L’Etna è uno dei vulcani più importanti d’Italia. Situato in Sicilia, l’Etna è il vulcano attivo terrestre più elevato della Placca euroasiatica. E’ inoltre stato inserito, il 21 giugno 2013 dall’UNESCO, nell’elenco dei beni che costituiscono Patrimonio dell’Umanità.

L’Etna – anche conosciuto con il nome siciliano di Mungibeddu o ‘a Muntagna – è un vulcano molto attivo che, con le sue frequenti eruzioni, ha più volte minacciato il  paesaggio e la popolazione circostante. Il vulcano è caratterizzato da una struttura fortemente complessa: su di esso proliferano diverse specie botaniche e la gran parte della sua superficie è formata da roccia magmatica. Molto frequenti sono le  precipitazioni nevose che interessano soprattutto le quote più alte dell’Etna.

Per questo motivo, in ogni periodo dell’anno è possibile soggiornare in Sicilia e programmare un’escursione sull’Etna.

Le eruzioni dell’Etna nel corso della storia

L’Etna è sempre stato un vulcano molto attivo, soggetto a numerose eruzioni. La prima più importante ricordata dalla storia è quella avvenuta nel luglio dell’anno 1614: un fenomeno eruttivo, questo, delle durata di ben dieci anni.

In questa mastodontica eruzione l’Etna arrivò a coprire ben 21 chilometri quadrati con oltre un miliardo di metri cubi di lava. Dall’eruzione dell’Etna del 1614 ebbero origine alcune grotte laviche che ancora oggi possono essere visitate come la Grotta dei Lamponi e la Grotta del Cielo.

Ma l’eruzione più spaventosa e distruttiva dell’Etna si registrò nell’anno 1669 quando il materiale lavico giunse fino alla città di Catania distruggendone la parte esterna fino alle mura che la cingevano. Questa spaventosa eruzione venne preceduta da un boato e da un terremoto che distrusse il paese di Nicolosi e causò gravi danni a Gravina, Mascalucia, Trecastagni e Pedara. Il fronte lavico seppellì i piccoli centri di Malpasso, Mompilieri, Camporotondo, San Pietro Clarenza, San Giovanni Galermo e Misterbianco. Questa eruzione dell’Etna durò ben 122 giorni.

Seguirono altre eruzioni minori del vulcano fino a quando, nel 1928, l’Etna eruttò
nuovamente distruggendo la piccola città di Mascali. Nel 1971 una spaventosa
eruzione distrusse l’Osservatorio Vulcanologico e la funivia dell’Etna.

Successivamente il vulcano fu interessato da altre eruzioni minori ma gli storici ricordano con particolare interesse quella del 14 dicembre 1991 conosciuta come
l’eruzione più lunga del Vulcano. L’Etna eruttò per ben 473 giorni e fu resa necessaria la costruzione di un argine di venti metri d’altezza che, per circa due mesi, protesse le cittadine limitrofe dal fronte lavico.

Le eruzioni dell’Etna più recenti.

Molto recentemente l’Etna ha fatto registrare un’intensa attività eruttiva. Il 9 dicembre 2015 il vulcano ha cominciato ad emettere cenere marrone: tale attività è stata accompagnata da un debole sciame sismico: l’Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia ha registrato circa 46 scosse (le più forti di magnitudo 3.8 e 2.9) nella giornata precedente quella dell’eruzione. Suggestivo lo spettacolo naturale regalato dal vulcano: numerose sono le foto scattate che testimoniano una grande attività di eruzione di lava accompagna da emissione di lapilli e di cenere.

Nei giorni successivi, gli esperti hanno registrato ed osservato una diminuzione
considerevole dell’emissione di cenere. Dal 18 dicembre fino al mattino del 28
dicembre 2015 non è stata registrata alcuna attività eruttiva.

Nella tarda mattinata del 28 dicembre, infine, l’Etna ha ripreso l’emissione di ceneri ben presto cessata nel  tardo pomeriggio. Per raggiungere l’Isola puoi prenotare online un traghetto per la Sicilia dai principali porti d’Italia.