Tratto da: Terrelibere, 03/01/2008, Rosa Maria Di Natale, I nuovi caporali nelle campagne siciliane. Malarazza I nuovi caporali nelle campagne siciliane Malarazza di: Rosa Maria Di Natale 03/01/2008 Il nuovo caporale siciliano ha il volto della cooperativa agricola che fornisce manodopera agli imprenditori. I braccianti vengono coinvolti in un meccanismo di vera e propria "transumanza" (cioè trasportati ogni giorno in pessime condizioni di sicurezza in giro per la Sicilia, per centinaia e centinaia di chilometri) di lavoro nero e malretribuito, di cooptazione casuale e, qualche volta, al limite del ricatto, di buste paga fasulle o mai corrispondenti al compenso effettivamente percepito. I guadagni? Non più di 45 euro lorde al giorno per dieci, dodici ore di lavoro quotidiano. E non per tutto l`anno. Oltre il danno, c`è pure la beffa. Molte cooperative nascono e muoiono nel giro di pochi anni; molti braccianti onesti scoprono troppo tardi di non aver avuto versati i contributi pensionistici e non hanno neppure diritto al trattamento di disoccupazione, proprio perché "fuoriusciti" da cooperative fasulle che hanno danneggiato l`Inps e lo Stato. "Focolaio" del fenomeno che nel giro di cinque anni ha interessato praticamente tutta l`Isola, è la provincia di Catania, in particolare il comune di Adrano. Molte immagini e interviste sono state riprese in piena notte nella provincia etnea e in quella siracusana; la giornalista è anche riuscita ad intervistare un "responsabile" di una cooperativa che ha preferito non sottrarsi alle telecamere. L`inchiesta ha raccolto anche interviste istituzionali nel mondo dell`Inps, del sindacato, della magistratura e del volontariato, ed evidenzia alcune storie esemplari di umiliazione e sfruttamento. http://www.terrelibere.org/video/malarazza