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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Scapagnini</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Ciancio &amp; Co: i miracoli non finiscono mai</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 03:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo sicuri che il futuro postulatore della causa di beatificazione di Mario Ciancio chiuderà la pratica nel giro di poche settimane, dato che di  miracoli fatti dal de cuius, addirittura quando era ancora in vita, se ne contano già a dozzine.
Certo non sono guarigioni, sono quasi tutti miracoli fatti pro domo sua e per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11586" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-11586 " title="santità" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/santità1-300x257.jpg" alt="Santità" width="240" height="206" /><p class="wp-caption-text">Santità</p></div>
<p>Siamo sicuri che il futuro postulatore della <strong>causa di beatificazione</strong> di Mario Ciancio chiuderà la pratica nel giro di poche settimane, dato che di  miracoli fatti dal <em>de cuius</em>, addirittura quando era ancora in vita, se ne contano già a dozzine.</p>
<p>Certo non sono guarigioni, sono quasi tutti <strong>miracoli fatti <em>pro domo sua </em></strong>e per il suo ristretto circondario, ma sempre di miracoli si tratta! Suvvia, non spacchiamo sempre il capello in quattro, che alla fine rischiamo<span id="more-11579"></span> di restare calvi e dovremo chiedere una consulenza (certo non gratuita) al Berlusca.</p>
<p>L’ultimo della serie riguarda <strong>l’apertura del primo tratto dell’Asse Attrezzato</strong>, lungo circa 800 metri, che collega l’autostrada Palermo-Catania, prosegue sino alla grande rotatoria del costruendo ospedale San Marco e ancora lungo la bretella che conduce all’altra rotatoria per la strada statale 192 e all’Asse dei Servizi per il centro cittadino.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11583" title="asse attrezzato" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/asse-attrezzato.jpg" alt="asse attrezzato" width="669" height="471" /></p>
<p>Si tratta, come ci spiega M. Nicosia con l’articolo <a href="http://www.laperiferica.it/Le-porte-di-Catania-si-chiudono-a.html?1407" target="_blank">Le porte di Catania si chiudono a Librino</a>, pubblicato su ‘La periferica’, di <strong>un’opera strategica</strong> che si aspetta da decenni e che nel tratto principale dovrebbe collegare Librino con Corso Indipendenza. Ma quando sarà interamente aperta al traffico, non è dato di sapere.</p>
<p>Nel caso in questione il <strong>miracolo</strong> in effetti è <strong>triplo</strong>. <strong>Primo</strong>: il tratto appena inaugurato è stato completato in un batter d’occhi. <strong>Secondo</strong>: in maniera del tutto casuale, lungo il suo percorso si incrocia con l’ingresso del nuovo centro commerciale &#8220;Le Porte di Catania&#8221;. <strong>Terzo</strong>: con straordinario tempismo, le due opere sono state inaugurate lo stesso giorno, il 25 marzo scorso: l’apoteosi del prodigioso.</p>
<p>Ma <strong>che c’entra Ciancio</strong> con tutto questo?</p>
<p>Scrive Nicosia: “Sarà <strong>una casualità</strong> che nell’ultimo anno, dall’avvio dei lavori del centro commerciale, <strong>il quotidiano &#8220;La Sicilia&#8221;</strong> di Mario Ciancio, precedente proprietario dei terreni sui quali sorgono il centro e l’ospedale San Marco, trasformati da un ubbidiente Consiglio comunale da agricoli ad edificabili, abbia messo in moto <strong>una fortissima campagna mediatica</strong> per spingere al completamento di questa opera che pure da decenni era ferma nel silenzio di stampa e televisioni? Sarà una casualità che Comune e Regione siano riusciti a superare gli insormontabili intoppi burocratici per completare il primo tratto e si siano arenati per il secondo?”.</p>
<p>Grazie ad <strong>una variante al Piano regolatore</strong>, gentilmente approvata durante la mai sufficientemente esecrata Amministrazione del druido U. Scapagnini, Ciancio era infatti riuscito a trasformare da area agricola in area commerciale edificabile un enorme terreno posto di fronte al quartiere ex abusivo Pigno, moltiplicando di decine di volte il suo valore originario.</p>
<p>Successivamente <strong>ha venduto</strong> le quote di proprietà da lui controllate alle Società che hanno materialmente costruito il centro commerciale, le quali hanno anche tentato, per non pagare i relativi oneri al Comune di Catania, di far passare come opere di urbanizzazione di interesse pubblico, interventi che in effetti erano funzionali alla bonifica del territorio e alla costruzione di parcheggi interni al centro. Ma l’operazione solo in parte, in questo caso, è andata a segno.</p>
<p>L’ulteriore “presa in giro per la periferia Sud di Catania” consisterebbe nel fatto che “oltre a subire il pesante contraccolpo commerciale per un territorio già commercialmente poco sviluppato” dovrebbe anche &#8220;dividere <strong>gli sgravi fiscali della zona franca</strong>, se ci saranno, con i negozi della galleria Auchan&#8221;. Il danno e la beffa!</p>
<p>Si tratta, ad ogni buon conto, <strong>dell’ennesimo mostro commerciale</strong> con dentro 150 negozi, quasi tutti fotocopia degli ormai innumerevoli centri che stringono Catania come in una morsa. Proviamo ad elencarli:</p>
<p>Centro Commerciale Auchan Catania La Rena (17 negozi);</p>
<p>Centro Commerciale Auchan Misterbianco (CT) (14 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Auchan Bicocca (CT) (150 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Etnapolis Belpasso (CT) (Carrefour,120 negozi, Warner Village)</p>
<p>Parco Commerciale Le Zagare San Giovanni La Punta (CT) (Iperspar e 70 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Le Ginestre Tremestieri Etneo (CT) (Iperspar e 25 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Il Ciclope Acireale (CT) (Ipersimply e 25 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Conforama-Cityper Riposto</p>
<p>Parco Commerciale I Portali San Giovanni La Punta (CT) (100 negozi,Cinestar)</p>
<p>Centro Commerciale Katanè Gravina di Catania (CT) (Ipercoop e 75 negozi)</p>
<p>Ipersimply Ognina</p>
<p>Aggiungiamo adesso quelli di <strong>prossima apertura</strong>:</p>
<p>Centro Commerciale Felix Misterbianco (CT) (iper e 100 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Multisala San Gregorio (CT) (Carrefour,multiplex e negozi)</p>
<p>Ikea Catania</p>
<p>A questo va aggiunto ancora il costruendo <a href="http://centrocommercialect.com/home.htm" target="_blank">Centro commerciale all’ingrosso della Città di Catania</a>, che dovrebbe essere situato un poco più avanti, accanto alla nuova sede del Mercato agroalimentare. <strong>Un record da Guinness</strong>!</p>
<p>E questo sarà il risultato fra il 2010 e il 2011:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11582" title="centro commerciale 4" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/centro-commerciale-4.gif" alt="centro commerciale 4" width="630" height="375" /></p>
<p>Se H. <strong>Marcuse</strong> avesse potuto studiare da vicino questo incredibile paradosso che sta accadendo dalle nostre parti, avrebbe intitolato il suo saggio più famoso “<strong>L’uomo a una dimensione</strong>. Teoria e pratica nella Catania del III millennio”. Ma poi sarebbe andato a farsi monaco anacoreta nel deserto del Kalahari.</p>
<p>Siccome però per mettere a segno tutti questi colpi qualche peccatuccio sarà pure stato commesso, ecco <strong>l’angolo buonista</strong>: nel nuovo centro, uno stand, gratuito si spera , concesso alla vicina parrocchia di s. Giuseppe al Pigno, che espone e vende lavoretti fatti da volontari per contribuire alla costruzione dell’oratorio parrocchiale.</p>
<p>La <strong>vendita delle indulgenze</strong> non è mai finita, con buona pace di M. Lutero.</p>
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		<title>Rifondazione Comunista su rinvio a giudizio di Scapagnini e altri</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 21:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[falso ideologico]]></category>
		<category><![CDATA[rinvio a giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[Scapagnini]]></category>
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		<description><![CDATA[Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Catania
COMUNICATO STAMPA
Il  rinvio a giudizio dell’ex sindaco Scapagnini, dell&#8217;ex responsabile del servizio di Ragioneria, Vincenzo Castorina, e di  tredici ex assessori di diverse giunte di centrodestra, dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, le gravi responsabilità degli amministratori che, negli ultimi 10 anni,  hanno causato il drammatico buco finanziario che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partito della Rifondazione Comunista<br />
Federazione di Catania</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>Il  <strong>rinvio a giudizio dell’ex sindaco Scapagnini, dell&#8217;ex responsabile del servizio di Ragioneria, Vincenzo Castorina, e di  tredici ex assessori </strong>di diverse giunte di centrodestra, dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, le gravi responsabilità degli amministratori che, negli ultimi 10 anni,  hanno causato il drammatico buco finanziario che ha messo in ginocchio la città.<br />
Il GUP, infatti, ha ritenuto di potersi svolgere un <strong>processo per falso ideologico,</strong> accusando Scapagnini, il ragioniere generale e gli assessori comunali di aver sottoscritto gli atti dei bilanci, con la piena consapevolezza della inattendibilità delle cifre e del deficit finanziario che si andava così determinando.<br />
Oggi, a distanza di anni, la vicenda del buco finanziario al comune di Catania non può certo dirsi irrisolta.<br />
Dopo a 20 mesi dalla elezione del sindaco Stancanelli, i catanesi ancora attende i 140 milioni di euro promessi solo a parole dal governo Berlusconi, mentre la città continua a vivere gli anni più bui del dopoguerra, con <strong>servizi sempre più dequalificati,</strong> sfratti per morosità del comune, nomine di commissari ad acta richiesti dai debitori stanchi di attendere nonché la quotidiana riscoperta di debiti fuori bilancio, che solo nell’anno 2009 sono arrivati a 50 milioni di euro.<br />
Tutto ciò, secondo recenti sondaggi, fa di <strong>Stancanelli il sindaco più impopolare d’Italia,</strong> un sindaco che fa pagare quotidianamente ai cittadini catanesi  una grave ed irreversibile crisi finanziaria e che si ostina a non voler dichiarare lo stato di dissesto, sola misura che darebbe certezze a creditori e lavoratori, con l’azzeramento degli sprechi clientelari, come le tante consulenze e le inutili municipalità, che hanno contribuito a determinare il buco finanziario da un miliardo di euro,</p>
<p>Partito della Rifondazione Comunista<br />
Federazione di Catania</p>
<p>Il responsabile politiche comunali, Marcello Failla<br />
Il segretario provinciale PRC, Pierpaolo Montalto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PRC e PCdI su intervista a Stancanelli</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 20:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
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		<description><![CDATA[Partito della Rifondazione &#8211; Federazione di Catania
Comunista	      Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di Catania
COMUNICATO STAMPA
La solita scontata propaganda, insieme alle rituali prospettive di saccheggio di una città perennemente in ginocchio.
Questo, in sintesi, il contenuto dell’intervista del sindaco Stancanelli, in chiusura d’anno, pubblicata ieri sul quotidiano La Sicilia.
Lo affermano i responsabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partito della Rifondazione &#8211; Federazione di Catania</p>
<p>Comunista	      Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di Catania</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>La solita scontata propaganda, insieme alle rituali prospettive di saccheggio di una città perennemente in ginocchio.</p>
<p>Questo, in sintesi, il contenuto dell’intervista del sindaco Stancanelli, in chiusura d’anno, pubblicata ieri sul quotidiano La Sicilia.</p>
<p>Lo affermano i responsabili politiche comunali di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani Marcello Failla e Massimo Mingrino, i quali denunciano come il sindaco, nella sua intervista, rimuova i veri bisogni dei cittadini catanesi che, giorno dopo giorno si rendono sempre più conto di vivere in una città senza più prospettive.</p>
<p>La nostra città, sottolineano i dirigenti comunisti, occupa stabilmente gli ultimi posti delle classifiche della vivibilità e della ecosostenibilità, secondo studi di autorevoli quotidiani nazionali ed associazioni ambientaliste.</p>
<p>Proprio ieri due docenti universitari, incrociando le indagini annuali de “Il sole 24 ore” ed “Italia Oggi” confermavano che Catania è al penultimo posto per qualità di vita.</p>
<p>E non può certo essere una sorpresa: da oltre un anno la città è sempre più sporca, il trasporto pubblico è agonizzante, i fornitori attendono ancora oltre 5 anni di pagamenti, centinaia di dipendenti delle cooperative sociali restano senza stipendio da molti mesi.</p>
<p>Dopo lo sfascio amministrativo che ha contraddistinto sette anni di sindacatura Scapagnini, la giunta Stancanelli non ha minimamente invertito la tendenza, navigando a vista, nella perenne attesa dei fantomatici 140 milioni di euro del governo Berlusconi che nemmeno lo stesso sindaco, ormai cita nemmeno più.</p>
<p>Che fine hanno fatto i 50 milioni di euro del governo che solo qualche mese addietro il sindaco Stancanelli annunciava come una boccata di ossigeno per le magre casse del comune?</p>
<p>Quante sorprese dovrà ancora riservarci la giunta Stancanelli?</p>
<p>Un mese addietro, con le solite operazioni di “finanza creativa”, il consiglio comunale ha approvato il bilancio 2009, scoprendo altri 55 milioni di euro di debiti sommersi, coperti con nuove tasse (ICI sui terreni, tasse sui rifiuti e sui passi carrabili) e riproponendo ancora la favola della vendita di immobili comunali, che da almeno dieci anni il centro destra racconta ai catanesi.</p>
<p>Navigando a vista non si arresta il degrado in cui da dieci anni vive la nostra città.</p>
<p>Catania ha bisogno di un progetto politico di ampio respiro che punti sul rilancio del suo sistema produttivo e sulla valorizzazione delle straordinarie potenzialità turistiche di una importante città barocca, a metà strada tra Taormina e Siracusa ed alle falde del vulcano più grande d’Europa.</p>
<p>Ma per far ciò occorrono precise scelte politiche, uno straordinario  impegno anche nazionale a sostegno della nostra economia, una regione che programmi e non perda ingenti risorse comunitarie e, soprattutto un’amministrazione comunale efficiente che punti al rilancio del trasporto pubblico, alla valorizzazione del centro storico anche attraverso un’opera di recupero urbanistico ed edilizio del suo patrimonio architettonico e, soprattutto, scongiurando ulteriori saccheggi della città.</p>
<p>Tutto l’opposto della proposta del sindaco Stancanelli, che a piè sospinto ripropone vecchie ricette stantìe che la città ha già pagato nel passato e che regalerebbero agli squali affamati un futuro di saccheggio della città, dalla cementificazione di Corso dei Martiri, agli inutili, anzi dannosi parcheggi interrati, alla viabilità di scorrimento p.za Europa.- Rotolo.</p>
<p>Catania, 29 dicembre 2009.</p>
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		<title>Villa Fazio a chi la dò?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 02:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un quartiere definito (eufemisticamente) a rischio. Una struttura recuperata e dotata di tutto il necessario per diventare un importante centro culturale e sportivo. E&#8217; meglio farla funzionare in modo efficace o abbandonarla al degrado e ai vandali?
La seconda che hai detto, rispose, appena eletto, nel lontano anno 2000, il sindaco Scapagnini, mai sufficientemente esorcizzato; e così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8550" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-medium wp-image-8550" title="Villa Fazio" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Villa-Fazio1-300x133.jpg" alt="Quel che resta di Villa Fazio" width="270" height="120" /><p class="wp-caption-text">Quel che resta di Villa Fazio</p></div>
<p>Un quartiere definito (eufemisticamente) a rischio. Una struttura recuperata e dotata di tutto il necessario per diventare un importante centro culturale e sportivo. E&#8217; meglio <strong>farla funzionare</strong> in modo efficace o <strong>abbandonarla al degrado</strong> e ai vandali?</p>
<p><strong>La seconda che hai detto</strong>, rispose,<span id="more-8539"></span> appena eletto, nel lontano anno 2000, il sindaco <strong>Scapagnini</strong>, mai sufficientemente esorcizzato; e così non rinnovò la <strong>convenzione</strong> ad alcune associazioni del quartiere che, a partire dal 1996, si erano macchiate dell&#8217;orrenda colpa di aver fatto di Villa Fazio e dei suoi impianti sportivi un centro di aggregazione per i ragazzi di Librino.</p>
<p>E siccome per la sua elezione aveva probabilmente da pagare non poche <strong>cambiali</strong> alla <strong>Curia catanese</strong>, per cominciare a togliersi i debiti affidò la struttura a don Lo Cascio, parroco della parrocchia del Borgo antico di Librino, che fra l&#8217;altro non aveva nemmeno competenza territoriale sull&#8217;impianto.</p>
<p>Era il primo segno di sfiducia nei confronti di<strong> don G. Coniglione</strong>, parroco della parrocchia della Resurrezione del Signore nel cui territorio è situata Villa Fazio, colpevole di aver pacificamente collaborato con chi fino ad allora l&#8217;aveva gestita, senza pretenderne un uso esclusivo?</p>
<p>Né fu questo l&#8217;unico <strong>&#8216;donativo&#8217;</strong> che l&#8217;amministrazione del pio e devoto Scapagnini fece alla Curia catanese, affidando <strong>alle realtà cattoliche di assistenza sociale</strong>, con una sorta di delega quasi esclusiva, diversi altri spazi e dando molto meno credito, per motivi non certo nobili, alle <strong>associazioni di partecipazione civile</strong> presenti nel quartiere: una mano lava l&#8217;altra, recita un antico adagio, e Curia e sistema politico locale ne hanno sempre tenuto buon conto (e ne continuano a tenere, come dimostra, su un altro fronte, anche l&#8217;agire del presidente <strong>Castiglione</strong>).</p>
<p>La realtà è che sotto la nuova (non) gestione di <strong>padre Lo Cascio</strong> la struttura è stata chiusa, abbandonata a sé stessa, regolarmente vandalizzata e ridotta a discarica, fino ad essere diventata, la scorsa estate, teatro in cui è stato consumato un delitto di pedofilia.</p>
<p>Intanto, nel marzo del 2007, il mite padre Coniglione veniva improvvisamente dimissionato dalla Curia e trasferito in una più riposante parrocchia di mezza collina (ma i cristiani di Librino avranno prima o poi diritto di sapere perché ciò è accaduto o sono solo delle &#8216;pecorelle&#8217; da pascere?), e sostituito dal più energico <strong>don Santino Salomone</strong>, ben più avvezzo a trattare con la meglio classe politica catanese.</p>
<p>L&#8217;ipotesi ambiziosa era di utilizzare l&#8217;impianto all&#8217;interno di un più vasto progetto interparrocchiale, ma, a quanto pare, i suoi stessi confratelli delle altre parrocchie del quartiere per primi non gli hanno dato corda.</p>
<p>Villa Fazio sembrava destinata a continuare a marcire, ma all&#8217;inizio di quest&#8217;anno la <strong>Rete delle realtà assiciative e di volontariato</strong> presenti a Librino riprende in mano l&#8217;iniziativa, chiedendo in modo sempre più insistente l&#8217;affidamento in gestione di una struttura, che potrebbe benissimo essere Villa Fazio, per farne <strong>una Casa delle Associazioni.</strong></p>
<p>Questo lavoro di pressione è culminato con <strong>l&#8217;esposto</strong> che <strong>Rifondazione comunista</strong> ha presentato alla Procura della Repubblica perché i responsabili del degrado degli impianti siano perseguiti e perché, al contempo, l’amministrazione comunale si adoperi immediatamente per garantire la funzionalità degli impianti e l’affidamento alle organizzazioni di volontariato che da anni operano nel quartiere.</p>
<p>La prima, parziale, <strong>buona notizia</strong> è che, sotto la spinta di queste forze convergenti, pochi giorni addietro il sindaco <strong>Stancanelli</strong> ha finalmente <strong>revocato la convenzione</strong> stipulata a suo tempo dalla giunta Scapagnini, con la parrocchia di borgo Librino per la gestione del complesso sportivo Villa Fazio.</p>
<p>Con legittimo orgoglio,<strong><em> La Periferica</em></strong>, il coraggioso giornale di quartiere fra i protagonisti di questa battaglia, ha così commentato la novità: &#8220;E’ questo un primo indispensabile passo per appurare le responsabilità di chi ha reso possibile lo scempio di una delle strutture più importanti del quartiere, che negli anni scorsi era diventata un importante riferimento per tanti ragazzi e sportivi ed una preziosa occasione di aggregazione sociale per uno dei quartieri più carenti di servizi della città. Adesso invitiamo il sindaco a predisporre un urgente intervento di manutenzione della struttura, in grado di ripristinare la piena funzionalità degli impianti sportivi e degli spogliatoi nonché a provvedere ad affidarne la gestione a tutte quelle associazioni sportive, ricreative e culturali del quartiere di Librino che da un anno, in più sedi, ne hanno avanzato richiesta.&#8221;</p>
<p>PS: oltre agli articoli che abbiamo già dedicato all&#8217;argomento (vedi alla voce &#8216;Villa Fazio&#8217;) è utile la consultazione del <a href="http://www.laperiferica.it/Dossier-Villa-Fazio.html?1229" target="_blank">Dossier </a>e della <a href="http://www.laperiferica.it/Le-foto-dello-scempio.html?1235">galleria fotografica </a>pubblicati da <em>La Periferica</em>.</p>
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		<title>Non lo sapevamo, ma il Comune -a norma di legge- è già fallito.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 23:07:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scatole cinesi per mascherare i debiti e far quadrare i conti. Entrate fittizie calcolate in bilanci approvati con enormi ritardi. Una storia purtroppo nota, quella del Comune di Catania, efficacemente sintetizzata da Domenico Walter Rizzo sull&#8217;Unità di ieri, 19 Ottobre (Dietro il baratro di Catania le scatole cinesi di Scapagnini). E&#8217; la storia degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scatole cinesi per mascherare i debiti e far quadrare i conti.<strong> Entrate fittizie</strong> calcolate in bilanci approvati con enormi ritardi. Una<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/berlusconiscapagnini.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7150" title="berlusconiscapagnini" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/berlusconiscapagnini-300x250.jpg" alt="berlusconiscapagnini" width="300" height="250" /></a> storia purtroppo nota, quella del <strong>Comune di Catania</strong>, efficacemente sintetizzata da Domenico Walter Rizzo sull&#8217;<strong>Unità</strong> di ieri, 19 Ottobre (<a href="http://www.unita.it/news/italia/89956/dietro_il_baratro_di_catania_le_scatole_cinesi_di_scapagnini" target="_blank">Dietro il baratro di Catania le scatole cinesi di Scapagnini</a>). E&#8217; la storia degli anni di &#8220;amministrazione dissennata&#8221; del sindaco <strong>Scapagnini</strong>, amico e medico personale del premier Berlusconi. Compresa la creazione della società &#8220;<strong>Catania Risorse</strong>&#8220;, a cui il Comune avrebbe dovuto rivendere centinaia di immobili, in gran parte non disponibili, ma utilizzati come garanzia per <strong>accendere nuovi mutui</strong> e ottenere soldi dalle banche.</p>
<p>E&#8217; stata una inchiesta della magistratura a permettere di ricostruire la storia del &#8220;buco&#8221; e adesso la magistratura<span id="more-7148"></span> si sta occupando dei <strong>140 milioni</strong> stanziati, per volontà di <strong>Berlusconi in persona</strong>, per ripianarlo.  Oltre agli immobili invendibili, questa storia di &#8220;finanza creativa&#8221; prevede anche un elenco di opere da finanziare. Un <strong>elenco &#8220;inventato&#8221;</strong>, come ha dichiarato lo stesso Stancanelli e  come tutti abbiamo sentito durante la trasmisione di Report del 15 marzo 2009. (<a href="http://www.argo.catania.it/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=2409" target="_blank">Ma è il &#8220;caso Catania&#8221; o sono un &#8220;caso&#8221; i catanesi?</a>)</p>
<p>Maggiori dettagli su questa operazione disinvolta ci vengono da una <strong>intercettazione telefonica</strong> riportata da Nicola Biondo sull&#8217;Unità di ieri<a href="http://www.unita.it/news/italia/89955/il_regalo_di_berlusconi_a_catania_milioni" target="_blank"> (Il &#8220;regalo&#8221; di Berlusconi a Catania: 140 milioni)</a></p>
<p><strong>Stancanelli</strong> e il ragioniere <strong>Bruno</strong>, inizialmente incredulo e poi <strong>arditamente &#8220;inventivo</strong>&#8220;, preparano la risposta da dare al premier, che vuole l&#8217;indicazione di una cifra, &#8220;in linea di massina&#8221;&#8230; da destinare a Catania. L&#8217;atto successivo è la <strong>delibera 92 del Cipe</strong> (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che vara il finanziamento dei 140 milioni. Ma quali opere andrebbero finanziate con quei soldi (che sono, non lo dimentichiamo, denaro pubblico)? Nessuno lo sa, anche perchè la delibera sul sito del Cipe, a detta di Report,  che domenica scorsa ha dedicato a Catania un <strong>supplemento di indagine</strong>, non c&#8217;è. Dopo la 91 si passa alla 93.</p>
<p>I soldi, comunque, non sono arrivati. Sono serviti da garanzia. Ma la <strong>Corte dei Conti</strong> ha considerato <strong>illegittima l&#8217;operazione</strong> con cui sono stati coperti i buchi del biennio 2003-2004. Secondo il <strong>Testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali</strong>, i deficit di bilancio vanno coperti entro 2 anni, pena la dichiarazione di dissesto.  Non lo sapevamo,  ma <strong>il Comune -a norma di legge- è già fallito</strong>.</p>
<p>Leggi l&#8217;artcolo di Rizzo sul nostro archivio <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Deficit_Comune_Unità1.pdf" target="_blank">Dietro il baratro di Catania le scatole cinesi di Scapagnini</a></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di Biondo nel nostro archivio <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Centoquaranta_mln_Unità.pdf" target="_blank">Il &#8220;regalo&#8221; di Berlusconi a Catania </a></p>
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		<title>Processo a Travaglio, Giustolisi e Flores d&#8217;Arcais. Catania matrigna</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 17:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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Oggi, 24 settembre, proseguirà il processo che si sta tenendo a Roma, a carico di Marco Travaglio, Giuseppe Giustolisi, e Paolo Flores d’Arcais, che ha per oggetto il filone principale del cosiddetto “Caso Catania”, scoppiato sul finire del 2000 e mai venuto ad effettiva chiusura.
Del suo inizio, nessun giornale (locale o nazionale) – dichiara Giambattista Scidà,, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://scida.wordpress.com/2009/08/04/il-caso-catania-davanti-al-tribunale-di-roma-e-lautocensura-dei-media/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5848" title="micromega" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/micromega.jpg" alt="micromega" width="72" height="102" /></a></p>
<p>Oggi, 24 settembre, proseguirà il <strong>processo</strong> che si sta tenendo a Roma, a carico di <strong>Marco Travaglio</strong>, <strong>Giuseppe Giustolisi</strong>, e <strong>Paolo Flores d’Arcais</strong>, che ha per oggetto il filone principale del cosiddetto “<strong>Caso Catania</strong>”, scoppiato sul finire del 2000 e mai venuto ad effettiva chiusura.</p>
<p>Del suo inizio, nessun giornale (locale o nazionale) – dichiara <a href="http://scida.wordpress.com/2009/08/04/il-caso-catania-davanti-al-tribunale-di-roma-e-lautocensura-dei-media/" target="_blank">Giambattista <strong>Scidà</strong></a>,, ex presidente del Tribunale per i minorenni di Catania (fino al 2002) – ne ha dato informazione. <strong>Autocensura</strong> funzionale – afferma Scidà &#8211; a nascondere <span id="more-5843"></span>le <strong>responsabilità delle amministrazioni precedenti a Scapagnini</strong> e soprattutto le responsabilità della <strong>mancata repressione degli abusi da parte delle Procure </strong>della Repubblica.</p>
<p>Il <strong>querelante</strong>, costituitosi parte civile, è il dott. <strong>Giuseppe Gennaro</strong>, Procuratore della Repubblica Aggiunto presso il Tribunale di Catania, già membro del CSM (’94-’98), e due volte Presidente dell’ANM (1999 e 2006).</p>
<p>L’articolo, oggetto di querela, è quello apparso su <strong>Micromega</strong> (3/2006) dal titolo “<strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/micromega_3_06.pdf" target="_blank">Arrivano i catanesi</a></strong>”. In esso si menzionano fatti rilevanti di <strong>connubio tra mafia, politica e imprenditoria</strong> nel territorio di San Giovanni La Punta e viene dato ampio spazio al cosiddetto <strong>“Caso Catania”</strong>, soprattutto attraverso le dichiarazioni del pm Niccolò Marino e dello stesso Giambattista Scidà.</p>
<p>I fatti citati riguardano l’acquisto, da parte del magistrato e di parenti di personaggi politici in vista, di <strong>ville costruite dalla società Rizzo</strong>, considerata in odore di mafia.  Nell&#8217;articolo si scende nel dettaglio e si fa riferimento ad es., alle dichiarazioni di uno stretto collaboratore dell’imprenditore Rizzo circa presunti <strong>sconti di centinaia di milioni a favore di magistrati e politici</strong>.  Si fa riferimento anche al trasferimento della proprietà ad altra società pochi giorni prima che venisse stipulato l’atto di vendita (per non far figurare il nome di Rizzo come venditore diretto).  Si considera assodato che fosse notorio a San Giovanni La Punta il <strong>ruolo di Rizzo come prestanome del clan Laudani.</strong></p>
<p>Accostando fatti incontrovertibili (come lo <strong>scioglimento del Consiglio Comunale di San Giovanni La Punta per infiltrazioni mafiose</strong>) a ipotesi sulle quali appare necessario un approfondimento, l&#8217;articolo fa riferimento anche a <strong>problematiche interne al mondo giudiziario</strong> (es. l&#8217; accusa ai vertici della Procura di Catania, “troppo morbida e protettiva nei confronti del costruttore e di altri suoi indagati”)</p>
<p>Al di là delle potenziali “pressioni politiche irresistibili” denunciate da Scidà, rimane il fatto che è necessario che questo processo non passi inosservato.  Sarebbe importante che servisse almeno a <strong>fare maggiore chiarezza</strong> su alcuni passaggi oscuri della nostra storia cittadina.</p>
<p>Leggi l’intero articolo di Scidà  in archivio:  <a rel="attachment wp-att-5845" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/24/catania-matrigna/catania-matrigna-4ago09/">catania-matrigna-4ago09</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-5845" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/24/catania-matrigna/catania-matrigna-4ago09/"></a>Leggi l&#8217;articolo su  <a rel="attachment wp-att-6632" href="http://www.argo.catania.it/2009/09/24/catania-matrigna/micromega_3_06/">micromega_3_06</a></p>
<p><a href="http://scida.wordpress.com/2009/05/22/catania-matrigna-quindici-anni-fa-e-oggi-4/"></a></p>
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		<title>Attenti a quei due</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 23:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scapagnini e D’Urso: una coppia su cui puntare, che si tratti di parcheggi o di waterfront sono sempre i protagonisti principali. Sui parcheggi attendiamo gli esiti del lavoro della magistratura, sul waterfront esprimiamo fortissime preoccupazioni.
I fatti sono ampiamente noti.  Scapagnini, ottenuta la proroga governativa (al 30 aprile 2007) quale Commissario delegato per il traffico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scapagnini e D’Urso</strong>: una coppia su cui puntare, che si tratti di <strong>parcheggi</strong> o di <strong>waterfront</strong> sono sempre i <img class="alignright size-full wp-image-5756" title="stanlio-ollio" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/stanlio-ollio.jpg" alt="stanlio-ollio" width="109" height="134" />protagonisti principali. Sui parcheggi attendiamo gli esiti del lavoro della <strong>magistratura</strong>, sul waterfront esprimiamo fortissime preoccupazioni.</p>
<p>I fatti sono ampiamente noti.  Scapagnini, ottenuta la <strong>proroga</strong> governativa (al 30 aprile 2007) quale <strong>Commissario delegato per il traffico e la sicurezza sismica,</strong> indice,<span id="more-5713"></span><strong>a fine mandato</strong>, un appalto –in project financing – relativo alla viabilità di scorrimento da via Del Rotolo a Piazza Europa, <strong>il famoso waterfront</strong>. (Per una più completa ricostruzione vedi ad esempio l&#8217;articolo di <a href="http://www.quotidianodisicilia.it/index.php?sez=articolo&amp;skip_interstitial=true&amp;id=888">Antonio Condorelli, Catania: sul mare, cemento e negozi</a>).</p>
<p>In sostanza, l’ex sindaco invece di utilizzare la proroga per completare le opere in corso, come denunciò allora pubblicamente il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso (secondo cui già dal 5 dicembre 2006 non si sarebbero potute indire nuove gare), avvia, <strong>senza alcun passaggio in Consiglio Comunale</strong>, un nuovo progetto il cui costo è valutato in 10 milioni di euro.</p>
<p>D’Urso, nella qualità di RUP della viabilità di scorrimento, fornisce nuove prescrizioni funzionali rispetto al suddetto progetto. <strong>L’importo complessivo</strong> dell’opera passa, così, da 10 a 115 milioni di euro, coerentemente con l’obiettivo di trasformare il viale Ruggero di Lauria in un<strong> “centro commerciale sul mare”</strong>. E si tratta di interventi imponenti come testimoniano i dati: 400.000 metri cubi di sbancamento, 66.000 metri quadrati per la sistemazione della nuova viabilità, 55.900 metri quadrati per centri commerciali e culturali, e 47.000 metri quadrati per <strong>parcheggi</strong>, che si sviluppano da un&#8217;altezza di tre piani in giù. La convenzione, tra l&#8217;altro, prevede, dopo i 38 anni, la possibilità del <strong>riscatto delle opere realizzate</strong> &#8220;pagando il solo prezzo di costruzione esclusa la viabilità e gli espropri&#8221; dopo averlo scontato gestendo le strutture per 38 anni!</p>
<p>Se tutto questa si concretizzerà, l’unico risultato certo sarà quello di <strong>impedire ai catanesi il libero accesso al lungomare</strong>. Di fronte a tutto ciò  <a href="http://www.burkinaonlus.it/cittainsieme/print.php?news=it/1249052785" target="_blank">Cittainsieme e altre Associazioni</a> &#8220;esprimono un deciso no al progetto così come riportato sugli organi di stampa; chiedono a gran voce che il Sindaco e l&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica si rendano disponibili il prima possibile ad un <strong>dibattito pubblico</strong> con i cittadini in modo da fornire tutte le spiegazioni che quest&#8217;ultimi riterranno opportuno richiedere; esortano le associazioni ed i cittadini catanesi &#8211; in particolar modo i residenti del quartiere Ognina Picanello &#8211; ad unirsi al nostro grido di indignazione affinché il silenzio delle istituzioni di questa città non continui ad incombere anche su questa vicenda e possa essere scongiurato l&#8217;<strong>ennesimo scempio</strong> della città che allontanerebbe, a colpi di cemento,  i catanesi dal mare.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/waterfront_condorelli.pdf">Leggi l&#8217;articolo di A.Condorelli nel nostro archivio </a></p>
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		<title>Il Waterfront del commercio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 05:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Del Piano regolatore di Catania da tempo non se ne sa più nulla. In Città, però, assistiamo a una miriade di “piccoli” interventi, che producono  nuove costruzioni e modificano, di fatto, il territorio. Senza un’idea, un disegno complessivo, Catania “cresce”.
Ma tutto ciò, evidentemente, non è sufficiente a soddisfare la fame speculativa e, infatti, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-5446" title="lungomare" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare.jpeg" alt="lungomare" width="150" height="112" /></a>Del <strong>Piano regolatore di Catania</strong> da tempo non se ne sa più nulla. In Città, però, assistiamo a una <strong>miriade di “piccoli” interventi</strong>, che producono  nuove costruzioni e <strong>modificano, di fatto, il territorio</strong>. Senza un’idea, un disegno complessivo, Catania “cresce”.<br />
Ma tutto ciò, evidentemente, non è sufficiente a soddisfare la <strong>fame speculativa</strong> e, infatti, si preparano, senza tanti clamori,  interventi ben più significativi.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5448" title="lungomare2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare2.jpeg" alt="lungomare2" width="87" height="130" /></a>Ecco quanto denuncia <strong>CittàInsieme</strong> con un <a href="http://www.cittainsieme.it/" target="_blank">comunicato del 14 luglio 2009.</a><br />
“Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo. Chi l’avrebbe mai detto che sotto un tale fluido ed innocuo appellativo si nascondesse l’<strong>ennesimo grande sacco di Catania</strong>?  Agli inizi degli anni 2000 l’allora sindaco <strong>Scapagnini</strong> parlava di <strong>“waterfront”</strong> per indicare di voler consegnare ai cittadini catanesi, ed ai pedoni in particolare,  la <strong>fruibilità della costa</strong> del lungomare di Catania spostando <span id="more-5439"></span>la viabilità veicolare a monte. Si parlava ….. appunto. Adesso ci troviamo a leggere <strong>un’inchiesta a firma di Antonio Condorelli</strong> e <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare_condorelli_qds2.pdf">pubblicata l&#8217;8 luglio sul giornale</a> “Quotidiano di Sicilia”  in cui si denuncia che sotto il sopracitato appellativo <strong>si nascondono « 400 mila metri quadri di sbancamento</strong> a 10 metri sul livello del mare, 56 mila metri quadri di <strong>centro commerciale</strong> e 48 mila mq di <strong>parcheggi a pagamento</strong> spalmati tra una strada che doveva essere una via di fuga antisismica e un pezzo di costa lungo 1200 metri, <strong>in concessione per 38 anni ad un gruppo imprenditoriale</strong>». Su “La Sicilia” dell’11 luglio vi è <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/lungomare_licandro.pdf">un comunicato stampa di</a> <strong>Orazio Licandro</strong> (componente segreteria nazionale del PDCI) che denuncia con molta determinazione tale scempio annunciando una conferenza stampa in cui porterà a <strong>conoscenza di “documenti” in suo possesso</strong>.<br />
Il progetto, a quanto pare, è già in <strong>avanzato stato di esecuzione</strong>: è stato nominato il R.U.P, vi sono già le <strong>imprese aggiudicatrici</strong> (tra queste – si legge sempre nell’articolo – Vittorio Casale, immobiliarista di fiducia di Giovanni Consorte, e persino Luigi Rendo).<br />
E noi <strong>cittadini</strong> che ruolo abbiamo avuto in tutto questo? <strong>Chi ci ha informati?</strong> Chi ha<strong> chiesto il nostro parere?</strong> In quale luogo pubblico si è discusso di questo progetto? Il Consiglio Comunale, quale massimo organo rappresentativo dei cittadini catanesi, perché <strong>non è mai stato convocato per discuterne</strong>?<br />
Siamo trattati, noi catanesi, come delle comparse e ci sentiamo come stranieri a casa nostra. Pretendiamo delle risposte esaustive ed immediate da parte del Sindaco di Catania e dell’Assessore all’Urbanistica. Pretendiamo che il nostro <strong>bellissimo lungomare</strong> non si riempia di cemento ma che possa essere, invece, sempre più, <strong>meta di passeggiate tra  viali alberati, giardini, bambinopoli.</strong><br />
Contro l’ennesimo scempio della città vogliamo quindi lanciare un appello:<br />
1)	<strong>Ai “media” locali e nazionali</strong>, affinché si facciano carico di questa vicenda per non farla cadere nell’oblio;<br />
2)	<strong>Ai cittadini ed alle associazioni</strong> di Catania, perché si uniscano al nostro grido di indignazione.<br />
3)	<strong>Ai Consiglieri Comunali</strong> di Catania, affinché si adoperino per conoscere tutti gli aspetti del progetto ed aprire un dibattito pubblico nella città.<br />
CittàInsieme da parte sua non resterà a guardare. Se il silenzio tipico delle istituzioni di questa città continuerà ad incombere anche su questa vicenda, scenderà in piazza e vi rimarrà ad oltranza. E coinvolgerà tutti quei cittadini e quelle libere associazioni che hanno <strong>davvero a cuore il bene di questa città</strong>”.</p>
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		<title>Rischio sismico, addio fondi</title>
		<link>http://www.argo.catania.it/2009/05/28/rischio-sismico-addio-fondi/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 03:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da: La periferica, 22/05/2009, La Sicilia e il rischio sismico. Il ruolo della regione e le scelte degli enti locali
L&#8217;esposizione al rischio sismico degli edifici scolastici siciliani e&#8217; sconfortante, come evidenzia già nel 1999 l&#8217;ampio studio denominato &#8220;Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratto da</strong>: La periferica, 22/05/2009, <em>La Sicilia e il rischio sismico. Il ruolo della regione e le scelte degli enti locali</em></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/rischio-sismico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4875" title="rischio-sismico" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/rischio-sismico.jpg" alt="rischio-sismico" width="149" height="123" /></a>L&#8217;esposizione al rischio sismico degli<strong> edifici scolastici siciliani</strong> e&#8217; sconfortante, come evidenzia già nel 1999 l&#8217;ampio studio denominato &#8220;<strong>Censimento di vulnerabilità degli edifici</strong> pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia&#8221;, diretto dal Prof. Franco Barberi ed effettuato sotto il coordinamento del Gruppo Nazionale Difesa Terremoti (GNDT). In Sicilia sono stati censiti gli edifici della parte orientale dell&#8217;Isola, appartenenti alle province di Ragusa, Siracusa, Catania e 67 comuni della provincia di Messina. Dallo studio si scopre che molti edifici sono classificati a <strong>rischio &#8220;alto&#8221; o &#8220;medio-alto</strong>&#8220;; in particolare, gli edifici pubblici in <strong>cemento armato</strong> sono <strong>più a rischio</strong> di quelli in muratura.<span id="more-4874"></span></p>
<p>Ma cosa si e&#8217; fatto finora? Come hanno evidenziato Legambiente (http://www.legambiente.sicilia.it/documenti/salvact.htm) e la ben nota puntata &#8220;I Viceré&#8221; di Report (Rai 3), il Comune di Catania &#8211; con la <strong>giunta Scapagnini</strong> &#8211; ha utilizzato i fondi di cui alla legge 433/91, ovvero i fondi per la ricostruzione e prevenzione del rischio sismico derivanti dal terremoto di Santa Lucia, per finanziare i <strong>parcheggi scambiatori</strong>, alcuni dei quali non sono stati mai realizzati. La costruzione dei parcheggi e&#8217; stata ritenuta funzionale alla predisposizione di aree attrezzate per accogliere le strutture della protezione civile. I fondi della L433/91 stanno alla base anche del finanziamento del <strong>Viale Alcide de Gasperi</strong>, che per i catanesi e&#8217; una piacevole &#8220;promenade&#8221; sul mare e che viene indicato ai fini della L433/91 come via di fuga e utile &#8220;in caso di maremoto&#8221;. A denunciarlo e&#8217; l&#8217;ex assessore Paolo Maniscalco, intervistato dal giornalista di Report. Sempre gli stessi fondi, secondo Legambiente, sono stati destinati all&#8217;ampliamento di <strong>via Passo Gravina</strong> e la realizzazione dell&#8217;<strong>Asse attrezzato</strong>, nonché per la ristrutturazione della circonvallazione.</p>
<p>In parallelo, riportando ancora la denuncia di Legambiente, l&#8217;amministrazione provinciale di Catania, ente competente per le scuole medie superiori, ha utilizzando i fondi della l. 433/91 per la realizzazione di un tratto della <strong>circonvallazione di Caltagirone</strong> e per la progettazione della variante alla <strong>strada provinciale 91</strong> che collega Catania ad Acireale. Nel 2008, per la messa in sicurezza delle scuole siciliane, sono stati stanziati 8 milioni e 600 mila euro utilizzabili quest&#8217;anno. Ma l&#8217;Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione ha ricevuto solo <strong>294 progetti di adeguamento strutturale,</strong> e di questi, appena 191 sono stati giudicati ammissibili, ragion per cui e&#8217; lecito prevedere che ne verranno <strong>realmente finanziati una trentina</strong>. Quello che salta all&#8217;occhio e&#8217; soprattutto l&#8217;esiguita dei progetti presentati per far fronte alla ristrutturazione delle scuole. L&#8217;Ufficio Scolastico regionale afferma: &#8220;I soldi ci sono, ma mancano i progetti degli enti locali. Difficilmente a fronte di priorita ed emergenze varie, i Comuni e le Province si indebitano o chiedono mutui per le scuole di loro competenza&#8221;. Questo perché i progetti di adeguamento richiederebbero alle Province e ai Comuni una <strong>compartecipazione del 33% al capitolo di spesa</strong>, in sodalizio con lo Stato e la Regione.</p>
<p>Purtroppo, dopo aver destinato ad altro i fondi della L433/91, con le casse vuote i <strong>Comuni e le Province non hanno mostrato interesse a partecipare al bando</strong>. I vertici del dipartimento regionale di Protezione civile fanno i conti dei soldi andati in fumo: dal 2008 a oggi sono stati revocati finanziamenti per circa due milioni di euro destinati a sostenere test antisismici o lavori di consolidamento di strade, scuole, ospedali. <strong>Fondi in pratica &#8220;rifiutati&#8221; dalle amministrazioni proprietarie delle opere, chiamate per legge a cofinanziare gli interventi</strong>. Dunque, ancora una volta le responsabilita rimbalzano tra gli amministratori. Cosa si prevede di fare nel prossimo futuro? L&#8217;assessore regionale ai beni culturali, Antonello Antinoro, rilasciando una breve intervista all&#8217;agenzia Adnkronos lo scorso 30 aprile, ha definito &#8216;di notevole importanza&#8217; il finanziamento di 75 milioni di euro in tre anni, inserito nella nuova manovra finanziaria della Regione, per l&#8217;adeguamento e la messa in sicurezza degli edifici scolastici siciliani. &#8220;Si tratta di un piano articolato di interventi &#8211; ha spiegato &#8211; che permettera&#8217;, in una terra ad alto pericolo sismico come la Sicilia, di intervenire in modo urgente su tutti quegli edifici considerati a rischio&#8221;. Nella riunione della commissione Grandi rischi del 22 aprile scorso, circa due settimane dopo l&#8217;evento sismico dell&#8217;Aquila, <strong>Barberi ha proposto di fare subito &#8220;le cose più elementari e a basso costo, come le catene ai muri delle strutture in muratura o le tamponature in quelle in cemento armato</strong>&#8220;. Speriamo che gli amministratori abbiano orecchie per intendere. Perché, come ha detto il Prof. Gian Michele Calvi, Vice Presidente della Commissione nazionale grandi rischi, &#8220;i problemi oggi non sono solo la ricostruzione dell&#8217;Abruzzo, ma Priolo e Catania&#8221;.</p>
<p>Concetta Centamore, docente di Fisica e Laboratorio nell&#8217;ITIS &#8220;S.Cannizzaro&#8221; di Catania, Dottore di Ricerca in Geofisica e Vulcanologia   (testo tratto da www.asas.sicilia.it)</p>
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		<title>Torneranno i favolosi anni Sessanta?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 03:40:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di una cosa certamente dovremmo essere grati a Scapagnini, Stancanelli e compagnia bella (si fa per dire): con le loro straordinarie performances amministrative alimentano la nostra fantasia e cullano i dolci  ricordi del bel tempo che fu, quando salivamo &#8220;il limitare di gioventù&#8221; (per dirla col poeta).
L&#8217;attuale drammatica crisi dell&#8217;AMT ci ricorda infatti una situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4590" title="multipla-2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/multipla-2.jpg" alt="multipla-2" width="143" height="107" />Di una cosa certamente dovremmo essere grati a Scapagnini, Stancanelli e compagnia bella (si fa per dire): con le loro <strong>straordinarie performances amministrative</strong> alimentano la nostra fantasia e cullano i dolci  ricordi del bel tempo che fu, quando salivamo &#8220;il limitare di gioventù&#8221; (per dirla col poeta).</p>
<p>L&#8217;attuale drammatica <strong>crisi dell&#8217;AMT </strong>ci ricorda infatti una situazione analoga che deliziò la vita quotidiana dei catanesi all&#8217;inizio dei memorabili anni &#8216;60, quando <span id="more-4588"></span>andò in crisi la <strong>SCAT</strong>, società privata che gestiva allora il servizio di trasporto pubblico. Tra disservizi e scioperi allora ebbero buon gioco ad infilarsi un gran numero di tassisti abusivi che, alla guida della <strong>mitica 600 multipla</strong> rimpinzata fino all&#8217;inverosimile di estemporanei strapuntini e con un costo del passaggio lievemente superiore, trasportavano i malcapitati catanesi lungo le stesse linee del servizio pubblico, magari concedendo, a richiesta, qualche fermata straordinaria.</p>
<p>Indimenticabile <strong>il momento dell&#8217;assalto alla diligenza</strong>: quando, dopo ritardi biblici, arrivava un abusivo, fra gli esasperati utenti si scatenava una vera e propria lotta per la conquista di un posto, e non era raro il caso di madri fuori dalla grazia di Dio che nella ressa smarrivano i bambini che non erano stati pronti ad occupare uno dei pochi spazi disponibili. Che tempi, che splendida Catania.</p>
<p><strong>Meno male che Scapagnini e Stancanelli, come Sivio, ci sono!</strong></p>
<p>Adesso si è aggiunto anche <strong>l&#8217;ineffabile presidente dell&#8217;AMT Sineri</strong> il quale afferma che l&#8217;azienda da lui guidata (è proprio il caso di dire) è competitiva: stipendi non pagati, linee tagliate, mezzi obsoleti e in parte utilizzati come &#8216;donatori di organi&#8217; per quelli circolanti, fornitori imbufaliti. Un&#8217;azienda che da sempre non è riuscita a pubblicare alle fermate gli orari dei passaggi dei mezzi forse non esiste neanche in Burundi (senza offesa per i burundesi). Se questo vuol dire essere competitivi, Marchionne non ha capito nulla!</p>
<p>Certo ci sono i <strong>debiti non pagati dal Comune di Catania</strong>: ma delle esigenze dei ceti più deboli, degli anziani, degli abitanti delle periferie, chissenefrega! Molto più utile lastricare con basole di pietra lavica la via Gisira.</p>
<p>Ma della <strong>gestione manageriale</strong> (<em>absit iniuria verbis</em>) dell&#8217;azienda, vogliamo parlarne? Non siamo in grado di mettere il naso nei bilanci della società, ma alcune osservazioni da utenti qualsiasi siamo in grado di proporle.</p>
<p>Molti autobus sono stati dotati  di <strong>monitor</strong> che normalmente  servono a dare informazioni ai passeggeri  ma anche a far passare pubblicità o brevi notiziari. Insomma: utili, dilettevoli e anche redditizi. A Catania si limitano a rovesciare ossessivamente sul viaggiatore <strong>una raffica di grottesche immagini</strong> su una città immaginaria, informano di spettacolari opere pubbliche e progetti rutilanti. Il tutto condito da un messaggio finale del sempre caro Scapagnini, che giura fedeltà ed eterna dedizione (!) alla sua città di adozione. Peccato che spesso neanche il giorno e l&#8217;ora dei monitor siano aggiornati!</p>
<p>Sempre nelle città normali, è stato da tempo realizzato nelle pensiline <strong>un sistema elettronico che informa</strong> in tempo reale i passeggeri sui tempi di attesa per ciascun autobus. Anche a Catania l&#8217;AMT ha cercato di mettersi al passo e, in via sperimentale, ha collocato ben due di questi pannelli rispettivamente in piazza Trento e in piazza S. Maria di Gesù. In realtà questi costosi giocattoli, per parecchi mesi si sono limitati ad informare che erano in fase di collaudo, poi sono entrati finalmente in funzione, ma dopo poco tempo sono andati <strong>in avaria</strong>, e adesso non danno più segni di vita.</p>
<p>Si potrebbe anche ricordare che anni fa, forse per garantire una maggiore sicurezza, su tutti gli autobus era stato montato <strong>un sistema di radio-controllo</strong> ma, pure in questo caso, dopo qualche tempo è venuto fuori che  era andato <strong>fuori uso</strong> e mai più ripristinato.</p>
<p>Non so se questi &#8211; e chissà quanti altri -, <strong>‘cattivi investimenti&#8217; </strong> hanno sviato risorse importanti, che invece potevano essere destinate a migliorare il parco macchine e ad assumere qualche altro autista. Certo non sono sintomatici di una gestione attenta del denaro pubblico.</p>
<p>Ci si chiede: chi ha deciso questi fallimentari progetti è stato messo poi di fronte alle proprie responsabilità? <strong>Qualcuno ha pagato il danno</strong> <strong>che ne è derivato?</strong> Siamo perfettamente consapevoli che si tratta di domande retoriche: magari sarà stato premiato con una poltrona di consigliere di amministrazione in qualche altra azienda municipalizzata.</p>
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