramente numerosi) hanno  gustato<span id="more-7168"></span> cibi tradizionali e danzato insieme, trascinati dal ritmo dei<strong> gruppi musicali</strong>. African Ngewel (Senegal), Sangeet group (Mauritius),  Scanzunati (Italia), solo per citarne alcuni.</p>
<p>Ma, soprattutto, hanno  riaffermato che la <strong>convivenza</strong> è possibile, e  necessaria, e che il  razzismo può essere sconfitto. E infatti la giornata si è conclusa con  l’impegno per una grande presenza “catanese” alla manifestazione per i  diritti, contro la xenofobia e l’omofobia del 17 ottobre a Roma.</p>
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