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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; scuola</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>A scuola di antimafia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 03:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai non passa giorno in cui non dobbiamo leggere di scuole in difficoltà economiche tali da non riuscire a gestire nemmeno l&#8217;ordinaria amministrazione, eppure ci sono tante istituzioni scolastiche che, malgrado queste e altre difficoltà, continuano ad essere baluardo di formazione civile e centri di elaborazione culturale.
E&#8217; questa la prima impressione che suscita la pubblicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12211" class="wp-caption alignright" style="width: 172px"><img class="size-medium wp-image-12211 " title="Groszi" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/Grosz_i_ladri-162x300.jpg" alt="Groszi" width="162" height="300" /><p class="wp-caption-text">George Grosz, i Ladri della società, 1920, Stoccarda, Staatsgalerie </p></div>
<p>Ormai non passa giorno in cui non dobbiamo leggere di <strong>scuole in difficoltà economiche</strong> tali da non riuscire a gestire nemmeno l&#8217;ordinaria amministrazione, eppure ci sono tante istituzioni scolastiche che, malgrado queste e altre difficoltà, continuano ad essere <strong>baluardo di formazione civile</strong> e centri di elaborazione culturale.</p>
<p>E&#8217; questa la prima impressione che suscita la pubblicazione dei risultati di <a href="http://www.piolatorre.it/public/a_sud_europa/a_sud_europa_anno-4_n-15.pdf" target="_blank">un&#8217;indagine, condotta dal Centro Pio La Torre,</a> sulla percezione del fenomeno mafioso dei giovani studenti.</p>
<p>Pur non trattandosi di un&#8217;iniziativa del tutto originale, e malgrado non lavori su un campione statisticamente rappresentativo, trova la sua particolare consistenza nel fatto che è stata condotta <strong>a livello nazionale</strong> e quindi consente, in qualche modo, di mettere a raffronto le diverse sensibilità dei ragazzi del Sud e del Centro-Nord.</p>
<p>I risultati dell&#8217;indagine ci parlano di una <strong>sufficiente conoscenza<span id="more-12202"></span></strong> della pericolosità sociale della mafia e del suo peso negativo sullo sviluppo economico, ma conferma anche una sostanziale <strong>sfiducia</strong> nella capacità di sconfiggerla non solo per la limitatezza dell&#8217;azione repressiva da parte dello Stato ma soprattutto perchè sono le stesse istituzioni, il mondo politico e la classe dirigente ad essere ritenuti fortemente permeabili dagli interessi mafiosi.</p>
<p>Questa <strong>rassegnazione</strong> assieme alla radicale <strong>presa di distanza dalla politica</strong> sembrano essere in effetti le acquisizioni più preoccupanti, anche perché la scelta alternativa di &#8220;dedicarsi agli altri&#8221;, più che la manifestazione di un nuovo senso civico sembra essere una fuga verso un buonismo moralistico e di maniera.</p>
<p>Vogliamo evidenziare questo aspetto anche perchè della mafia continuano ad essere sottolineate le manifestazioni, diciamo così, più tradizionali &#8211; traffico di droga, prostituzione, racket, controllo del mercato del lavoro nero &#8211; mentre sono colti in modo più sfumato, che non va oltre una generica incidenza sull&#8217;economia, <strong>i più profondi interessi economici</strong>.</p>
<p>Questi ormai non riguardano solo la gestione dei rifiuti e l&#8217;ingerenza negli appalti pubblici, dove peraltro è necessaria la collusione di settori consistenti della politica e della pubblica amministrazione, ma si spingono a penetrare, in modo sempre più profondo, per quanto spesso silenzioso e poco appariscente, nei gangli <strong>dell&#8217;imprenditoria</strong> e soprattutto della <strong>finanza</strong>.</p>
<p>E&#8217; la <strong>&#8216;mafia dei colletti bianchi&#8217;</strong>, ancorché sporchi, il nuovo fronte del porto e fino a quando non si riuscirà a leggere attraverso la sua nebbia, sarà veramente difficile venirne a capo.</p>
<p>Meno male che l&#8217;incombente <strong>legge sulle intercettazioni</strong> contribuirà a stendere un velo pietoso su tutto questo spettacolo: così almeno non avremo motivo per roderci il fegato.</p>
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		<title>Notte Bianca al Boggio Lera: chi taglia la scuola taglia il futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 03:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/notte_bianca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11752" title="notte_bianca" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/notte_bianca-300x222.jpg" alt="notte_bianca" width="300" height="222" /></a>Adda passà ‘a nuttata, si potrebbe dire parafrasando Edoardo. E visto che sulla scuola italiana si addensano nubi oscure, circa <strong>duecento docenti delle scuole catanesi </strong>(la maggior parte dei quali lavora nella secondaria superiore) hanno deciso di lanciare un motivato <strong>grido di allarme</strong>. Ricorrendo agli strumenti tipici del loro mestiere, semplicemente carta e penna si sarebbe detto qualche anno fa, hanno provato a ragionare sullo “stato della scuola”.</p>
<p>Ne è venuto fuori <span id="more-11749"></span>un quadro disarmante. <strong>Strutture</strong> scolastiche inadeguate (spesso sprovviste persino  del certificato di agibilità); abnorme aumento del <strong>numero</strong> degli alunni nelle classi (sino a 35); <strong>contrazione</strong> delle ore del Sostegno; riduzione del personale <strong>amministrativo</strong> e dei collaboratori scolastici; meno soldi per le <strong>pulizie</strong>; continui tentativi di svuotare gli Organi Collegiali.</p>
<p>Come se non bastasse, è arrivato il “<strong>riordino” Gelmini-Tremonti</strong>, pomposamente definito, non si capisce in base a quali criteri,  epocale riforma della scuola. In effetti, i due, come accadrebbe in una qualsiasi SPA, per risparmiare si sono limitati, esattamente al <strong>contrario di quanto succede negli altri paesi europei</strong>, a ridurre drasticamente il numero delle ore scolastiche, secondo la brillante riflessione che studiando meno si apprende meglio.</p>
<p>Peraltro, e qui la logica sembra proprio incomprensibile,  prima si sono tagliate le ore di lezione e <strong>solo ora</strong> si comincia a discutere di nuovi programmi scolastici. In questa situazione, i duecento docenti hanno pensato che si dovesse evitare che facesse chiù scuru ‘i mezzanotte e hanno ritenuto necessario che tutti riprendessero a <strong>discutere sul diritto all’istruzione</strong>.</p>
<p>Nasce, così, l’idea della Notte Bianca, un primo momento di confronto collettivo fra quanti pensano che <strong>una società che non investe nell’istruzione</strong> è destinata a un’inevitabile declino.</p>
<p><strong>Sabato 10 aprile alle ore 18,00</strong> appuntamento in piazza Duomo per poi spostarsi al Boggio Lera. Qui, ci si dividerà in <strong>gruppi di lavoro</strong> su: la scuola che vogliamo; la sicurezza nelle scuole; il precariato; prospettive della mobilitazione. Finita la discussione, e deciso, almeno in parte, il percorso delle prossime settimane, proseguirà la Notte Bianca. I presenti ascolteranno i brani proposti da un <strong>coro</strong> formato da docenti e allievi del Turrisi Colonna e, visto che ci trova in una scuola, la manifestazione si concluderà con un <strong>reading di poesie e brani</strong> letterari: <strong>la cultura si difende facendo cultura</strong>.</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/Notte_Bianca_volantino.pdf" target="_blank">volantino preparato e diffuso dagli organizzatori della Notte Bianca</a></p>
<p>Leggi su Argo <a href="http://www.argo.catania.it/2010/03/07/ristrutturazione-aziendale-non-riforma-della-scuola/" target="_blank">Ristruttuazione aziendale, non riforma della scuola</a></p>
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		<title>La rottamazione degli insegnanti e la riforma &#8220;epocale&#8221; della scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 03:16:13 +0000</pubDate>
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Da qualche giorno infatti è arrivata alle Segreterie di tutte le scuole la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10622" title="rottamazione insegnanti" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/insegnante-unico-300x244.jpg" alt="rottamazione insegnanti" width="300" height="244" />Il ministro Scajola continua a minacciare la <strong>fine della politica di rottamazione</strong> delle auto, apparentemente per ritorsione contro la FIAT, in effetti si tratta di uno spostamento di risorse verso la <strong>scuola</strong>, a sostegno di una triennale campagna di <strong>rottamazione del personale</strong>, docente e non.</p>
<p>Da qualche giorno infatti è arrivata alle Segreterie di tutte le scuole la circolare applicativa, con allegata <strong>lista di proscrizione</strong>, del decreto del <strong>Ministro Mariastella Gelm-onti</strong> che dispone<span id="more-10618"></span> la <strong>risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro</strong> nei confronti del personale dipendente che abbia raggiunto 40 anni di anzianità contributiva, anche se non ha raggiunto 40 di servizio o 65 anni di età.</p>
<p>Naturalmente il tutto viene sbandierato dal <strong>Grande Imbonitore</strong> come <strong>un&#8217;opportunità</strong> per rendere disponibili<img class="alignright size-medium wp-image-10628" title="Gelmini" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmini21-300x214.jpg" alt="Gelmini" width="300" height="214" /> posti di <strong>lavoro ai giovani</strong>: nulla di più <strong>falso</strong>! Basti pensare che la sola riforma degli istituti tecnici comporterà, per tutte le classi tranne le quinte, una riduzione dell’orario settimanale da 36 a 32 ore.</p>
<p>La politica dei <strong>tagli</strong>, solo per l&#8217;anno scolastico 2010/2011, si tradurrà in una <strong>contrazione di organico</strong> <strong>di 41.600 posti</strong>, 12.800 docenti nelle scuole superiori, 12.800 docenti per la primaria e la media, 16.000 unità lavorative per il personale ATA.</p>
<p>Solo <strong>in Sicilia</strong> il taglio dovrebbe ammontare, salvo ulteriori sorprese, a <strong>4.200 unità</strong>, mentre <strong>Catania</strong> dovrebbe subire un <strong>taglio di circa 1.000 unità</strong> lavorative così distribuito: 350 Ata, 325 docenti per il secondo grado e 325 docenti tra scuola primaria e secondaria di 1° grado.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10629" title="Gelmini" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Gelmini-256x300.jpg" alt="Gelmini" width="256" height="300" />In effetti l&#8217;unica motivazione dichiarabile è che si tratta di &#8221;interventi per il <strong>contenimento della spesa</strong> per il pubblico impiego&#8221; e di dover far fronte al rischio del &#8220;formarsi di ruoli in <strong>esubero</strong>&#8221; conseguenti alla &#8220;<strong>riduzione di un rilevante numero di posti</strong> di docenti e di personale ATA.&#8221;</p>
<p>I <strong>giovani</strong>, inoltre, <strong>costano molto meno</strong> degli anziani, ammesso anche che si assumano nuove forze lavoro per ogni lavoratore messo in pensione.</p>
<p>Vi è poi un altro evidente controsenso: da un lato si vuole prolungare l’età pensionabile, dall’altro si mandano in pensione prematuramente persone nel pieno della loro maturità professionale. Il <strong>presunto</strong> <strong>risparmio</strong> viene in effetti <strong>messo a carico del sistema previdenziale</strong> con un maggior numero di erogazioni di pensioni e minor afflusso contributivo per retribuzioni inferiori dei neoassunti.</p>
<p>Addirittura, per chi abbia già raggiunto i <strong>65 anni</strong> e chiede di continuare a restare in servizio, si dichiara papale papale che &#8220;non si trova nella condizione di poter assicurare una <strong>continuità lavorativa</strong> compatibile con un’attività di formazione e riqualificazione professionale necessarie in dipendenza delle modifiche ordinamentali in corso di realizzazione&#8221;. Come dire: rimbecilliti per decreto.</p>
<p>Se si tiene conto che l&#8217;unica epocale &#8220;modifica ordinamentale in corso di realizzazione&#8221; consiste in un robusto taglio del quadro orario di insegnamento, forse ci si riferisce al fatto che questi insegnanti, avendo problemi di prostata, sono costretti ad andare spesso in bagno e quindi non possono &#8220;assicurare una continuità lavorativa&#8221;.</p>
<p>Certo è che gli <strong>insegnanti</strong> sono l&#8217;unica categoria a cui si possono impunemente dire certe cose, senza che nessuno ci faccia caso. Immaginate cosa accadrebbe se venissero usate affermazioni del genere per <strong>altre categorie</strong> come quelle dei magistrati, dei professori universitari, dei politici o dei presidenti del Consiglio dei ministri!</p>
<p>La soluzione potrebbe essere quella di rendere mutuabili a carico del Servizio Sanitario gli <strong>intrugli di Mago Merlino Scapagnini</strong>, ma si tratta evidentemente di soluzione troppo onerosa.</p>
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		<title>Regioni: chi più spende meglio spende?</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 06:23:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualità del welfare e costo del bilancio pubblico:  la  Ragioneria Generale dello Stato ha da poco pubblicato l&#8217;analisi della spesa statale regionalizzata. I dati si riferiscono al 2008 e da essi si ha la conferma che i cittadini delle varie regioni italiane, rispetto ai diritti e ai servizi pubblici essenziali (scuola, sanità, rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Regioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10491" title="Regioni" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Regioni.jpg" alt="Regioni" width="230" height="261" /></a>Qualità del welfare e costo del bilancio pubblico:  la  Ragioneria Generale dello Stato ha da poco pubblicato l&#8217;analisi della <strong>spesa statale regionalizzata</strong>. I dati si riferiscono al 2008 e da essi si ha la conferma che i cittadini delle varie regioni italiane, rispetto ai diritti e ai servizi pubblici essenziali (scuola, sanità, rifiuti e ambiente), godono di <strong>trattamenti e  opportunità decisamente differenti</strong>.<br />
In generale, sembra conveniente abitare in una regione a statuto speciale. Non bisogna, però, commettere l&#8217;errore di ritenere un <strong>più alto indice di spesa</strong> sinonimo di una migliore qualità del servizio erogato.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;<strong>istruzione</strong>, <span id="more-10487"></span> ad esempio, nel Sud al costo più elevato si accompagna  un tasso di abbandono scolastico ancora preoccupante. Nella <strong>sanità</strong> in Sicilia si spendono 847 euro per abitante, a fronte di una spesa che in Lombardia non raggiunge i 600 euro. Che il diritto alla salute sia maggiormente tutelato nella nostra regione è tutto da dimostrare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/pagamenti-stato-sanità-rifiuti.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-10497" title="visualizza la tabella" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/pagamenti-stato-sanità-rifiuti.jpg" alt="pagamenti stato sanità rifiuti" width="163" height="109" /></a> <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/spesa-regionalizzata-290.jpg"> </a> <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/spesa-regionalizzata.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-10498" title="visualizza diagramma" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/spesa-regionalizzata.jpg" alt="spesa regionalizzata" width="217" height="127" /></a></p>
<p>Rispetto a una spesa media per abitante che a livello nazionale è di 29 euro per quanto riguarda <strong>rifiuti e ambiente</strong>, in Sicilia la media è di 42 euro. Purtroppo a tale maggiore impegno economico non corrispondono servizi e tutele adeguate, come dimostrano le continue emergenze che riguardano quasi tutto il territorio siciliano.</p>
<p>Tratto da Repubblica on line: <em> <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Le-venti-Italie-della-spesa-regionale.pdf" target="blank">Le venti Italie della spesa regionale</a> </em> di Luisa Grion</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non è mai troppo tardi, primo giorno di scuola all&#8217;Istituto d&#8217;Arte</title>
		<link>http://www.argo.catania.it/2009/10/14/non-e-mai-troppo-tardi-primo-giorno-di-scuola-allistituto-darte/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 06:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 13 ottobre  è stato il primo giorno di scuola, nella nuova sede di viale Vittorio Veneto, per gli  studenti dell’Istituto Statale d’Arte di Catania.  Si tratta, però, di una sistemazione provvisoria che, per due anni – e per un affitto di 60.000 mila euro al mese – garantirà comunque a circa settecento ragazzi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 13 ottobre  è stato il primo giorno di scuola, nella <strong>nuova sede di viale Vittorio Veneto</strong>, per gli <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Ex-Provveditorato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7035" title="Ex-Provveditorato" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Ex-Provveditorato.jpg" alt="Ex-Provveditorato" width="200" height="139" /></a> studenti dell’<strong>Istituto Statale d’Arte di Catania</strong>.  Si tratta, però, di una sistemazione provvisoria che, per due anni – e <strong>per un affitto di 60.000 mila euro al mese </strong>– garantirà comunque a circa settecento ragazzi di poter frequentare regolarmente l’Istituto. Non si può però dire ‘tutto è bene quel che finisce bene’. Al contrario, l’intera vicenda mette in luce,<span id="more-6990"></span> come meglio non si potrebbe, il pessimo funzionamento delle Istituzioni locali. Proviamo a ricostruirla. Da anni<strong> sul Collegio dei Gesuiti di via Crociferi </strong>(storica e prestigiosa sede dell’Istituto d’Arte) gravava un’ <strong>ingiunzione di sfratto</strong>, intimata dalla regione Sicilia alla Provincia di Catania, cui è seguita una dichiarazione di<strong> totale inagibilità dello stabile</strong>. A proposito, potrebbero dire – Comune e Provincia – quante scuole a Catania dispongono di locali dotati del certificato di agibilità? Ma torniamo alla nostra vicenda. In una tale situazione<strong> ci si aspetta che per tempo le Istituzioni preposte individuino soluzioni alternative credibili. Così non è</strong><strong>,</strong> Comune e Provincia non dialogano fra loro e, alla fine, l’unica proposta in campo è quella di utilizzare l’ex scuola Brancati di Librino (per renderla usufruibile vengono stanziati 300.000 euro) che, però, non può contenere studenti e laboratori (lo spazio complessivamente disponibile è solo un terzo rispetto a quello che servirebbe per la normale attività scolastica). La Provincia, caricandosi di ulteriori costi, si impegna, inoltre, a garantire agli studenti un servizio di bus navetta per il quotidiano trasporto dal centro città alla nuova sede e ritorno. In sostanza, una pseudo soluzione, che, come ben comprendono docenti, allievi e genitori, porterebbe, lentamente e inevitabilmente, al ridimensionamento (se non alla chiusura) della scuola. Ed <strong>è solo grazie alla resistenza ostinata </strong>di chi, come scrivono alcuni componenti<strong> del C</strong><strong>omitato Pro-Istituto d’Arte</strong>, si oppone al “cinico disprezzo usato nei confronti del sacrosanto diritto allo studio dei nostri 700 ragazzi” che alla fine <strong>si concretizza una soluzione accettabile</strong>, per la quale la Provincia si è impegnata, comunque, a versare <strong>la somma più alta pagata per un affitto.</strong> Vista la provvisorietà della soluzione, riteniamo che <strong>il Comitato Pro-Istituto d’Arte avrà ‘da fare’ anche in futuro.</strong> Un’ultima considerazione, molti hanno sottolineato come la presenza di un’altra scuola superiore avrebbe avuto un positivo impatto su questa parte della Città, dove già gli Istituti comprensivi svolgono una funzione fondamentale. Se vogliamo evitare che tutto ciò resti una mera petizione di principio, ci aspettiamo che, finita questa emergenza, si apra una seria riflessione, capace di coinvolgere istituzioni e società civile, per proporre un progetto culturale e sociale in grado di migliorare realmente la qualità della vita a Librino.</p>
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		<title>La campanella dei precari</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mattina del 18 settembre il Coordinamento Precari Scuola-Catania e il Comitato Sostegno Scuola Catania, insieme ai precari del personale ATA hanno salutato l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico con una manifestazione di fronte ai cancelli del Liceo Scientifico &#8220;Galileo Galilei&#8221; di Catania. Dopo un primo momento di diffidenza, ascoltate e comprese le ragioni dei loro ex-docenti, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/P1040268.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-6582" title="P1040268" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/P1040268-300x225.jpg" alt="P1040268" width="300" height="225" /></a>La mattina del 18 settembre il <strong>Coordinamento Precari Scuola-Catania e il Comitato Sostegno Scuola Catania, insieme ai precari del personale ATA</strong> hanno salutato l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico con una <strong>manifestazione di fronte ai cancelli del Liceo Scientifico &#8220;Galileo Galilei&#8221; di Catania.</strong> Dopo un primo momento di diffidenza, ascoltate e comprese le ragioni dei loro ex-docenti, una parte sensibile degli studenti del Galilei si è unita alla protesta.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito i precari si sono spostati al vicino Istituto Tecnico Industriale <strong>“Guglielmo Marconi”</strong>, dove, in occasione dell<strong>&#8216;inaugurazione dell&#8217;anno scolastico</strong>, era prevista la visita del <strong>direttore generale dell&#8217;ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Guido Di Stefano</strong>. <span id="more-6531"></span>Di fronte al direttore Di Stefano i rappresentanti dei precari hanno ribadito il loro<strong> no ai contratti di disponibilità</strong>, la loro opposizione alla creazione di classi sovraffollate, inevitabile conseguenza del taglio delle organici, e hanno portato perplessità non solo relative al proprio futuro, ma anche e soprattutto relative alle conseguenze che i cambiamenti apportati dalla ministra Gelmini possano avere sul futuro degli alunni. Cambiamenti che per ora si manifestano sotto forma di tagli sul budget, evidentemente non indipendenti dal Ministero del Tesoro, e tali e tanti da aver reso appropriato per la ministra il soprannome di <strong>Gelmonti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il preside del Marconi, prof. Orazio Lombardo, ha manifestato la propria solidarietà ai docenti e ai collaboratori scolastici licenziati. <strong>Molto amaro</strong>, invece,<strong> il comportamento dei lavoratori di ruolo</strong>, specie docenti, che non solo <strong>non hanno appoggiato i colleghi precari</strong>, ma hanno spesso polemizzato con loro. La lotta dei precari della scuola nasce dal desiderio e dal bisogno di conservare il proprio posto di lavoro, ma allo stesso tempo è<strong> lotta per la qualità e l&#8217;innovazione della scuola pubblica</strong> e per il<strong> diritto allo studio</strong>, e in questo senso ci riguarda tutti. Perché <strong>deve importare a tutti, nessuno escluso, che dalla scuola pubblica escano cittadini resi consapevoli e non manipolabili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alleghiamo una <strong>lettera</strong> spedita alla redazione di Argo da una <strong>docente precaria</strong>, da leggere come spunto di riflessione sulla attuale situazione della scuola pubblica.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/precari.pdf">Scuola pubblica. Storia sociale di una colonna infame</a></p>
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		<title>Che fine farà la Vespucci?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 03:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrerebbe una trovata da teatro dell&#8217;assurdo&#8230; Eppure è la verità. L&#8216;edificio scolastico che ospita l&#8217;istituto comprensivo A. Vespucci sarà molto probabilmente demolito per essere ricostruito pochi metri più in là. E non perchè la struttura sia fatiscente o inadeguata. Si tratta anzi di una costruzione all&#8217;avanguardia, solida, rispondente ai requisiti antisismici, dotata di  palestre, laboratori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembrerebbe una trovata da teatro dell&#8217;assurdo&#8230; Eppure è la verità. L<strong>&#8216;edificio</strong> scolastico che ospita l&#8217;istituto<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/vespucci_scuola.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5672" title="vespucci_scuola" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/vespucci_scuola-300x103.jpg" alt="vespucci_scuola" width="300" height="103" /></a> comprensivo A. Vespucci <strong>sarà</strong> molto probabilmente <strong>demolito</strong> per essere <strong>ricostruito pochi metri più in là</strong>. E non perchè la struttura sia fatiscente o inadeguata. Si tratta anzi di una <strong>costruzione all&#8217;avanguardia</strong>, solida, rispondente ai requisiti antisismici, dotata di  palestre, laboratori, teatro e auditorium&#8230; Qualcosa di avveniristico in un contesto come il nostro. L&#8217;edificio deve essere demolito perchè <span id="more-5815"></span>così stabilisce l&#8217;<strong>accordo, firmato il 30 maggio del 208 </strong>, tra il commissario Emanuele e i proprietari delle aree di Corso Martiri della Libertà. La scuola fu addirittura <strong>venduta</strong>, come abbiamo scritto sul Argo il 16 dicembre scorso<a href="http://www.argo.catania.it/2008/12/16/aaa-scuola-vendesi/" target="_blank"> (A.A.A. Scuola vedesi)</a>.</p>
<p>Nella relazione  allegata al famigerato accordo, il Commissario affermò che di quella scuola non c&#8217;era bisogno. Molto più importante e urgente era risolvere l&#8217;annoso <strong>problema del Corso dei Martiri</strong> (che affronteremo presto nel suo complesso), di cui la ubicazione della scuola costituisce solo un annesso.</p>
<p>Adesso, però, dopo le <strong>proteste</strong> della opposizione, dei sindacati (<a href="http://www.laperiferica.it/Abbattimento-istituto-Vespucci.html?1080" target="_blank">vedi La periferica del 31 luglio</a>), delle famiglie e dei docenti della scuola (vedi<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/vespuci_reazioni_negative.pdf"> scheda sulla Sicilia</a> del 6 u.s.), il sindaco è pervenuto a una soluzione salomonica raggiungendo un <strong>nuovo accordo</strong>. E qui interviene il colpo di scena. La scuola sarà demolita, ma verrà ricostruita poco distante, a spese dei proprietri delle aree. <strong>Quali sarebbero i vantaggi</strong> di questa scelta che appare assolutamnete insensata? Per la città e per gli utenti della scuola, nessun vantaggio. Per i proprietari, evidentemente, molti. Se si <strong>accollano le spese della demolizione e della ricostruzione</strong> (che avverrebbe sulla piazza Giovanni XXIII, vale a dire della stazione) vuol dire che pensano di <strong>ricavare altissimi profitti</strong> dallo sfruttamneto dell&#8217;area edificabile che si libererà. Non per niente il sindaco è stato accusato di privilegiare gli interessi dei privati pittosto che quelli della collettività.</p>
<p>Altro aspetto assurdo della questione è il ruolo che riveste in questa faccenda il<strong> Consiglio Comunale</strong>. Esso <strong>non ha voce in capitolo sull&#8217;accordo</strong> stipulato da Emanuele  e modificato da Stancanelli (trattandosi di decisioni che competono alla Giunta), ma deve esprimersi sulla <strong>variante</strong> che prevede la costruzione della suola nel nuovo sito. Forse se non fosse necessario un voto del Consiglio Comunale, su questa vicenda non si sarebbero accesi i riflettori, come è avenuto nella prima settimana di agosto.</p>
<p>Resta ancora da vedere quale esitp avrà l&#8217;<strong>esposto</strong> presentato dal Comitato in difesa della scuola presso la <strong>Corte dei Conti</strong> e la <strong>Procura</strong> della Repubblica.</p>
<p>Leggi sul nostro archivio <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/vespucci_martiri.pdf">l&#8217;articolo di Pinella Leocata</a></p>
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		<title>Scuola:i tagli non finiscono mai</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 03:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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L&#8217;entità dei tagli previsti per la scuola in Sicilia è stata ridotta. Per gentile concessione.
Lo hanno concordato il ministro Gelmini e l&#8217;assessore regionale Leanza. Il nuovo protocollo d&#8217;intesa salva 1.800 posti di lavoro, tra docenti e personale ATA. Importante il salvataggio di 600 insegnanti di sostegno. Garantirà il diritto allo studio di un maggior numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/tagli2_images.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5634" title="tagli2_images" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/tagli2_images.jpeg" alt="tagli2_images" width="94" height="124" /></a></p>
<p>L&#8217;entità dei tagli previsti per la scuola in Sicilia è stata<strong> ridotta</strong>. Per gentile concessione.</p>
<p>Lo hanno concordato il ministro Gelmini e l&#8217;assessore regionale Leanza. Il nuovo protocollo d&#8217;intesa salva <strong>1.800 posti di lavoro,</strong> tra docenti e personale ATA. Importante il salvataggio di <strong>600 insegnanti di sostegno</strong>. Garantirà il diritto allo studio di un maggior numero di ragazzi disabili.</p>
<p>Si tratta comunque di attività di <strong>&#8220;integrazione alla didattica&#8221;</strong>, con programmi specifici che pretendono di migliorare l&#8217;offerta formativa. E saranno utilizzati, di fatto, fondi<span id="more-5614"></span> europei, tratti &#8220;dal<strong> Pon</strong> 2007-2013&#8243; e &#8220;<strong>Por Fse</strong> 2007-2013&#8243;, per quanto riguarda la Regione <a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/60671/docenti-personale-tirano-sospiro-sollievo-accordo-regione-miur-salvati-1800-posti-lavoro.htm" target="_blank">(SiciliaInformazioni, 07/08/09)</a>. Purtroppo non sempre le &#8220;offerte&#8221; presentate all&#8217;interno di questo <strong>Programma Operativo nazionale (o Regionale)</strong> si sono rivelate valide ed efficaci. Ci ripromettiamo di tornare sulle problematiche, non sempre limpide, legate all&#8217;<strong>utilizzo di questi fondi</strong>, comunque c&#8217;è da dire che si tratta di interventi che hanno specifiche finalità e <strong>non riguardano la struttura e l&#8217;organizzazione di base della scuola</strong>.</p>
<p>Sulla scuola come servizio pubblico, come fondamento dell&#8217;istruzione e della formazione dei cittadini, non c&#8217;è stato da parte del Governo nessun ripensamento. Sulla scuola<strong> si ritiene giusto risparmiare e non investire</strong>, perchè essa non è considerata una priorità.</p>
<p>Ministro e assessore si sono dichiarati soddisfatti. Potranno addirittura vantarsi di avere risposto alle esigenze della società e di aver salvato un certo numero di posti di lavoro.</p>
<p>Purtroppo è vero, dobbiamo essere contenti di come siano andate le cose, ma solo perchè i tagli annunciati erano ancora più consistenti, tanto da aver creato  subito una <strong>mobilitazione</strong>. &#8220;Se ritardo ci sarà dell’apertura dell’anno scolastico non sarà per la temuta pandemia, ma per le dure proteste annunciate dal <strong>coordinamento nazionale dei precari</strong> che a metà luglio si è <strong>ufficialmente costituito</strong>&#8220;, così inizia infatti l&#8217;articolo pubblicato da La Sicilia  il 26 luglio, <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/i-tagli-non-finiscono-mai-almirante-la-sicilia-luglio-2009.pdf" target="_blank">a firma di Pasquale Almirante</a>.</p>
<p>I dati forniti e le conseguenti riflessioni, in entrambi i casi, ruotano, però, quasi sempre esclusivamente attorno al problema occupazionale. Considerare il taglio del numero dei docenti solo sotto questa luce, è tuttavia riduttivo. Nessuno vuole mettere in discussione <strong>la gravità</strong> della disoccupazione, ma, se consideriamo la scuola solo come una possibilità di occupazione per i nostri laureati, confermiamo l&#8217;idea che <strong>il lavoro degli statali, e dei docenti in particolare</strong>,<strong> </strong>sia una sorta di &#8220;parcheggio&#8221; per chi rischia di rimanere disoccupato (magari a causa della sua scarsa inventiva o delle sue insufficienti competenze).</p>
<p>Impostare la questione solo sul piano economico equivale a fare propria la <strong>logica del governo</strong>, che è una logica esclusivamente economica. La Gelmini taglia per risparmiare sugli stipendi, incurante delle <strong>conseguenze formative;</strong> i docenti precari lamentano la perdita di posti di lavoro. E la<strong> qualità</strong> della scuola, la <strong>preparazione</strong> dei nostri ragazzi, il dovuto sostegno ai <strong>più deboli</strong>: dove sono andati a finire?</p>
<p>Dobbiamo protestare contro i tagli soprattutto perchè danneggiano la <strong>qualità dell&#8217;insegnamento</strong>. Un numero inferiore di docenti vuol dire <strong>classi più numerose,</strong> minore attenzione alle esigenze individuali,<strong> inadeguate misure di potenziamento</strong> per i più capaci e<strong> insufficienti interventi per i più fragili</strong>. Oppure vuol dire minor numero di <strong>ore di lezione,</strong> tanto i ragazzi imparano altrove, non a scuola&#8230;</p>
<p>Ma chi impara altrove? Chi ha attorno un ambiente colto e stimolante, un contesto in cui il <strong>sapere è valorizzato</strong>, in cui circolano libri, riviste, film di qualità.  Gli altri possono utilizzare come<strong> strumento formativo</strong> solo la TV, dalla quale, salvo pochissimi programmi, c&#8217;è ben poco da imparare! Ancora una volta <strong>si escudono i più deboli,</strong> si trasforma la scuola in uno strumento<strong> non di promozione sociale</strong> ma di esclusione e di selezione (basata sulla provenienza socio-economica, non sul merito). Sembra di risentire le parole di Don Milani: potenza dei cromosomi del dottore&#8230;</p>
<p>Forse a chi oggi ci governa va bene così. Va bene che <strong>la cultura non si diffonda,</strong> che la gente non pensi, che non sia informata adeguatamente, che non si faccia troppe domande!</p>
<p>La lotta contro i tagli, allora, riguarda tutti, non solo gli insegnanti precari o gli abilitati parcheggiati nelle graduatorie provinciali. La lotta contro i tagli riguarda tutti i<strong> genitori</strong>, tutti i <strong>cittadini. E&#8217; giusto pretendere che </strong>i nostri figli,  soprattutto i ragazzi che provengono dai quartieri più emarginati (ai quali non sono state offerte le stesse <strong>opportunità</strong> degli altri) abbiano una scuola<strong> migliore.</strong></p>
<p>Sulla scuola bisogna quindi <strong>investire di più.</strong> Lo fanno (e lo hanno fatto in passato) gli stati che scommettono maggiormente sullo <strong>sviluppo</strong>, che non accettano di essere <strong>condannati all&#8217;arretratezza.</strong> Non facciamoci ingannare dalla faccia soddisfatta della nostra ministra o dell&#8217;assessore Leanza. Ci hanno solo restituito una parte di ciò che ci sarebbe comunque spettato.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/tagli_ridotti_si.pdf" target="_blank">l&#8217;articolo di SiciliaInformazioni</a> nel nostro archivio</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/precari_accordo_miur_regione.pdf">testo integrale dell&#8217;accordo Gelmini-Leanza</a></p>
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		<title>Sicurezza a scuola: Catania maglia nera</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 05:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono aumentate, da parte degli enti locali siciliani, le richieste di concorso al bando dell&#8217;Inail che permetterà la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Si tratta della seconda e della terza tranche di finanziamenti per un importo complessivo di 70 milioni di euro.
Quest&#8217;anno è cresciuto il numero delle scuole della provincia di Catania che hanno  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-5284" title="sicurezza-a-scuola" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/sicurezza-a-scuola.jpg" alt="sicurezza-a-scuola" width="146" height="138" />Sono aumentate, da parte degli enti locali siciliani, le richieste di concorso al <strong>bando dell&#8217;Inail</strong> che permetterà la messa in <strong>sicurezza</strong> degli <strong>edifici scolastici</strong>. Si tratta della seconda e della terza tranche di finanziamenti per un importo complessivo di <strong>70 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;anno è cresciuto il numero delle scuole della provincia di Catania<span id="more-5263"></span> che hanno  presentato la domanda di richiesta dei fondi. Della <strong>provincia</strong>, però, ché quelle della città brillano per assenza. Il <strong>Comune di</strong> <strong>Catania</strong> ha presentato <strong>solo tre  progetti </strong>per altrettante scuole contro i 68 degli altri comuni della provincia e i 294 degli enti locali della Sicilia.</p>
<p>Nessuna delle tre richieste catanesi peraltro sarà presa in considerazione perché la documentazione dei bandi è carente (<strong>mancano documenti obbligatori</strong>, persino la carta d&#8217;identità del sindaco).</p>
<p>La <strong>Provincia Regionale di Catania</strong> ha, invece, presentato <strong>otto progetti validi</strong> per la messa in sicurezza degli edifici di altrettanti istituti superiori. Non c&#8217;è, però, certezza del finanziamento perché le risorse basteranno a soddisfare <strong>solo</strong> circa <strong>11 richieste</strong> della nostra provincia e una trentina  in Sicilia contro le circa 300 presentate.</p>
<p>Per gli alunni dei rimanenti istituti siciliani la sicurezza sarà solo una parola senza significato.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inail_scuole.pdf">tutto l&#8217;articolo</a> de La Sicilia.</p>
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		<title>Andrea Doria: si riapre la partita</title>
		<link>http://www.argo.catania.it/2009/06/27/andrea-doria-si-riapre-la-partita/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 23:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un finale degno del miglior Hitchcock, si è conclusa positivamente, anche se solo provvisoriamente, la vicenda della Scuola media &#8220;A. Doria&#8221;.
A pochi giorni dall&#8217;esecuzione dello sfratto dai locali di via Cordai, a causa della pluriennale morosità del Comune di Catania, dietro la spinta della mobilitazione dei genitori e degli operatori scolastici, il contratto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5194" title="doria" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/doria.jpg" alt="doria" width="129" height="150" />Con un finale degno del miglior Hitchcock, <strong>si è conclusa positivamente</strong>, anche se solo provvisoriamente, <strong>la vicenda della Scuola media &#8220;A. Doria&#8221;.</strong></p>
<p>A pochi giorni dall&#8217;esecuzione dello <strong>sfratto</strong> dai locali di via Cordai, a causa della pluriennale morosità del Comune di Catania, dietro la spinta della <strong>mobilitazione dei genitori e degli operatori scolastici</strong>, il contratto di locazione, anche per la decisiva <strong>intermediazione della Prefettura</strong>, <span id="more-5178"></span>è stato <strong>prorogato</strong> per un altro anno, avendo nel frattempo il sindaco Stancanelli tenuto fede all&#8217;impegno di pagare gli arretrati.</p>
<p>Ne ha dato notizia, con legittima soddisfazione, un comunicato di Rifondazione comunista che ha avuto un ruolo importante nella mobilitazione degli abitanti del quartiere di s. Cristoforo, i quali ben conoscono <strong>l&#8217;importanza</strong> <strong>strategica</strong> del contributo che può venire dalla presenza <strong>delle istituzioni scolastiche</strong> per dare ai loro figli un&#8217;appropriata educazione e un&#8217;adeguata formazione culturale.</p>
<p>Si sottolinea peraltro la necessità di non abbassare la guardia dopo una vittoria importante sì, ma parziale, restando fermo l&#8217;obiettivo finale di fare in modo che <strong>il Comune acquisti definitivamente i locali di via Cordai</strong>.</p>
<p>Solo in questo modo è possibile dare agli operatori scolastici quella sicurezza di fondo capace di conferire certezza di continuità alla loro azione educativa e didattica.</p>
<p> Vedi anche precedente articolo: <a href="http://www.argo.catania.it/2009/04/14/andrea-doria-game-over/">Andrea Doria: game over</a></p>
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