Per chi non conoscesse , si tratta di una cittadina a sud est di Roma, distante dalla capitale circa 40 chilometri. Questo centro, in epoca romana ha rivestito una grande importanza sia strategica che economica. Prova ne è che la Via Prenestina Antica, costruita proprio dagli antichi romani, parte da Roma e finisce a Palestrina, molto probabilmente per favorire il notevole flusso di merci che Palestrina importava dall’oriente e trasferiva nella capitale.

Dell’epoca romana, Palestrina conserva ancora molti elementi, a cui se ne aggiungono degli altri ogni volta che degli scavi portano alla luce qualcosa di nuovo.

Dal Foro di Palestrina al Tempio della Dea Fortuna Primigenia, dalla villa di Adriano fino alle “cisterne” rinvenute non più di un anno e mezzo fa a seguito del crollo di una palazzina in pieno centro storico, ovunque si respira l’odore del suo fastoso passato. E l’impressione è, che proprio il centro storico, nasconda sotto le sue fondamenta tante altre sorprese.

I numerosi reperti archeologici rinvenuti a Palestrina e dintorni, sono esposti in diversi musei della capitale. Fortunatamente, la maggior parte di essi è rimasta a Palestrina; all’interno del Museo Archeologico Nazionale.13819831_935850269877768_956375211_n

Il Museo è ospitato sulla terrazza superiore del Santuario della Dea Fortuna, all’interno di un elegante palazzo rinascimentale chiamato Palazzo Barberini. Il palazzo fu costruito dai principi Colonna nell’XI Secolo e poi ceduto alla famiglia Barberini nel XVII Secolo, che ne furono i proprietari fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Sorge in posizione dominante rispetto a Palestrina. Infatti è possibile vederlo sin dalla strada che avvicina al paese.

La sua caratteristica facciata è di forma curva. Per accedervi bisogna salire delle bellissime scale che costituiscono anche la terrazza da dove è possibile ammirare il panorama che nelle giornate più chiare libera lo sguardo fino alla costa laziale. Al centro di questo semicerchio di scale vi è un pozzo.

L’accesso al museo costa 5 euro e vi permette di vedere ben 3 piani ricchi di reperti archeologici più l’area del Santuario della Dea Fortuna sottostante.

All’interno si possono vedere statue, cippi, busti, sarcofagi, gioielli e oggetti di uso quotidiano della Roma antica, dal periodo repubblicano fino a quello imperiale.

Uno dei pezzi pregiati è la statua di Iside-Fortuna, ritrovata nel tempio, realizzata in un marmo di colore grigio. Altro elemento molto affascinante è la testa di quella che doveva essere una statua gigante della Dea. Al terzo piano è possibile ammirare il grande Mosaico del Nilo, un’opera realizzata da artisti alessandrini per decorare il pavimento di qualche villa romana. Il mosaico è esposto in verticale in modo da far ammirare tutta la sua bellezza.

Nel mosaico “nilotico” è rappresentato l’Egitto durante una delle celebri esondazioni del Nilo. Vi sono dunque scene di caccia e di vita quotidiana e per ogni zona dell’Egitto, persone, piante ed animali presentano caratteristiche morfologiche tipiche della terra di appartenenza.

La presenza di un generale romano omaggiato da un personaggio altolocato egiziano, ha dato vita a diverse interpretazioni riguardo il motivo per cui fu realizzato questo mosaico. Alcuni storici lo identificano come un omaggio ad Alessandro Magno, altri all’Imperatore Ottaviano ed altri sostengono teorie diverse, tutte molto interessanti.

Il mosaico nilotico fui rinvenuto nell’”antro delle sorti”, in un’ulteriore area archeologica di Palestrina in pieno centro storico.

Per info sul museo è possibile telefonare allo 06.9538100.